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Craco, bellezza fantasma dal medioevo a Mel Gibson

Craco. Un borgo fantasma nel cuore della Basilicata. Da cittadella militare del medioevo a set cinematografico naturale del XX secolo.

Craco, bellissimo fantasma nel cuore della Basilicata

Edifici in rovina e terra erosa, circondati dal silenzio spettrale di calanchi scavati dall’acqua nei millenni. Così si presenta Craco, piccolo borgo della Basilicata, situato su una collina nel cuore della regione, a 391 metri di altitudine. A partire dagli anni Sessanta la si vidi costretta a evacuare il centro. Craco si unì al lungo elenco dei borghi d’Italia abbandonati.

Le bellezze perdute

L’accesso al borgo è consentito solo tramite visite guidate e osservando rigide regole di sicurezza, quali ad esempio l’obbligo di indossare un casco protettivo.

L’edificio più celebre è il castello. Risalente al Tredicesimo secolo, dal suo corpo si staglia una torre normanna di forma rettangolare. Con i suoi 20 metri di altezza, la torre domina la valle del Cavone e le colline di Stigliano. La torre è letteralmente una sopravvissuta. Le frane e agli smottamenti che nei secoli hanno sventrato il borgo, non l’hanno scalfita.

Adiacente alla torre c’è il complesso architettonico della Chiesa madre, dove era praticato il culto bizantino. Dedicata a San Nicola vescovo, patrono del piccolo centro, la chiesa Madre presenta una magnifica cupola, ricoperta parzialmente da maioliche. Inoltrandosi nel fitto labirinto vicoli e stradine, il visitatore può imbattersi in magnifiche residenze nobiliari, singolarmente raggruppate assieme a residenze tipiche delle famiglie contadine. Questi luoghi incantati sono stati in gran parte “riconquistati” dalla vegetazione, che ha occupato interni di edifici e spazi esterni di giardini e di quelle che un tempo erano le strade pubbliche.

Storia di Craco: da cittadella militare a set cinematografico

Il borgo è di origine medievale. Quasi certamente è stato costruito intorno alla metà del XII secolo, durante l’occupazione normanna.  La sua posizione consentiva una vista decisamente privilegiata: Il controllo delle valli sottostanti ne risultava immensamente potenziato. Questo ha ridotto sensibilmente la minaccia delle incursioni nemiche. Sfruttandone la particolare posizione, nel 1200 l’imperatore Federico II ne ha fatto un’importante cittadella militare. A cavallo tra il Settecento e l’Ottocento, Craco fu teatro da una guerra sanguinaria tra classi sociali contrapposte. Esplose il fenomeno del brigantaggio.

La bellezza suggestiva ha nel tempo esercitato un fascino particolare. Molti registi famosi hanno considerato il borgo un set cinematografico naturale. Molte scene di diversi film di successo sono state girate tra le rovine del borgo. Tra questi “Il Vangelo secondo Matteo” di Pier Paolo Pasolini, “Cristo si è fermato ad Eboli” di Francesco Rosi, “La Passione” di Mel Gibson.                                  

L’abbandono del borgo

Nel XX secolo la situazione si attenuò. Ma quando nel 1963 una frana colpì l’abitato, e appena nove anni dopo un’alluvione travolse quello che era rimasto in piedi, la quasi totalità della popolazione lasciò il borgo. Il colpo di grazia giunse con il terremoto in Irpinia del 1980. Anche gli ultimi abitanti furono evacuati. Craco divenne un paese fantasma.

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