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Ebola: magia e terrorismo contro la prevenzione

Ebola in Congo. Una nuova epidemia sta facendo migliaia vittime, con l’aiuto del terrorismo e della magia. ONU e ONG costrette a combattere contro attacchi paramilitari e diffusione di notizie false anti-scientifiche.

ONU e ONG contro l’Ebola

The International Rescue Committee (IRC) è un’ONG impegnata in prima linea nella Repubblica Democratica del Congo. La sfida è combattere l’ennesima epidemia di Ebola. La strategia principale per fronteggiare l’emergenza sanitaria consiste nel potenziamento delle pratiche di controllo delle infezioni. A tale scopo è cruciale la formazione degli operatori sanitari. L’attività è svolta in 51 strutture equipaggiate anche con il sostegno dell’ONU.

“Situazione fuori controllo”

David Miliband, ex big della politica inglese e attuale presidente della ONG, definisce la situazione nel Paese “una sfida senza precedenti”. Il nuovo focolaio è esploso nello scorso agosto. Ad oggi si registrano 1662 infettati. Di questi 1074 sono morti per febbre emorragica. Il tasso di morte è in crescita. Nell’ultimo trimestre i decessi sono infatti raddoppiati. L’ONG Medici senza frontiere parla di “situazione fuori controllo”.

La magia contro la scienza

Come sempre gli ostacoli da affrontare non sono solo tecnici, finanziari o politici, ma anche “opportunisticamente” culturali. E in questo caso va in scena un dramma che in Africa, soprattutto in Africa centrale, rappresenta un grande classico. Esistono interessi incrociati di gruppi che speculano sulla povertà e sull’ignoranza delle popolazioni locali. Questi agiscono con due modalità, entrambe terroristiche: spargendo voci infondate e false credenze sull’epidemia oppure realizzando attacchi militari alle strutture sanitarie che accolgono e curano i malati. Si tratta di azioni mirate a impedire la cura e la prevenzione delle epidemie. Quest’ultimo è uno degli obiettivi dell’agenda 2030 delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile.

Il terrorismo paramilitare

I guerriglieri mai mai e l’organizzazione islamista terrorista ugandese Allied Democratic Forces (ADF) sono i principali responsabili. I primi in particolare usano sottoporsi a iniziazioni magiche e partecipano a riti esoterici. Più di cento attacchi e aggressioni denunciati solo quest’anno dai centri di trattamento dell’Ebola. Le azioni comprendono anche il boicottaggio delle sepolture secondo le necessarie regole igienico-sanitarie. Questi gruppi non si limitano ad attaccare le cliniche. Ben lungi dall’essere protettori degli indigeni contro la cosiddetta ingerenza straniera, si scagliano contro l’inerme popolazione locale per compiere razzie, rapine e stupri.

Terrorismo e disinformazione

La violenza favorisce l’azione sistematica di disinformazione. Già il basso o inesistente livello di istruzione di gran parte della popolazioni locale funge da perfetto terreno di coltura per la superstizione. In tale situazione è facile far attecchire false credenze sulla dannosità delle cure “occidentali” o addirittura sulle maledizioni che tali trattamenti porterebbero a chi eventualmente ne facesse uso. La disinformazione ha infatti lo scopo di impedire l’assunzione di consapevolezza da parte dei locali e boicottare la pratica anche delle più basilari norme igieniche. Se a tutto questo si somma l’effetto intimidazione ecco che gli stessi individui agiscono da soli, senza bisogno di particolari istruzioni. E così vediamo familiari di persone malate impedire le cure e l’intervento del personale sanitario. Oppure familiari di persone decedute impedire le procedure per una corretta sepoltura dei cadaveri.

Mauro Pasquini

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