Back

Covid-19: il mistero delle mascherine che in Italia non si riesce a produrre

Novanta milioni al mese. È la nota cifra di mascherine che servirebbero al Paese Italia per affrontare l’emergenza coronavirus. Specie per il personale sanitario. Ma non ci sono. Meglio ci sarebbero. Ma non possono essere commercializzate. Mettiamo ordine.

Il decreto nr.18 del 17 marzo scorso all’articolo 15  ha autorizzato le aziende italiane alla produzione di “mascherine chirurgiche e dispositivi di protezione individuale” anche in deroga alle normative vigenti ed anche l’importazione. Nell’articolo si autorizzano le aziende italiane a riconvertire la loro attività verso questi prodotti di interesse nazionale.

L’importazione delle mascherine

È stato un disastro. Per avere le mascherine c’erano tre possibilità: 1) rivolgersi ai fornitori con regolare gara; 2) la Protezione Civile tramite la Consip; 3) le ASL potevano comprarle ovunque. Al 24 marzo del fabbisogno mensile di cui abbiamo scritto all’inizio era stato consegnato meno del 30%. Perché?

I prezzi, schizzati verso l’alto oltre ogni limite morale e legge economica: da 0,65 centesimi a 10 euro se non a 20 al pezzo. Ogni giorno poi vengono sdoganate 20 milioni di mascherine al giorno negli aeroporti senza il marchio CE che l’Agenzia delle Dogane blocca quando il destinatario non è chiaro. Ma l’Agenzia non può fare le cosiddette analisi di conformità. Quindi son lì ferme. E anche i prezzi dei voli charter per importare il materiale dalla Cina sono quelli che sono: da 50-60 mila a volo a 500 mila.

Mascherine – License to use Creative Commons Zero – CC0

Le aziende italiane

Abbiamo visto come il Decreto 18 autorizzai le aziende del nostro Paese a riconvertirsi per realizzare le mascherine. Bisogna, ovviamente, rispondere a rigidi criteri di biocompatibilità e sicurezza, per esempio il 98% di filtraggio almeno. Il Politecnico di Milano, il TecnoPolo di Mirandola e la Protezione Civile hanno guidato alcune aziende in questo processo dopo che in una prima ondata solo poche decine di prototipi avevano superato i controlli.

Ebbene oggi, almeno al 2 aprile, un’azienda lombarda ha in magazzino 4 milioni di mascherine realizzate secondo gli standard richiesti che però non possono essere messe in commercio. Perché L’Istituto Superiore di Sanità – al quale spetta l’ultima parola  – che dovrebbe rispondere in 3 giorni ancora non lo ha fatto.

Molte aziende hanno rinunciato perché si sono trovate nella difficoltà oggettiva di realizzare questo prodotto. Molte hanno abbandonato per la lentezza dell’iter. E molte perché in un primo tempo era stato segnalato che andavano bene quelle marchiate FFP2. Poi si è arrivati a chiarire che quelle buone sono quelle FFP3. Insomma un bel po’ di confusione.

Troppi e solo per certi versi, comprensibili impegni o la solita burocrazia? Forse l’incapacità delle autorità straordinarie preposte alla gestione dell’emergenza Covid 19 che non hanno pensato di chiedere lo snellimento delle procedure burocratiche per questo tipo di pratiche così urgenti.

E forse anche il non aver messo al posto giusto la persona giusta. Nulla da dire sulle qualità dirigenziali del Commissario Straordinario, Domenico Arcuri, ma un esperto di questioni sanitarie e di virologia ed epidemiologia sarebbe stato ancora meglio.

Questo progetto web utilizza la tecnologia 'cookies' per migliorare l'esperienza generale del Sito. I Cookies sono piccoli file testuali mantenuti sul proprio computer o dispositivo. Ci permettono di assicurarti la miglior esperienza di navigazione possibile e di capire come utilizzi il nostro sito. Questo messaggio di avviso ti viene proposto in base alle nuove normative sui diritti utenti nelle comunicazioni e servizi web, sui dati personali e la protezione della privacy. Privacy policy

Questo progetto web utilizza la tecnologia 'cookies' per migliorare l'esperienza generale del Sito. I Cookies sono piccoli file testuali mantenuti sul proprio computer o dispositivo. Ci permettono di assicurarti la miglior esperienza di navigazione possibile e di capire come utilizzi il nostro sito. Questo messaggio di avviso ti viene proposto in base alle nuove normative sui diritti utenti nelle comunicazioni e servizi web, sui dati personali e la protezione della privacy.

Chiudi Popup