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Diritti dei bambini: ancora troppi ritardi

Numeri promettenti, ma che impegnano comunque a proseguire con determinazione. Sulla situazione dei diritti dei bambini, l’Unicef ha rilevato dei progressi importanti negli ultimi 30 anni: un recente rapporto, che traccia un bilancio a 30 anni dalla Convenzione dei diritti dell’infanzia, mette in evidenza che il tasso globale di mortalità sotto i cinque anni è sceso di circa il 60%, mentre la percentuale di bambini denutriti si è quasi dimezzata. Tutto bene, quindi? Non è proprio così. Esistono infatti forti criticità: “I bambini più poveri muoiono per cause prevenibili prima di raggiungere il loro quinto compleanno. Milioni di persone più svantaggiate sono ancora a rischio a causa della povertà, della discriminazione e dell’emarginazione. Allo stesso tempo, i casi di morbillo killer infantile sono in aumento poiché i tassi di copertura delle vaccinazioni sono rallentati dal 2010”, emerge dal dossier.

Un altro elemento preoccupante riguarda l’istruzione: “Molti di quelli che vanno a scuola non stanno imparando le basi, figuriamoci le competenze di cui hanno bisogno per prosperare nell’economia di oggi”, spiega ancora l’Unicef. Il dato sui bambini esclusi dalla scuola, peraltro, è sostanzialmente stabile, senza far registrare significativi passi in avanti. Serve un’accelerazione tenendo come punto fermo gli Obiettivi di sviluppo sostenibile, gli Sdsg fissati dalle Nazioni Unite, da raggiungere entro il 2030.

Le sfide per il futuro dei bambini

Ma il futuro impone degli approcci diversi per situazioni finora poco conosciute. “Oltre alle persistenti sfide della salute, dell’alimentazione e dell’istruzione, oggi i bambini devono affrontare nuove minacce come i cambiamenti climatici, gli abusi online e il cyberbullismo”, ha osservato Henrietta Fore, direttrice esecutivo dell’Unicef. “Solo con l’innovazione le nuove tecnologie, la volontà politica e le maggiori risorse – ha aggiunto – contribuiremo a tradurre la visione della Convenzione sui diritti dell’infanzia in una realtà per i bambini di tutto il mondo”.

La stella polare resta proprio la Convenzione sui diritti dell’infanzia stipulata nel 1989 e che a trent’anni di distanza ha comunque portato miglioramenti apprezzabili. I principi guida sono stati recepiti in numerosi ordinamenti giuridici dei Paesi, a partire dal contrasto alla discriminazione, per proseguire con il il diritto alla protezione e all’azione nell’interesse del minore. Bisogna considerare necessario che fino ai 18 anni i bambini devono poter crescere, imparare, giocare, svilupparsi e prosperare con dignità.

Henrietta Fore direttrice dell’Unicef

Cambiamenti climatici e infanzia

Tuttavia, quando si parla di diritti, il discorso è inevitabilmente complessivo. E tirano in ballo anche la crisi climatica e le sue conseguenze. “I rapidi cambiamenti climatici stanno diffondendo malattie, aumentando l’intensità e la frequenza di eventi meteorologici estremi e creando insicurezza alimentare e idrica. A meno che non vengano prese misure urgenti, il peggio per molti bambini deve ancora arrivare”, hanno lanciato l’allarme dall’Unicef.

L’impegno dei governi e delle Istituzioni internazionali deve essere orientato su vari settori. Per questo motivo si sta spingendo verso la realizzazione della Convenzione, che prendendo in prestito le parole di Fore: “Si trova a un crocevia tra il suo illustre passato e il suo potenziale futuro. Spetta a noi raccomandare, fare passi decisivi e ritenerci responsabili”.

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