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Donne e cambiamenti climatici

Donne ed i cambiamenti climatici. Possibile che di fronte a quanto stiamo assistendo si possa fare una differenza di genere e sostenere che le donne subiscano più degli uomini i mutamenti del clima? Non solo è possibile farla, ma la si può anche argomentare – purtroppo – facilmente. In questo post abbiamo raccontato cosa succede in Guatemala.

Per farlo bisogna partire da quanto dichiarato poco prima di questa estate, Philip Alston, relatore speciale delle Nazioni Unite sulla povertà ed i diritti umani. In quella occasione – era giugno – Alston parlò per la prima volta di apartheid climatico: il riscaldamento globale rende sempre più nette le disuguaglianze economiche e sociali.

Il clima che cambia che rende più difficile coltivare campi, lavorare, produrre cibo, fanno più male – verrebbe da dire ovviamente – su quella parte della popolazione mondiale che trae dalla risorse naturali ciò di cui ha più bisogno per vivere. E le comunità agricole sono quelle che più di altre avranno i maggiori problemi dai cambiamenti in atto e da quelli che arriveranno.

Donne africane che cercano l’acqua

Alcuni esempi pratici. L’approvvigionamento dell’acqua: le donne devono impiegare circa 16 ore all’anno per trovarla e portarla a casa in alcune zone del mondo a fronte delle 6 degli uomini. Cucinare può essere molto pericoloso laddove si impiegano stufe che sono alimentate da combustibili solidi  (legna, rifiuti agricoli, carbone) che sono molto inquinanti. Secondo quanto rilevato dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ci sono quasi 4 milioni di morti ogni anno per malattie legate all’inquinamento atmosferico domestico a causa del cattivo utilizzo di questo tipo di “cucine”. La fertilità e la gravidanza sono decisamente alterate dalle sostanze chimiche e da altre forme inquinamento ambientale cui sono esposte le donne in certe zone del mondo, ed hanno conseguenze anche sui neonati.

Nei paesi in via di sviluppo, agricoltura le donne sono quelle che realizzano tra il 45 e l’80 per cento dell’intera produzione agricola. La forza lavoro femminile mondiale è circa i due terzi del totale, e va ben oltre il 90% in molti paesi africani.

Donne in Nepal

Ma c’è un argomento ancora poco evidenziato sempre in merito al cambiamento del clima che si riscalda sempre di più, è quello dell’aumento dello sfruttamento sessuale e dell’aumento dei matrimoni in età infantile: le ragazze povere si sposano durante l’infanzia due volte e mezzo in più della media. Perché? Le famiglie non sono in grado di mantenerle e le affidano ad uomini con maggiori risorse. In alcune zone dell’Africa centrale corre una pratica che si chiama  Sex for fish:  sesso come moneta di scambio per gli acquisti di pesce tra pescatori e venditrici di pesce, quando le donne non hanno i soldi per comprarli.

I dati delle Nazioni Unite indicano che l’80% delle persone sfollate a causa del cambiamento climatico sono donne. E’ un tipo di migrazione nella maggior parte dei casi da regione a regione: inondazioni, siccità e catastrofi naturali costringono migliaia di agricoltori a muoversi dalle aree rurali verso i centri urbani.

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