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Criptovalute: un’alternativa sostenibile al contante?

Criptovalute come alternativa sostenibile all’utilizzo di contanti? Il loro impiego consumerebbe solo il 40% rispetto al sistema tradizionale. Ma ci sono pro e contro.

Ci sono soluzioni più rispettose dell’ambiente che potremmo usare al posto dei contanti? Le criptovalute, come Bitcoin, e le carte di pagamento potrebbero essere una soluzione sostenibile, considerando che le criptovalute hanno un notevole impatto ambientale?

Il denaro contante è sostenibile per l’ambiente?

Il consumo di elettricità dei bancomat contribuiscono in modo significativo al riscaldamento globale. I paesi europei avevano concordato di aumentare l’uso di cotone sostenibile nella produzione di banconote al 34% entro il 2020 e riciclare il metallo delle monete. Tuttavia, l’American Council of Science and Health sostiene che la produzione e il trasporto di monete hanno portato all’emissione di oltre 48.000 tonnellate di anidride carbonica. Proprio nel 2015, il potenziale di riscaldamento globale (GWP) dei soli pagamenti in contanti olandesi ammontava a 17 milioni di kg di CO2 equivalenti.

Per affrontare questo problema, molti paesi hanno introdotto banconote polimeriche invece di banconote di carta. Tuttavia, secondo Evergreen Finance London, una banconota polimerica ha emissioni di gas serra più elevate rispetto a una banconota cartacea. La produzione di una banconota di carta da 5 £ ha un’impronta di carbonio CO2 -E di 1,8 kg. Per una banconota polimerica da 5£, l’impronta di carbonio è fino a 4,97 kg CO2 -E.

Andare senza contanti è il futuro sostenibile: le criptovalute

I contanti, in futuro, probabilmente scompariranno. Molti paesi come Svezia, Cina e Regno Unito si stanno muovendo verso uno stile di vita senza contanti e le persone scelgono sempre più soluzioni alternative, comprese le carte di pagamento. Altre opzioni di pagamento come le criptovalute stanno diventando sempre più popolari. Potrebbero aiutarci ad andare verso un futuro più sostenibile? Apparentemente sì.

Le criptovalute sembrano dunque essere un’alternativa sostenibile al contante. Prendendo in considerazione tutto ciò che necessita di elettricità nel sistema bancario tradizionale, inclusi data center, bancomat, uffici aziendali, trasporti, ecc., le criptovalute comporterebbero un consumo del solo 40% del totale attuale.

Tuttavia, le criptovalute funzionano ancora principalmente con combustibili fossili e un anno di mining di Bitcoin consuma più energia delle Filippine. Attraverso il mining, le criptovalute vengono messe in circolazione. Questo processo richiede computer sofisticati per risolvere problemi di matematica computazionale incredibilmente complessi. Richiede molta manutenzione e poiché la criptovaluta è un sistema decentralizzato, è necessario disporre di un sistema che consenta ai miners di criptovalute di controllare tutte le transazioni che vengono effettuate. Pertanto ciò richiede un’enorme quantità di elettricità.

Traduzione parziale dall’originale su Impakter.com scritto da Rossella Gangi.

 

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