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Costumi da bagno e bikini sostenibili: quasi un miliardo di euro

Costumi da bagno e bikini: questo post che si occupa di uno dei capi di abbigliamento femminile che a brevissimo sarà al centro degli acquisti di molte donne nel mondo, ha diverse origini. Una è la confessione di Rachel Cross giornalista di Impakter.com, giornalista di eco-lifestyle, con varietà di argomenti tra cui moda e bellezza, cibo e bevande, animali domestici e viaggi. La Cross racconta del suo passaggio da consumatore seriale di bikini a consumatrice attenta e consapevole. Attenzione parliamo di un mercato, quello dei costumi da bagno che da solo vale circa 750 milioni di euro.

Il che ci ha riportato ad un post che abbiamo scritto sull’argomento all’inizio dell’estate di due anni fa, quella della pandemia nel suo massimo vigore. Ed in generale all’argomento moda sostenibile che si contrappone alla fast fashion, di cui scriviamo spesso e volentieri. Ed infine alla storia di un imprenditore italiano che h conquistato il mondo con una ” fibra ottenuta dal riciclo delle reti da pesca dismesse“. Una fibra di cui parla l’articolo di Rachel Cross che inizia così: ” Nelle ultime estati, ammetto di aver setacciato il sito di Shein alla ricerca di costumi da bagno perché erano super carini e molto economici. Ne compravo tre o quattro e li aggiungevo alla mia collezione di costumi da bagno ogni anno. La maggior parte di loro li ho ancora oggi e ho intenzione di continuare a indossarli, ma solo perché il danno è già stato fatto. Questo era prima che sapessi meglio. Ho fatto acquisti su Shein prima di conoscere gli effetti dannosi che i miei acquisti autorizzavano. Ora mi considero più intelligente e molto più consapevole del mio impatto come consumatore. Oltre a giurare a me stessa e a Madre Natura che non comprerò mai più un altro capo d’abbigliamento da un’azienda di fast fashion, ho aumentato il mio impegno per l’anti-consumismo comprando solo prodotti di seconda mano o riciclati. Per quanto possa essere allettante visitare Shein per un top da bikini da 7 dollari quest’anno, mi sto tenendo responsabile della mia fedeltà originale, e spero che voi consideriate di fare lo stesso. Quando si cerca di acquistare costumi da bagno quest’estate, ci sono molte altre opzioni di acquisto piuttosto che alimentare i già devastanti fuochi accesi dal gigante della moda veloce”.

Cos’è Shein? Un sito cinese che dichiara di avere tre sedi nel mondo, una in Cina a Nanjing, una negli Stati Uniti ed una in  Europa ma nessuno sa dove siano, e che fa a tutto internamente, dal prototipo alla produzione. Catalogo vastissimo eprezzi bassissimi hanno fatto sì che l’anno scorso Shein ha superato Amazon ed è diventata la app di acquisti più scaricata negli Stati Uniti su Android e iOS.

bikini sostenibili

@Pixabay -KlaRoFotodesign

La Cross nel suo articolo offre una serie di preziosi consigli su come e dove acquistare costumi ma non solo, sostenibile e come tenere puliti e sempre freschi i nostri vestiti, argomento cui si riferisce il video qui sotto. E verso la fine scrive di due marchi, uno dei quali ci interessa in modo particolare perchè è tutto made in Italy.

Avete voglia di un acquisto completamente nuovo? Il nostro Marketplace ha due marchi di costumi da bagno che sono ecologicamente morali. Anekdot Boutique offre costumi da bagno riciclati sull’Eco Marketplace. Questi pezzi sono creati da materiali in eccesso e non sono mai stati indossati prima. Anekdot supporta la sostenibilità procurandosi i tessuti dagli avanzi di produzione, dalla fine delle linee, dai ritagli, dai materiali di scarto e dai ritagli vintage. Sono costantemente alla ricerca di nuove opportunità di approvvigionamento approfittando delle fabbriche che chiudono, delle eccedenze dei produttori, degli errori di produzione o degli errori di calcolo. Il risultato è un costume da bagno quasi unico che è bello, sostenibile e durevole. Ogni pezzo porta la sua storia unica; un riflesso consapevole del nome dell’azienda, Anekdot.

Detailz è un marchio di abbigliamento basato in Italia con uno studio a Roma che è completamente alimentato da energia solare. Attualmente offrono due set di bikini reversibili sull’Eco Marketplace, ogni pezzo costa 29,00 euro. I costumi da bagno sono realizzati con la fibra italiana ECONYL®, un nylon riciclato che è stato rigenerato dai rifiuti del mare e delle discariche. Il tessuto è traspirante e leggero, ma comunque protettivo contro i raggi UV. Sono anche resistenti ai filtri solari e agli oli”.

Ed eccoci allora alla fibra di cui abbiamo parlato: ECONYL® nata da un’idea di Giulio Bonazzi,  che nel 2008 si è messo in testa di trasformare i rifiuti in filati pregiati ed oggi la sua azienda, Acquafil, dalle parti del Lago di Garda ci è riuscita. Noi ne abbiamo scritto qui riportando le parole di Bonazzi di cui diamo una piccola anticipazione:”Quella della sostenibilità non è una strada facile. Quando l’abbiamo intrapresa nel 2008 gli amici manager mi hanno detto che ero matto, per non parlare del settore bancario. Spiegavo che sarei partito dal riciclo di rifiuti per fare prodotti di lusso e che le discariche per me erano miniere d’oro, e i banchieri, se potevano, mi toglievano gli affidamenti”.

Qui c’è l’articolo completo d Rachel Cross su Impakter.com

 

 

 

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