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Divieto di accattonaggio

A Vellinge, città del sud della Svezia ce l’hanno fatta: nel settembre del 2017 il consiglio comunale aveva votato una mozione per vietare l’accattonaggio in diverse piazze e luoghi pubblici a partire dal 2018 e di conseguenza proibire l’elemosina. La votazione ha avuto conseguenze difficilissime per tutto quest’anno perché molte altre città si sono accodate a Vellinge ed hanno sollevato la questione al punto da farla diventare una questione politica nazionale.

Adesso la città di Vellinge è stata autorizzata dalla giustizia a vietare l´elemosina in centro, molti altri comuni – da Eskilstuna a Staffanstorp a Danderyd – vogliono seguire l´esempio. L’organizzazione per i diritti umani Civil Rights Defenders si è appellata da subito presso tutti i tribunali possibili del paese contro la decisione del comune di Vellinge, a cominciare da quello localmente competente amministrativo di Malmö. “Il divieto di accattonaggio causa restrizioni ingiustificate e sproporzionate ai diritti umani e alle libertà fondamentali e dovrebbe pertanto essere abrogato”, ha detto il direttore legale John Stauffer di Radio Defender, in Svezia.

Al contrario Olle Reichenberg, leader dei NyaModeraterna (conservatori) suggerisce un “begging ban” (divieto diaccattanogaggio assoluto) a livello nazionale. Un docente universitario di Lund, il professor Hans Svärd avverte sul rischio di alimentare intolleranza e odio, visto che i mendicanti sono pressoché tutti migranti. Prima della votazione di un anno e mezzo fa Carina Wutzler presidente del consiglio comunale di Vellinge, aveva detto che molti residenti di Vellinge sono in una situazione di disagio quando la gente chiede soldi per le strade. Ha detto che c’è anche un problema con le condizioni abitative e il crimine in alcuni posti in Svezia.

Il Partito Moderato, il secondo più grande della Svezia sostiene che il divieto di accattonaggio riguarderebbe chiunque tenti una cattiva strada in Svezia. Afferma che è necessario un divieto per reprimere i “disordini pubblici e lo sfruttamento di persone vulnerabili”.

Negli ultimi anni, la Svezia ha visto un aumento di migranti europei, principalmente persone provenienti dalle comunità rom di Bulgaria e Romania, che mendicano per le strade. Alla fine del 2017 questo numero era stimato intorno alle 4.700-5.000 persone, secondo le autorità di polizia, in un netto aumento rispetto a due anni fa, quando la cifra era di 2.100.

 

Eduardo Lubrano

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