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Dist-i band

Dist-i, il braccialetto che ‘mette a distanza’ il Covid

Una garanzia per il distanziamento personale, una delle misure fondamentali contro la diffusione del Covid-19. Un mezzo per evitare che, nelle ore di lavoro o anche di svago, ci si possa avvicinare troppo a un’altra persona. Con questa idea è nata la start up Dist-i, che ha immesso sul mercato un braccialetto high-tech che agisce come uno scudo invisibile contro il virus. I ricercatori hanno pensato a una protezione per ridurre il rischio di contagio sul luogo di lavoro. Dando una mano anche alle imprese per diminuire la possibile insorgenza di focolai aziendali.

Foto di leo2014 da Pixabay

Dist-i: dai musei alle fiere

L’obiettivo del progetto è di garantire il corretto distanziamento e ricostruire la catena di contatti, per contribuire a ridurre il rischio di contagio da Covid-19, rispondendo in maniera flessibile alle esigenze di aziende e lavoratori. Una Immuni “attiva”, visto che non interviene a posteriori, come l’app lanciata dal governo, ma fa scattare subito l’allarme sull’eccessiva vicinanza tra due persone. Per questo gli ideatori di Disti-i evidenziano la possibilità di “migliorare la consapevolezza dei lavoratori sulle procedure di sicurezza e tutelare la continuità operativa dell’azienda, riducendo il rischio di stop a causa dei troppi contagi”.  

Tuttavia, l’ambito di applicazione può risultare più ampio. “Altri luoghi ad alta affluenza potrebbero essere più sicuri e con uno strumento preciso sul distanziamento potrebbero restare aperti” spiega Paolo Ingrassia a Impakter Italia. “Oggi chiudiamo i musei – aggiunge Ingrassia – prima sono state chiuse le palestre, i cinema e le sale concerto. Ma con questo dispositivo si potrebbe ottenere il corretto mantenimento del distanziamento. Purtroppo sappiamo che nemmeno l’uso la mascherina ci salvaguarda dal contagio: serve il distanziamento”. E non solo: il braccialetto potrebbe far svolgere, in sicurezza, le fiere, posti in cui si creano naturalmente degli assembramenti.

Paolo Ingrassia

La questione della privacy

Ma come funziona? Dist-i è un mix di plastica e silicone, di colore nero: vibra, suona e si illumina solo se necessario, per garantire la sicurezza di chi lo indossa, se una persona si avvicina troppo. Il dispositivo è stato ideato da ingegneri italiani, esperti di elettronica di precisione. L’impiego è sulla base del plug & play. Quindi non sono necessarie app, smartphone o software specifici. La definizione esatta del prodotto è quella di smart band, che calcola la distanza tra le persone che lo indossano avvisandole, appena si stiano avvicinando eccessivamente.

Il tema sollevato, come spesso accade, è quello della privacy. “Il dispositivo non ha un Gps, è un alert attivo. A differenza di Immuni che è alert passivo. Questo è uno strumento di prevenzione, molto semplice e che non traccia gli spostamenti”, sottolinea Ingrassia. Ragion per cui “non viene utilizzato quindi come mezzo di controllo, ma ci consente di tutelare la nostra salute”.

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