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Parlamento donne Islanda

Donne in politica: così l’Islanda si avvicina al Ruanda

Il Parlamento dell’Islanda diventa un modello di parità di genere, nonostante il conteggio finale abbia previsto “solo” il 47,6% di seggi assegnanti alle donne. Infrangendo i sogni di gloria di un risultato simbolico dall’impatto dirompente. Le prime proiezioni, infatti, avevano indicato addirittura la soglia del 52% di donne elette, portando l’Islanda a essere il primo Paese con una rappresentanza a maggioranza femminile. Un piccolo record durato poche ore, il tempo appunto di ultimare il reale conteggio delle schede.

Resta comunque il fatto che Reykjavik è in testa, in Europa, per la presenza di donne in Parlamento, davanti alla Svezia che raggiunge comunque un considerevole 47%. E soprattutto rispetto alla formazione della precedente rappresentanza parlamentare, l’Islanda compie un balzo significativo di oltre 9 punti: l’ultimo dato era del 38%. 

Parlamenti al femminile: la leadership del Ruanda

I dati dal mondo confermano che ci sono casi inattesi: il Ruanda è il Paese che sul tema della rappresentanza femminile è più avanti di tutti. Il 61% delle elette è infatti donna. Una quota che in Europa è davvero un miraggio, visto che nessun Parlamento presenta una maggioranza femminile, come già annotato. Al secondo posto, secondo la graduatoria stilata dalla Banca Mondiale, c’è Cuba con il 53% e un trend graduale di aumento sulla rappresentanza di genere.

Un altro numero inatteso riguarda gli Emirati Arabi Uniti: la metà delle elette è donna e, fino al 2019, Amal Al Qubaisi è stata presidente dell’Assemblea. Di sicuro il dato numerico non risolve il problema sui diritti delle donne in quella regione, ma rappresenta un segnale importante sui progressi che si registrano almeno in alcuni Paesi. 

L’Europa non elegge donne

Appena fuori dall’ipotetico podio ci sono Nuova Zelanda e Messico, che tuttavia contano su un importante 48% di seggi destinati alle donne. E se la Nuova Zelanda è una conferma (l’attuale presidente è Jacinda Ardern, emblema del potere al femminile), per il Paese centroamericano c’è una svolta culturale rilevante. Così, il primo Paese europeo, l’Islanda appunto, è solo sesto su scala globale, contenendosi il posto con il Nicaragua, il Sud Africa e la vicina Svezia.

Jacinda Ardern

Nel Vecchio Continente non sfigura la Finlandia, attestata al 46%, confermando l’attenzione del Nord Europa sul contesto alla gender gap. Tanto che il Paese peggiore è la Danimarca con il 40% di donne elette in Parlamento. Per l’Europa meridionale, il primato spetta alla Spagna con il 44%. Non una quota stellare, ma comunque significativa se commisurata all’Italia, ferma sotto la soglia del 40%. 

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