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Dolci di Natale: la tradizione è alleata della sostenibilità

I dolci di Natale tornano alle origini, alla preparazione in casa. E, anche se non si direbbe, diventano così grandi alleati della sostenibilità. Ebbene sì: senza imballaggi e senza scarti sono praticamente a impatto zero per l’ambiente e, seppure non consigliati dal dietologo, contengono ingredienti semplici e meno dannosi per la salute. A patto, chiaramente, di non mangiarne troppi. Insomma, sono buoni e a chilometro zero con tanti effetti positivi, compresa la possibilità di riappropriarsi del proprio tempo. “In quasi la metà delle famiglie italiane (48%) c’è chi prepara in casa i dolci della tradizione locale del Natale con ricette custodite spesso da generazioni”, spiega infatti una ricerca condotta da Ixè per la Coldiretti.

Dallo Zelten trentino ai buccellati siciliani, la varietà di dolci di Natale è davvero notevole, quasi impressionante. Del resto la tendenza al recupero delle tradizioni era già emersa dai regali natalizi, più concentrati sull’enogastronomia tipica che sui prodotti industriali. Certo, il ritorno alla tradizione ripropone anche l’eterno “derby” sui dolci di Natale: meglio il panettone o il pandoro? Il sondaggio indica una lieve preferenza per il panettone, 79%, sul pandoro che arriva comunque al 72% di gradimento.

Il tipico panettone

Dolci di Natale: le vecchie abitudini

“La preparazione casalinga dei piatti tradizionali delle feste è una attività tornata ad essere gratificante per uomini e donne e all’interno delle mura domestiche si svolge il rito della preparazione di specialità alimentari caratteristiche del Natale destinate spesso a rimanere solo un piacevole ricordo per tutto il restante periodo dell’anno”, spiega la Coldiretti, illustrando il contenuto della ricerca presentata a ridosso delle festività. “Si tratta spesso di dolci le cui ricette sono tramandate da generazioni e rappresentano un vero e proprio patrimonio culturale del Paese. Accade così che, assieme agli immancabili panettone e pandoro, sulle tavole sono tornate anche le specialità casalinghe della tradizione contadina”, aggiunge l’associazione degli agricoltori.

Quali vantaggi per i dolci di Natale fatti in casa

Il vantaggio ambientale è di tutta evidenza: l’impiego di plastica, usata per imbustare prodotti industriali, viene drasticamente ridotto. Ma c’è un ulteriore elemento di sostenibilità: la tutela della salute. Certo, un’abbuffata di mostaccioli (tipici della Campania) o di qualsiasi altro dolce non fa bene alla linea. Ma d’altra parte con la produzione casalinga si abbatte il pericolo di ingredienti complessi o di grassi aggiunti. Nei prossimi giorni, Impakter Italia proporrà i dolci di Natale tipici, suddividendoli tra Nord, Centro e Sud per scoprire la varietà di ricette tradizionali. Un vero e proprio viaggio da leccarsi i baffi nei giorni che precedono il 25 dicembre.

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