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Cultura: ecco cosa c’è nel PNRR di Draghi

Cultura e PNRR. Ecco cifre, aree di intervento e misure contenute nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) presentato a Montecitorio dal Presidente del Consiglio Mario Draghi, lunedì 26 aprile.

Cultura e Rinascita: il piano Draghi

6,675 miliardi di euro per la cultura nel (PNRR). SI tratta di una serie di misure atte a “incrementare il livello di attrattività del sistema culturale e turistico del Paese attraverso la modernizzazione delle infrastrutture, materiali e immateriali”. Il testo definitivo del PNRR è suddiviso in 6 sezioni, definite GRANDI MISSIONI. La parte dedicata alla cultura è contenuta nella MISSIONE 1.

Mario Draghi

Mario Draghi, License creative commons. Credit: Copyright by World Economic Forum. swiss-image.ch/Photo Remy Steinegger

I 6.675 miliardi di euro saranno così utilizzati: 4,275 verranno destinati agli investimenti. A questa cifra si sommano i 1,460 miliardi del Fondo Complementare gli investimenti del Piano Strategico Grandi attrattori culturali. Quest’ultimi destinati al recupero di 14 siti d’interesse sul territorio italiano.

Com’è suddiviso il piano

Il piano prevede quattro aree principali di intervento. Circa 1.1 miliardi di euro saranno destinati al patrimonio culturale per la prossima generazione. 2.720 miliardi saranno invece saranno impiegati per la rigenerazione dei borghi, la sicurezza sismica e il patrimonio culturale, rurale e religioso. 455 milioni andranno alle industrie culturali e creative 4.0, sviluppo dell’industria cinematografica: da cinecittà al centro sperimentale. 1.460 miliardi verranno utilizzati per 14 interventi strategici, tra cui siti turistico museali ed edifici ad uso sportivo.

Soddisfazione dal Ministro Franceschini: “il Recovery plan introduce risorse fondamentali che dimostrano come la cultura sia al centro delle scelte di questo governo. Da interventi sui grandi attrattori culturali nelle città metropolitane a una grande operazione di rilancio dei borghi, all’intervento sulla sicurezza antisismica dei luoghi di culto, alla digitalizzazione, alla creatività e al potenziamento dell’industria cinematografica”. 

La conformità del piano all’Agenda 2030 dell’ONU

Tutti e tre le aree di intervento centrano in pieno diversi Obiettivi dell’Agenda 2030 dell’ONU. In particolare, sono perfettamente in linea con l’Obiettivo 4, che prevede di “fornire un’educazione di qualità, equa ed inclusiva, e opportunità di apprendimento per tutti”. Così come centrano in pieno gli Obiettivi 7 e 13.

Questi prevedono rispettivamente di “assicurare a tutti l’accesso a sistemi di energia economici, affidabili, sostenibili e moderni” e di “promuovere azioni, a tutti i livelli, per combattere il cambiamento climatico”. Ma anche gli Obiettivi 3 (assicurare la salute e il benessere per tutti e per tutte le età) e 9 (costruire un’infrastruttura resiliente e promuovere l’innovazione ed una industrializzazione equa, responsabile e sostenibile).

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