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Earth day

Earth day: tra sostenibilità e il mondo dopo il Covid-19

La Giornata mondiale della Terra, il 50esimo Earth Day, viene celebrata comunque. Nonostante le limitazioni imposte dal Coronavirus e quindi l’impossibilità di promuovere incontri tradizionali, faccia a faccia, il confronto si è svolto, in Italian con una maratona multimediale lunga dodici ore. Tutto dal vivo, in streaming, con una serie di ospiti ed esperti. Il Covid-19 è diventato la questione centrale con uno scopo preciso: immaginare quello che verrà nei prossimi mesi. L’iniziativa #OnePeopleOnePlanet si è soffermata proprio su cosa bisogna fare per il futuro della Terra, avendo come stella polare i 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile fissati dalle Nazioni Unite. Una priorità ineludibile.

Gli organizzatori, Earth Day Italia e il Movimento dei Focolari di Roma, hanno individuato vari temi da affrontare: dall’economia all’arte, dallo sport all’educazione dei bambini. Un vasto campionario di argomenti da analizzare. La situazione del pianeta, del resto, è nota: tanti studi convergono sulla drammaticità del cambiamento climatico in atto, che dovrebbe sollecitare politiche molto più radicali.

Earth day 2020: il mondo dopo il Covid

Tra i temi in discussione, inevitabilmente, c’è anche il rapporto tra sostenibilità e Covid-19 (qui l’articolo di Impakter Italia). Del resto la prima a evidenziare la connessione culturale tra i due problemi è stata Greta Thunberg, paladina del movimento ambientalista: “Dobbiamo affrontare due crisi in una volta, quella del Coronavirus e quella climatica. Come nell’attuale pandemia ascoltiamo la scienza e gli esperti, così dobbiamo fare per l’altra lotta, quella contro il riscaldamento globale”, ha scandito l’attivista svedese. Parole pronunciate in videoconferenza con il direttore dell’Istituto di ricerca sull’impatto climatico di Potsdam, in Germania, Johan Rockström.

L’allarme è stato raccolto anche dai panel previsti in Italia. “La sfida globale però non ci coglie totalmente impreparati. Da decenni, un multiforme movimento culturale internazionale, ha alzato l’asticella della qualità possibile dell’impresa, sperimentando i connotati di un’economia a prova di futuro”, spiegano i promotori del dibattito, evidenziando il tema delle 3C: civile, circolare e di comunione. “Molteplici e significative esperienze mostrano la percorribilità di questa strada fatta di imprese che generano profitto mentre generano bene comune; imprese rigenerative, che riescono a valorizzare le risorse umane insieme a quelle ambientali. Quali altre imprese possono farci vincere la sfida? L’economia o è civile o è incivile, o è circolare o distrugge, o è di comunione o divide”, si legge sul sito dell’evento.

Quindi “non possiamo dimenticare che al cuore dell’economia c’è oggi l’impresa, quella realtà che determina in larga misura gli stili di vita del nostro tempo. Orientarla al bene comune significa porre premesse di cambiamenti assai più vasti verso la globalizzazione sostenibile”.

Mobilità, automotive e sostenibilità

Il cartellone dei temi dell’Earth day 2020 in Italia

Ma la questione riguarda il cambiamento delle nostre vite, a partire dagli spostamenti. E inevitabilmente si parla del settore automotive, per cui è stato previsto un apposito panel nell’ambito della Giornata della Terra. “Il settore della mobilità è uno dei comparti produttivi più colpito dalla pandemia”, dice a Impakter Italia Andrea Morbelli, partner di Open Gate Italia, uno degli organizzatori dell’evento.

“Grandi sono le incertezze che caratterizzeranno al sua ripartenza: lo smaltimento delle enormi quantità di veicoli invenduti, la spinta a utilizzare principalmente veicoli privati nella fase 2, i dati contrastanti sul livello di inquinamento nelle grandi città”, aggiunge Morbelli. Che alla fine riflette: “Abbiamo analizzato tutti questi fattori assieme ai rappresentanti del governo, della filiera produttiva a 2 e 4 ruote, ai principali attori del mercato come i responsabili delle flotte aziendali, per decidere responsabilmente come mantenere gli impegni del comparto automotive nell’ambito del green deal 2030 di riduzione delle emissioni di CO2 per la salvaguardia del pianeta”.

L’innovazione è dunque uno dei cardini dello sviluppo sostenibile. Il motivo?  “È chiamata a essere strumento principale di cambiamento, un’innovazione tuttavia che, come il cambiamento sperato, deve rimettere al centro l’uomo per non risultare fine a sé stessa. L’innovazione dunque, non solo dal punto di vista tecnologico, ma anche dal punto di vista sociale, è tale solo se orientata allo sviluppo sostenibile”. Un Earth day atipico, insomma, ma proprio per questo forse ancora più dinamico. 

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