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Cos’è l’Agenda Africa 2063, ed è sostenibile?

Cos’è l’Agenda Africa 2063? E’ un piano strategico per la trasformazione socio-economica del continente africano nei prossimi 30 anni. Parte da iniziative presenti e passate e sui fondamenti dell’Unione Africana : “un ‘Africa integrata, prospera e pacifica, guidata dai suoi stessi cittadini e che rappresenta una forza dinamica nell’arena internazionale”.

L’obiettivo principale dell’Agenda Africa 2063  – lanciata nel 2015 – è il cittadino africano. Il cui cambiamento – che porterà con sè anche un cambiamento del continente – si dovrà sviluppare attraverso sette “aspirazioni” base:

  •  Un’Africa prospera, basata su crescita inclusiva e sviluppo sostenibile
  • Un continente integrato, politicamente unito, basato sugli ideali del panafricanismo e sulla visione del Rinascimento africano
  • Un’Africa di buon governo, democrazia, rispetto dei diritti umani, giustizia e stato di diritto
  • Un’Africa pacifica e sicura
  • Un’Africa con una forte identità culturale, patrimonio comune, valori ed etica
  • Un’Africa il cui sviluppo è guidato dalle persone, che si basa sul potenziale offerto dalle persone, in particolare le donne e i giovani, e la cura dei bambini
  • Un’Africa come attore e partner globale forte, unito, resiliente e influente
Agenda Africa 2063

Cos’è l’Agenda Africa 2063, ed è sostenibile? – @http://aeabc.org/

L’incrocio con gli obiettivi di sviluppo sostenibile

La domanda di partenza è: i 55 paesi che compongono il continente africano che possibilità hanno di raggiungere i 17 obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda Onu 2030? In Congo si è svolto nei primi giorni di marzo un incontro dedicato proprio a questo tema. Il titolo era : “Costruire meglio in avanti: verso un’Africa resiliente e green per raggiungere l’Agenda 2030 e l’Agenda 2063” nel quadro del  7° Forum regionale africano per lo sviluppo sostenibile (Arfsd).

Le prime risposte raccontano dello sviluppo africano molto diverso – come per il resto del mondo – prima e dopo la pandemia che nonostante le previsioni apocalittiche non ha ancora colpito l’Africa in modo devastante. Ma certamente ha rallentato certi avanzamenti ed allargato la forbice di alcune situazioni che già erano estreme.

Tutto questo lo spiega bene il rapporto sullo sviluppo sostenibile dell’Africa dell’ Economic Commission for Africa (Eca), in merito all’attuazione degli Sdg e dell’Agenda 2063 che hanno affrontatodiverse sfide anche prima dell’inizio della crisi del covid-19.

Prima della pandemia –  c’è scritto nel rapporto Eca –  le disparità di reddito erano in aumento in tutta la regione; e mentre la povertà estrema era quasi scomparsa in Nord Africa, più del 50% della popolazione dell’Africa centrale viveva sotto la soglia di povertà estrema. Circa nove persone estremamente povere su dieci nel mondo vivono attualmente in Africa. L’Eca avverte quindi che il covid-19 spingerà altri 5-29 milioni di persone sotto la soglia di povertà estrema. Se l’impatto della pandemia non sarà limitato entro la fine del 2021, altri 59 milioni di persone potrebbero subire lo stesso destino, il che porterebbe il numero totale di africani estremamente poveri a 514 milioni di persone”.

Agenda Africa 2063

Cos’è l’Agenda Africa 2063, ed è sostenibile? – CC0, public domain, royalty free Public Domain

Gli altri problemi e le possibili soluzioni

Nel territorio africano persistono enormi disparità nell’accesso all’energia, all’acqua,  all’elettricità e anche ai combustibili e alle tecnologie pulite per cucinare.

Però i Paesi africani hanno ridotto le emissioni ed hanno aumentato del 4,5% la percentuale di aree di biodiversità tra il 2010 e il 2020. L’Africa rimane estremamente vulnerabile ai cambiamenti climatici ed ha una capacità di reazione agli stessi molto limitata. Sono stati persi, allo stesso tempo una media di 3,9 milioni di ettari di foresta all’anno tra il 2010 e il 2020 perchè è cresciuta la popolazione, la povertà e c’è stata una notevole espansione agricola.

Secondo l’Eca esistono diverse strategie per favorire la ripresa africana. Come per esempio la creazione e rafforzamento dei sistemi di protezione sociale per la riduzione sostenibile della povertà; investimenti in fattori chiave come la salute riproduttiva, la salute mentale, l’accesso all’assistenza sanitaria di base e l’istruzione; migliorare l’ambiente attraverso politiche di estrazione e uso sostenibile delle risorse naturali; investire in tecnologie moderne e digitali per aumentare la produttività e incoraggiare l’innovazione; l’adozione di un approccio incentrato sulle persone quando si affrontano questioni relative alla governance, alla pace e alla sicurezza.

Il finanziamento  di queste azioni  – sempre secondo l’Eca – dovrebbe avvenire attraverso un approccio diversificato ma coordinato per la riduzione del debito, la ristrutturazione del debito e il finanziamento dello sviluppo, nonché la mobilitazione delle risorse interne.

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