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E tutto questo perchè ?

E tutto questo perchè ? Risposta:poco vento, pochi lavoratori specializzati, poco cibo. Il futuro prossimo che ci attende è racchiuse in queste tre fotografie. Che in alcune parti del mondo sono già realtà. In Inghilterra per esempio dove il prezzo dell’energia elettrica ha subito un rialzo incredibile nella settimana appena passata, fino ad arrivare ad 1 euro per kilowattora. A famiglia. Perchè? Come riporta il Guardian, “i massimi storici dei prezzi dell’elettricità sono stati sostenuti da una forte domanda di energia alimentata a gas e da un crollo della velocità del vento che ha ridotto la produzione di energia rinnovabile questa settimana”. Nel Mar del Nord il vento è stato pochissimo e quindi le pale eoliche hanno funzionato poco e male immagazzinando pochissima energia.

“L’operatore del sistema elettrico è stato costretto ad aumentare gli impianti a carbone per soddisfare il 5% della domanda di energia in Inghilterra, Scozia e Galles, il più grande ricorso all’energia a carbone dopo il freddo fuori stagione di marzo, nonostante il tempo mite e la domanda di elettricità relativamente bassa” scrive ancora il quotidiano inglese. Aggiungendo anche la cronaca del fallimento di diversi fornitori di energia.

Il vento che tutti noi consideriamo bene o male a seconda dei nostri gusti ha un’origine precisa: l’aria fredda è più pesante e tende a cadere verso il basso, avvicinandosi al suolo. L’aria calda, invece, è più leggera e tende quindi a salire verso l’alto. Avvicinandosi al suolo, dunque, l’aria si riscalda, sale verso l’alto e spinge giù l’aria fredda. Quest’ultima scende in picchiata e va a occupare lo spazio che si è liberato al suolo. Questo è il vento. E il problema è stiamo parlando del parco eolico offshore più grande del mondo, al largo delle coste inglesi. Hornsea One, a 120 miglia dal porto di Hull, nel Mare del Nord, da 400 chilometri quadrati.

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Lavoro specializzato e cibo che manca

Camionisti, addetti alle cucine nei ristoranti, camerieri ed operai per la raccolta della frutta e verdura nei campi. Non ci sono più, o meglio, non ci sono più nella quantità sufficiente a garantire l’approvvigionamento del cibo con la continuità e la quantità che abbiamo avuto fino ad oggi. Per raccogliere il riso in Vietnam, il governo ha dovuto impiegare l’esercito. Negli Stati Uniti alcuni produttori di carne hanno allettato nuovi dipendenti offrendo loro in regalo un Apple Watch. In Inghilterra poichè mancano i camionisti per il trasporto, gli agricoltori stanno versando il latte nei campi per distruggere il raccolto ed in Brasile per raccogliere i chicchi della qualità del “caffè robusta”c’hanno messo quattro mesi invece dei tre fino ad ora impiegati per mancanza di manodopera. Risultati?

In alcuni negozi di Mc Donald’s mancano i frullati; alcuni scaffali di supermercati in Europa sono vuoti o meno carichi del solito (anche in Italia) e scarseggiano pane e pollo; la Malesia produce il 30 per cento di olio di palma che sappiamo essere la base di moltissimi prodotti (cioccolato per fare un esempio); il Vietnam ha per circa il 60% della sua produzione di gamberi (ed è il paese leader nel mondo in questo settore).

E tutto questo perchè?

Non c’è una sola risposta data la globalità del problema: il Covid certamente che ha favorito lo smart working e svuotato gli uffici ma anche costretto molti lavoratori a cambiare attività preferendone una più riposante rispetto a quella fisica che facevano prima. In Inghilterra la Brexit che con le sue politiche di restrizione sugli ingressi di lavoratori immigrati ha per esempio fatto mancare di colpo qualcosa come 100 mila camionisti. In Italia più di uno attribuisce la responsabilità al reddito di cittadinanza o meglio, a quelle persone che lo percepiscono e preferiscono starsene a casa invece di cercare un lavoro qualunque. In Asia c’è il fenomeno della migrazione interna – specie in Cina – per cui quelli che erano contadini o operai vanno in cerca di un posto da impiegati.

Soluzioni?

Da est ad ovest, dagli Stati Uniti alla Cina la risposta sembra essere una sola: aumentare i salari per i lavori più usuranti. E qualcuno lo sta già facendo. La catena di ristoranti Rossopomodoro a Londra per esempio ha aumentato il salario  base del 50%; un’altra catena di ristoranti, ma negli Stati Uniti ha portatola paga a 15 dollari l’ora ma ha aumentato del 4 per cento la media dei suoi menù; mille euro di bonus di ingresso per gli autisti che devono occuparsi dei rifornimenti sono stati stanziati da alcuni supermercati del Regno Unito. In Cina il presidente Xi JinPing sta cercando di convincere la gente a tornare nelle campagne con incentivi di varia natura.

 

 

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