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Draghi al G20 sulla salute. Ecco cosa ha detto

Draghi al G20 sanitario A Roma. Ecco i punti salienti del suo intervento, tra un’Italia nuovamente protagonista nel mondo e i primi bagliori di luce dopo l’incubo pandemia.

Da Roma un gioco globale di squadra contro la pandemia

I leader del G20, la parte più ricca del mondo, hanno annunciato ieri che, insieme ai grandi produttori di farmaci, moltiplicheranno gli sforzi per porre fine alle iniquità dell’accesso al vaccino anti Covid. È quanto è avvenuto al Global Health Summit, un evento speciale organizzato dalla Presidenza italiana del G20 in collaborazione con la Commissione Europea, svoltosi ieri a Roma. Quello che vediamo infatti è che i paesi ricchi stanno riuscendo a ridurre la diffusione dei contagi grazie a massicce campagne di vaccinazione, mentre le nazioni meno sviluppate stanno rimanendo tragicamente indietro. Con danni enormi sulla vita delle persone.

Con l’aumento delle disuguaglianze nei vaccini, il mondo sta infatti sprofondando in una vergognosa “segregazione vaccinale”. Una statistica dice tutto: circa 1,53 miliardi di dosi sono state somministrate a livello globale. Ma secondo l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), solo l’1% circa ha raggiunto l’Africa, .

Cosa ha detto Draghi al G20

“Dobbiamo vaccinare il mondo e farlo in fretta”, ha detto il premier italiano Mario Draghi aprendo l’evento. “La pandemia ha sottolineato la straordinaria importanza della cooperazione internazionale” per il presente e per il futuro, ha affermato. “Con i partecipanti (al summit n.d.r.) capiremo cosa è andato storto” nella lotta contro il Covid. Ha poi aggiunto: “dopo un anno e mezzo stiamo cominciando a vedere la fine di questa tragedia. Per la prima volta, la normalità si sta avvicinando. Nel corso della conferenza stampa, il premier Draghi ha sottolineato  quanto le decisioni politiche prese siano allineate al parere cruciale del mondo scientifico, affermando che “il loro rapporto [di Brusaferro e Piot] ha fornito una guida essenziale per il nostro dibattito e in particolare per la Dichiarazione di Roma”.

Il Presidente del Consiglio ha inoltre sottolineato che ““l’UE ha esportato circa 200 milioni di dosi di vaccini anti Covid-19 in 90 paesi. Circa la metà della sua produzione totale”, affermando poi che “tutti gli stati devono fare lo stesso. Dobbiamo revocare i divieti generali di esportazione soprattutto nei paesi più poveri “. Ha poi concluso dichiarando che “le istituzioni finanziarie internazionali devono fornire ai paesi a basso reddito il sostegno necessario affinché questa crisi sanitaria non si trasformi in un’ondata di crisi del debito sovrano. In particolare, ora dobbiamo consentire al Fondo monetario internazionale di fornire una protezione efficace ai paesi più poveri del mondo “.

La posizione della Presidente della Commissione Europa

Da parte sua, Ursula von der Leyen ha rilasciato una dichiarazione forte, affermando che la Dichiarazione di Roma “è un evento storico e speciale, perché abbiamo tutti i Paesi del G20 impegnati nel perseguimento di due principi fondamentali. Il primo è il multilateralismo e un no chiarissimo al nazionalismo in materia di salute. Le catene di approvvigionamento devono essere aperte, un chiaro no ai divieti di esportazione “.

 da Impakter.com.