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Stefano Fassina primarie Roma

“Cura del ferro e impianti municipali per i rifiuti”: la ricetta sostenibile per Roma di Fassina

La cura del ferro per i trasporti e un massiccio intervento sul ciclo dei rifiuti per “trasformare un circolo vizioso in circolo virtuoso”. Ma anche la connessione tra cultura e attività economiche. Stefano Fassina, deputato di Leu e candidato alle primarie di Roma per il centrosinistra (in programma domenica 20 giugno), descrive il suo progetto per la Capitale in materia di sostenibilità. Con una richiesta ben precisa: la squadra di governo deve essere pronta fin da subito ad affrontare i problemi della città. Senza richiedere una fase di rodaggio.

Roma non brilla proprio per essere una città a misura di sostenibilità. Quali sono i principali nodi da sciogliere?
“I punti principali sono due: mobilità e ciclo dei rifiuti. Non serve nemmeno essere così sensibili alla sostenibilità ambientale per conoscere il quadro. Sui trasporti la strada è chiara: serve la cura del ferro. Vuol dire il potenziamento delle linee ferroviarie regionali per far arrivare a Roma i pendolari su mezzi pubblici e non su quelli privati. Serve poi prolungare le linee delle metropolitane esistenti per coprire una maggiore utenza della città. E ci sono altre proposte interessanti per usare i binari delle ferrovie per realizzare metropolitane di superficie”.

Mentre sulla questione rifiuti?
“Bisogna trasformare un circolo vizioso in un circolo virtuoso. L’obiettivo principale è il rafforzamento della raccolta differenziata con il porta a porta. È quindi necessario un piano industriale, che sia credibile, di Ama. Un piano che non sia fatto solo di teorie, ma preveda anche risorse finanziarie per la creazione degli impianti. Su questo punto sono tra i sostenitori della delibera di iniziativa popolare, già portata in Aula ma bocciata tempo fa, per articolare il ciclo dei rifiuti su base municipale. In questo modo si possono evitare i mega impianti, lavorando su strutture che abbiano bacini di riferimento municipali. Quindi più piccoli”.

In generale, su quali settori dell’economia cittadina bisogna intervenire per ridare ossigeno alla società, che aveva problemi già prima del Covid?
“Il Covid ha aggravato i problemi strutturali di Roma. Le azioni sulla mobilità e sul ciclo dei rifiuti generano un’attività economica, innovativa e consistente. Basti pensare ai lavori da fare per il potenziamento del trasporto pubblico locale. Sono iniziative che hanno impatto occupazionali importanti. E ci sono altri progetti”. 

E quali progetti vanno portati avanti per fare in modo che la città possa diventare un modello di crescita sostenibile anche per l’occupazione?
“Roma deve prendere atto che i motori che hanno consentito la sua crescita, cioè la spesa pubblica e la rendita fondiaria, sono largamente esauriti. Va imboccata una strada diversa, che deve utilizzare la risorsa della cultura. Ci sono giacimenti culturali eccezionali: Università pubbliche e private, centri di ricerca, istituzioni pubbliche, eccellenze sanitarie. E allo stesso tempo c’è un tessuto di piccole imprese con grandi potenzialità. Bisogna connettere le eccellenze culturali e alle attività economiche, creando un’agenzia ad hoc per la favorire questo ponte. Insomma, bisogna agire su tutti i versanti: dallo spettacolo, con il rilancio del polo cinematografico a Cinecittà, fino alle attività che riguardano il restauro”.

Stefano Fassina primarie Roma

Stefano Fassina (Foto di Davide Sartori)

Al di là delle intenzioni a lungo termine, ci sono problemi stringenti: cinghiali cha fanno scorribande in alcune zone di Roma, una città che alla prima pioggia si allaga. Come si affrontano questioni che hanno un diretto impatto sulla vita dei romani?
“Quelle che noi chiamiamo emergenze sono, in realtà, problemi incancreniti. Non si possono risolvere con una delibera di giunta. Per quel che riguarda la pulizia delle strade e la raccolta dei rifiuti, serve un piano di breve periodo facendo ricorso all’impiantistica esistente. Le strutture non si costruiscono in poche settimane. Bisogna riattivare quello che c’è a disposizione, ma contestualmente è fondamentale lavorare sul piano industriale per Ama a cui accennavo prima. C’è un altro punto, infine: serve una squadra di governo che non abbia bisogno di fare rodaggio, ma che appena si insedia possa essere operativa. Deve già conoscere i problemi di Roma e adoperarsi per affrontarli”.

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