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Donne e disparità: l’immensa lacuna nella tecnologia

La tecnologia per superare il gender gap. Cosicché le competenze digitali possano favorire l’ingresso delle donne nel mondo del lavoro, in posizioni dirigenziali. Un modo anche per contrastare la tendenza che vorrebbe gli uomini protagonisti dell’innovazione e di professioni legate allo sviluppo dell’Information Technology. L’impegno dell’European women management development (Ewmd) è proprio quello di abbattere uno stereotipo di genere, aprendo nuovi sbocchi per il raggiungimento dell’Obiettivo di sviluppo sostenibile numero 5, fissato dalle Nazioni Unite: il superamento delle disparità di genere, appunto.

Donne italiane poco hi-tech

L’Italia, in tal senso, si dimostra in grande affanno. Il rapporto europeo Women in Digital conferma la scarsa digitalizzazione delle donne italiane. La media dei servizi presi come indicatori colloca il nostro Paese in 25 posizione su 29 con una media di 38,5 punti rispetto ai 50 europei.

Già il ricorso funzioni semplici, come l’uso di Internet, mette in evidenza aspetti allarmanti: il 70% delle donne dice di usare regolarmente il web contro l’82% della media europea. E ancora: il 21% delle italiane non ha mai usato Internet, mentre il dato europeo si attesta al 12%. L’home banking è un semisconosciuto: solo nel 41% delle donne in Italia c’è un reale utilizzo (al cospetto del 66% fatto registrare in Europa). Quasi “tragico” il riferimento agli strumenti di eGovernment usati da una platea femminile: la media europea è al 64%, quella italiana al 38%. Insomma, inutile andare oltre. Perché di positivo non c’è davvero alcuna traccia.

Il grafico della ricerca europea

L’impegno per le donne di Ewmd

Ewmd è un’associazione che nasce per collegare “professionisti di tutte le aree di business, istruzione, politica e cultura, accogliendo membri sia individuali che aziendali, dipendenti e lavoratori autonomi”, spiega il sito ufficiale. “Il nostro obiettivo principale è aumentare la visibilità delle donne e la partecipazione a posizioni più elevate nel mondo degli affari e della società”, evidenziando le promotrici dell’associazione.

Il lavoro si svolge così su scala mondiale proprio con l’intento di creare delle connessioni capaci di andare oltre la dimensione nazionale. In Italia ha rilanciato iniziative per superare il gender gap in materia tecnologica: da qui sono nati i progetti “Donne Digitali”, una serie di incontri formativi, e “Ragazze Digitali”, un camp estivo per avvicinare un numero maggiore di donne all’informatica.

Come scrive Nadia Caraffi, una delle animatrici di questi eventi: “Il primo, fondamentale, passo è far capire questa emergenza alle donne stesse e poi a tutti i soggetti che possono contribuire a una inversione di rotta: amministratori pubblici, mondo della scuola, aziende. E uno dei modi suggeriti per raggiungere il goal 5 è proprio ripartire dal rafforzamento delle competenze digitali”.

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