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Droga nelle acque reflue. Impakter.it interroga EMCDDA

Impakter.it ha potuto leggere il rapporto realizzato dal gruppo europeo SCORE, in associazione con l’Agenzia Europea per la Droga (EMCDDA) –  della relativamente nuova scienza dell’analisi delle acque reflue –  che ha analizzato le acque reflue (qualsiasi tipo di acqua provenienti da edifici od installazioni in cui si svolgono attività commerciali o di produzione di beni (anche sottoposte a preventivo trattamento di depurazione) in 73 città europee in 20 paesi europei per analizzare i comportamenti dei loro abitanti che assumono droghe. Lo studio del 2018 indica un aumento della rilevazione di anfetamine, cocaina e MDMA in campioni di acque reflue, rispetto ai dati del 2017

 Ne abbiamo ha parlato con l’EMCDA ma prima i risultati delle analisi

Lo  studio ha analizzato campioni giornalieri di acque reflue nei bacini idrografici degli impianti di trattamento delle acque per un periodo di una settimana. Sono state analizzate le acque reflue di circa 46 milioni di persone alla ricerca di tracce di quattro droghe illecite: anfetamina, cocaina, MDMA (ecstasy) e metanfetamina.

Cocaina: gli ultimi dati rivelano un aumento delle tracce di cocaina, confermando la tendenza all’aumento registrata nel 2017. I residui di cocaina sono più elevati nelle città dell’Europa occidentale e meridionale, in particolare in Belgio, Paesi Bassi, Spagna e Regno Unito, mentre sono molto più nella maggior parte delle città dell’Europa orientale, anche se ci sono segnali di aumento.

Anfetamina: i risultati evidenziano che la maggior parte delle città ha registrato un aumento dei residui di anfetamine, rispetto a quelli delle precedenti sette campagne di monitoraggio. I carichi di anfetamina rilevati nelle acque reflue variano considerevolmente tra i luoghi di studio, con i livelli più alti registrati nelle città del nord e dell’est dell’Europa. L’anfetamina è stata trovata a livelli molto più bassi nelle città del sud dell’Europa.

MDMA (ecstasy): c’è un aumento delle tracce di MDMA nella maggior parte delle città, rispetto a una tendenza alla stabilizzazione nel 2017.

Metamfetamina: tradizionalmente concentrata in Cecenia e Slovacchia, la metamfetamina sembra ora esserci anche a Cipro, nella Germania orientale, in Spagna e nell’Europa settentrionale (Finlandia e Norvegia).

Le domande di Impakter.it

 Come mai un’indagine sulle acque reflue per trovare le droghe e come mai sono finite lì?

“Utilizzato originariamente negli anni ’90 per monitorare l’impatto ambientale dei rifiuti domestici liquidi, il metodo di analisi è stato da allora utilizzato per stimare il consumo illecito di droghe in varie città. Comprende il campionamento di una fonte di acque reflue, come l’afflusso di acque reflue in un impianto di trattamento delle acque reflue. Questo permette agli scienziati di misurare i livelli di droghe illecite e dei loro metaboliti escreti nelle urine, che possono essere utilizzati per stimare la quantità di droghe consumate da una comunità. Ciò fornisce un’analisi non invasiva e quasi in tempo reale del consumo di droga all’interno dell’area servita dalla rete fognaria.

Il metodo ha la possibilità di fornire informazioni tempestive, in tempi brevi, sulle tendenze geografiche e temporali. Non può fornire informazioni sulla prevalenza e la frequenza d’uso, il numero di consumatori, i tipi di consumatori e la purezza delle droghe”.

Ci sono rischi per le persone riguardo questo tipo di acque?

“No, non ci sono rischi per le persone, in quanto l’epidemiologia basata sulle acque reflue si basa su campioni provenienti da sistemi fognari prelevati prima che l’acqua venga trattata in quegli impianti di trattamento, per questo motivo è possibile trovare farmaci o qualsiasi altra sostanza chimica. L’acqua viene quindi trattata e non dovrebbe essere contaminata”.

Le risposte sono arrivate alla redazione tramite l’EMCCDA  da un ricercatore che ci ha chiesto di rimanere anonimo

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