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Disparità digitale di genere: un dramma nel dramma

Disparità digitale di genere: una realtà che può stroncare sul nascere anche le più energiche battaglie contro il gender gap. Ecco quattro storie da cui partire per imparare a combatterla.

Disparità digitale di genere: il primo ostacolo da rimuovere

Donne e ragazze in tutto il mondo utilizzano la tecnologia per risolvere problemi, unire le comunità, e come forza per il bene e l’uguaglianza. Eppure, sono ancora sottorappresentate nei settori STEM (Science, Technology, Engineering and Mathematics). In un’economia mondiale sempre più digitalizzata, la disparità digitale di genere ha gravi ripercussioni sui diritti delle ragazze e delle donne. Per colmare questo divario, devono accadere almeno tre cose: facilitare la parità di accesso alle tecnologie digitali e a Internet; incoraggiare e investire nel potenziale femminile per sviluppare le loro abilità nel campo delle TIC; e consentire a donne e ragazze di accedere ruoli di leadership. Dalla creazione di ventilatori open-source in Afghanistan all’unificazione e amplificazione delle voci dei giovani attivisti in Cile, così come alla lotta per porre fine ai matrimoni precoci in Georgia, ecco alcuni esempi che possono e devono fungere da ispirazione.

Costruzione di un prototipo di ventilatore a basso costo in Afghanistan

Quando i ventilatori stavano iniziando a scarsegggiare a causa della pandemia da covid-19, Somaya Faruqi e il team afghano di robotica femminile hanno sviluppato un prototipo di ventilatore per supportare il sistema sanitario del paese. “L’ex governatore di Herat ha chiesto al nostro team di partecipare alla costruzione di un ventilatore open source. Avevamo un accesso limitato al mercato, non avevamo i materiali giusti, c’erano restrizioni di viaggio e non avevamo nemmeno un budget. “Tuttavia”, afferma Somaya, “abbiamo progettato un ventilatore open source basato sul design del MIT; dimostrando che se c’è un’opportunità per le giovani donne, queste possono cambiare in meglio le loro vite e la loro comunità “.

Contro la violenza online in Kenya

Kathy Gitau, 22 anni, ha conosciuto molti da vicino la violenza e la coltre di omertosa accettazione a cui spesso si accompagna  Quando ha tentato di  diventare vicepresidente dell’Unione studentesca nella sua università, è stata scoraggiata da altri che credevano che per raggiungere ruoli decisionali, le donne dovessero offrire favori sessuali. “Non voglio che altri vivano quello che vissuto io”, ha affermato.

E così, davanti a minacce quali il cyberbullismo e altre forme di violenza “online” contro le donne, ha deciso di agire allo scopo di rendere la sua università uno spazio più sicuro. “Questo problema è diventato globale perché tutti sono collegati dalla tecnologia e il pubblico è ovunque”. Ora, Kathy e la sua università hanno creato gruppi di sostegno per coloro che hanno subito abusi online. Grazie al lavoro contribuiscono ad aumentare la consapevolezza nel loro campus e nelle scuole superiori del Kenya occidentale.

Unire gli attivisti in tutto il Cile

Julieta Martinez, 17 anni, in qualità di relatrice per i festival giovanili e membro della forza lavoro giovanile delle Nazioni Unite a Pechino 25, è entrata in contatto con ragazze di tutto il Cile. Ha quindi avuto modo di registrare numerose testimonianze sulla mancanza di spazi sicuri per le ragazze in cui fare rete e lavorare in sinergia per realizzare i propri sogni. Julieta è intervenuta senza indugi.

Ha fondato la piattaforma Tremendas per creare spazi e opportunità per ragazze e giovani donne di connettersi e unire i loro talenti e le loro conoscenze per sostenere cause sociali. Julieta crede che l’unità e l’unione delle comunità di attivisti sia un’incredibile forza per il bene. “Per facilitare l’uguaglianza e l’inclusione,  abbiamo bisogno soprattutto di pazienza, rispetto e tolleranza”, afferma. Inoltre, “dobbiamo ascoltarci l’un l’altro, prima di tutto, per capire che ci sono opinioni e prospettive diverse e che l’ambito di azione di ognuno è diverso”.

Utilizzo della tecnologia e dei dati per combattere i matrimoni precoci in Georgia

A Mariam Lomtadze è stato detto da bambina che la scienza e la tecnologia non erano adatte a una ragazza. Ma anziché dissuaderla dai suoi interessi, le critiche hanno scatenato il suo l’attivismo per l’uguaglianza di genere. Ora usa le sue capacità scientifiche e tecnologiche per combattere la disparità di genere. A 17 anni, Mariam ha partecipato a un Hackathon organizzato da UN Women. Lei e il suo team si sono concentrati sui matrimoni precoci e forzati. Un dramma che colpisce tante ragazze nel loro paese, la Georgia. “Presentare i dati di genere in un modo innovativo e facilmente comprensibile ci aiuta a sensibilizzare le persone su questioni importanti come la disuguaglianza di genere”, afferma Mariam.

“Poiché sempre più persone sono esposte a problemi di parità di genere, è più facile trovare soluzioni durature”. Il team di Mariam ha creato un’app per mostrare come il matrimonio precoce crei ostacoli alle prospettive di carriera delle ragazze. Nell’app, che presenta personaggi che rappresentano ragazze di tutte le diverse regioni della Georgia, gli utenti giocano come eroine delle fiabe e rispondono a domande sullo scenario intorno, per interpretare il loro futuro, che, in molti casi non è “per sempre felice”. Attraverso il gioco, gli utenti possono vedere diversi scenari possibili per la vita delle ragazze. Ovvero, come starebbero meglio senza un matrimonio precoce e forzato.

Articolo tratto da Impakter.com.

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