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Microsfera Polietilene Emiliano Stella

Di pennello e di installazioni, la guerra artistica al polietiline

Una denuncia al polietilene (PE) a colpi di pittura. Una notifica chiara e decisa. L’artista Emiliano Stella non ci pensa infatti due volte a denunciare, con le sue opere l’elemento alla base delle plastiche: il polietilene, appunto. Dunque, disegno e installazioni in risposta a un dramma globale che già tre anni fa, in un rapporto lanciato pubblicamente da Greenpeace, dichiarava l’allarmante crisi globale dell’inquinamento alla quale era necessario un’urgente risposta ad un sistema di recupero e riutilizzo dei materiali.

La denuncia al Polietilene

Nonostante i dati evidenti, le cose non sono affatto cambiate. Su spiagge e fondali, continuano a spuntare eccessivi quantitativi di plastica (qui un articolo di Impakter Italia che ne parla). Qualcuno non si è voltato dall’altra parte di fronte a questo problema, come Emiliano Stella che ha lanciato il monito con la sua personale “Microsfera PE”. Si tratta di un progetto visivo che racconta delle conseguenze e degli effetti scaturiti dal modus vivendi dell’uomo che si sono andati irrimediabilmente, oltre che irreversibilmente in alcuni casi, sulla natura.

Microsfera Emiliano Stella

Microsfera tecnica mista su tessuto incollata su legno acquarello su carta- 100x100cm-2020

Dal punto di vista sociale si tratta di una narrazione introspettiva che ha fatto emergere prepotente un’individuale coscienza ambientale di Stella. Ma riletta in chiave artistica e con il necessario bisogno di voler e dover condividere con tutti questo messaggio. Una consapevole provocazione che mira a far riflettere su come, ancora oggi in un’epoca evidentemente modernizzata, non possa coesistere su una linea sostenibile il binomio “habitat umano – ecosistemi naturali”. Una combinazione binaria che, ancora oggi, subisce devianze devastanti.  Lo spunto, quindi, è la necessità di rieducarsi e a trovare un sano equilibrio sullo spazio antropico e sul paesaggio naturale.

La mostra a Napoli

E quindi, nasce la personale “Microsfere PE”, promossa dall’assessorato comunale alla cultura di Napoli e messa in mostra al Palazzo delle Arti di Napoli (Pan) nel 2020. Ma ancora oggi continua a girare in mostre ed eventi per proseguire una marcia importante per l’umanità, con una destinazione ben precisa: un mondo pulito e sostenibile.

Un iter di protesta che parte proprio dal mare, dai siti di Genova, Grosseto, Isola del Giglio e Napoli dove sono stati individuati e analizzati oltre 200 organismi marini tra pesci e invertebrati, spesso presenti sulle nostre tavole. Da dati e riflessioni analitiche ne viene fuori “Microsfera PE”: 11 inediti progettati e disegnati su l’indignazione dell’artista, proprio per evidenziare l’eccessiva produzione e dispersione in ambiente di questo specifico polimero utilizzato specialmente per la realizzazione del packaging e dei prodotti usa e getta.

Estinzione matita e olio su carta Emiliano Stella

Estinzione matita e olio su carta – 32x44cm – 2020

La risposta artistica alle microplastiche

La crisi globale è nell’inquinamento, in un fallimentare sistema di recupero e riutilizzo dei materiali su scala mondiale. E di nuovo, così come evidenziato dalla mostra di Emiliano Stella, le spiagge e i fondali sono ormai abitati dai rifiuti.  Si stima che ogni anno, in Italia, oltre il del 60% delle bottiglie non subisce il normale processo di riciclo. Microplastiche e frammenti inferiori ai 5 millimetri sono presenti sia nelle acque salmastre che nelle dolci e finanche in aria.

A dirlo è l’ultimo rapporto di Greenpeace “L’insostenibile peso delle bottiglie di plastica”: 7 miliardi di contenitori in PET, tecnicamente polietilene tereftalato, la plastica utilizzata per il confezionamento delle bottiglie di acque minerali e di bevande in genere da, rischiano di essere dispersi nell’ambiente e nei mari. Per non parlare delle emissioni di gas serra generate dalla produzione delle bottiglie utilizzate ex novo e quindi non riciclate, che sono pari a 850 mila tonnellate di CO2. Nell’ultima statistica mondiale, gli italiani si posizionano ai vertici della classifica come consumatori di acqua in bottiglia al mondo.

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