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Cosa c’è nella prima Legge europea sul clima

Durante la Cop 25 di Madrid il Presidente della Commissione europea Ursula Von der Leyen ha annunciato la presentazione della prima Legge europea sul clima dando corpo al fatto che l’Europa ha riconosciuto ufficialmente l’emergenza in atto. Mercoledì 11 dicembre a Bruxelles.

Si tratta di una legge vera e propria e di un Patto climatico con i cittadini del Continente per azzerare le emissioni inquinanti entro il 2050. Un modo per rivoluzionare dalle fondamenta l’Europa, la sua economia, la sua industria e il suo ambiente in trent’anni.

La prima Legge europea sul clima: emissioni

Cosa c’è nel Green New Deal europeo?

Nel diritto comunitario entrerà l’obiettivo di azzerare le emissioni entro il 2050. Per questo sono stati fissati alcune mete intermedie: entro il 2030 l’Europa dovrà tagliare del 50% (adesso è al 40%) le emissioni, puntando al 55% “in modo responsabile”, cioè verificando se per le industrie questo sforzo sarà sostenibile. Il piano per coinvolgere tutti i settori economici nel raggiungimento dell’obiettivo 2030 sarà messo a punto il prossimo ottobre, alla vigilia della nuova Conferenza sul clima (Cop) di Glasgow, da Frans Timmermans, il vicepresidente esecutivo della Commissione che curerà tutto il Green deal.

A marzo Bruxelles illustrerà la strategia industriale europea e il nuovo piano per l’economia circolare. Il Nuovo Corso Verde (New Green Deal) comprenderà ogni settore economico. Il programma per l’efficienza energetica, ad esempio, arriverà nel giugno 2021. Per raggiungere gli obiettivi climatici l’Europa entro il 2050 dovrà passare almeno all’80% di energia rinnovabile (il 20% può essere estratto dalla realizzazione di nuove foreste) : l’Unione Europea lancerà un’azione per la reforestazione del continente.

La prima Legge europea sul clima: foreste

Entro il 2020 arriveranno poi la smart mobility, una riforma della politica agricola Ue, gli standard per i veicoli e l’inserimento delle auto negli Ets (certificati a pagamento per inquinare) e del trasporto marittimo, con un taglio delle esenzioni per le compagnie aree. E poi gli standard per arrivare a zero emissioni nel trasporto (anche privato) e l’obiettivo di spostare sulle ferrovie il 75% del traffico su strada e aereo. Si sta pensando anche una riforma verde delle politiche sugli aiuti di Stato, una per gli investimenti e il provvedimento “Farm to Fork” per abbattere l’inquinamento (e lo spreco) legato a cibo e pesticidi.

Di fianco alla Climate Law ecco il Patto climatico europeo: un meccanismo per consultare e coinvolgere attori economici e cittadini nel Green deal. La Von der Leyen sa benissimo che la transizione verso l’economia verde oltre creare nuovi posti di lavoro potrebbe anche generare qualche tipo di tensione sociale, in particolare là dove il carbone è ancora al centro dell’approvvigionamento energetico, quindi l’idea è quella di avere il maggior consenso possibile tra la popolazione.

La prima legge europea sul clima: fattorie

Anche per questo è stato previsto un Fondo per la transizione da 100 miliardi per il periodo 2021-2027 per mitigare l’impatto sociale su regioni e settori economici che più soffriranno la decarbonizzazione. La Commissione intende utilizzare circa il 30% del prossimo bilancio europeo negli investimenti per la trasformazione industriale e tecnologica: 300 miliardi di euro più o meno. Per ora di questa cifra non se ne parlerà almeno fino a che saranno in piedi le trattative tra gli Stati membri sul prossimo bilancio pluriennale dell’Unione.

In questa legge c’è spazio almeno così sembra per parlare della  Carbon Tax, la tassa cioè che dovranno pagare i prodotti inquinanti provenienti dai Paesi terzi. Materia comunque che verrà approfondita per evitare contrasti con le regole del Wto. Sempre per trainare il resto del mondo nel Green deal, l’Europa renderà vincolanti i futuri grandi accordi commerciali con i Paesi terzi al rispetto degli obiettivi climatici di Parigi. L’Unione non potrà chiudere nuovi trattati commerciali con coloro che non li rispetteranno e potrà sospenderli nel caso l’impegno venga disatteso dopo l’entrata in vigore dell’accordo.

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