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antonio lubrano

E se ascoltassimo di più i bambini ?

Un parco pubblico a Milano, le cinque del pomeriggio. C’è la giostra, figuriamoci! Non manca mai.Il settore riservato alle altalene è gremito: bambini di tutte le età che vanno su e giù con entusiasmo e sollecitano i genitori o chi li accompagna a spingere più forte. Improvvisamente un maschietto che avrà forse sei anni chiede al suo accompagnatore di fermare, vuole scendere subito. Detto fatto. Una volta a terra il nostro si dirige verso la staccionata che delimita lo spazio altalene. E qui c’è un uomo, dalla divisa un giardiniere del Comune, che sta segando alla base un castagno.

“Perchè lo tagli?” chiede il Nostro con ansia. “Perchè è secco, non lo vedi?” “Che peccato, mi dispiace..” “Ma poi ne piantiamo subito un altro, stai tranquillo..”-replica il giardiniere che è – si vede bene – commosso dalla sensibilità del Nostro. “A scuola il mio maestro – annota l’infante – dice sempre che gli alberi non si toccano..”

Una scenetta còlta al volo. A conferma del fatto che oggi sono le nuove generazioni le più attente al verde. Vuoi magari per quel che sentono  a casa, vuoi perchè la televisione affronta sempre più spesso il tema ambientale e i ragazzi, si sa, sono fra i più assidui spettatori. E in più c’è la scuola dove alcuni maestri coscienziosi aiutano gli allievi a scoprire l’importanza della difesa ambientale.

Naturalmente ai giardini pubblici i bambini di ogni età sono protagonisti. Specie alla giostra, che non manca mai tra gli alberi.

Adesso i clienti più assidui sembrano essere i bambini di tre-cinque anni, mentre fino a una decina d’ anni fa erano i ragazzi di otto-dieci. Me ne parla una simpatica giostraia che ha rilevato il cambiamento. E i papà e le mamme di oggi sembrano meno ansiosi, anche se seguono con estrema attenzione i giri dei loro pargoli sui cavalli, sugli elefanti , sulle giraffe, sulle tigri di legno della piattaforma. Ogni giro dura due minuti e il costo varia da una giostra all’altra:uno o due euro. La musica che accompagna i nostri eroi è di solito quella che distingue in televisione i cartoni animati, ed è quindi familiare alle orecchie dei cavalieri debuttanti.Fino al 1998 esistevano in Italia cinquemila giostre ma ricerche più recenti confermano questo dato, il che può voler dire che il comparto ha una sua stabilità, indipendentemente dall’età della clientela.

Noi adulti invece assistiamo a ben altre giostre, che non sempre ci divertono come quelle che frequentano i nostri pargoli, siano essi figli o nipotini. La giostra politica, per esempio, o quella di certi convegni dove i protagonisti si parlano addosso; o ancora i dibattiti televisivi dove i partecipanti non sempre rispettano la pazienza degli spettatori adulti. Al punto che tra questi ultimi affiora la nostalgia della giostra più antica, quella che nel Medioevo o nel Rinascimento metteva a confronto due cavalieri che cercavano a colpi di lancia di disarcionarsi l’un l’altro, e che loro, gli spettatori, hanno visto solo al cinema o in tivu.

La scenetta del castagno, comunque, ci da un suggerimento:  se ascoltassimo di più i bambini?

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