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Hiv Aids

Aids: cosa bisogna fare per sconfiggere il virus

Un impegno contro la diffusione dell’Aids, un’altra epidemia che in silenzio continua a diffondersi nonostante le strategie messe in campo da tempo. L’obiettivo è ben preciso: arrivare al 2030 senza nuovi malati. Ma il raggiungimento di questo risultato è difficile proprio perché l’attenzione mediatica e istituzionale è rivolta su altri versanti. In primis il Covid. Eppure nel 2019 circa 1 milioni e 700mila persone hanno contratto il virus dell’Hiv con un bilancio di 690mila morti in un anno: tra le persone contagiate ci sono 150mila bambini. Una bomba sanitaria anche per il futuro. Nella stragrande maggioranza le persone infettate vivono nelle aree più povere del pianeta.

“Molte disuguaglianze hanno facilitato la diffusione dell’Aids. La pandemia si aggrava e continua a favorire la diffusione dell’Hiv in molte parti del mondo”, ha sottolineato Winnie Byanyima, direttrice esecutiva dell’Unaids, l’agenzia delle Nazioni Unite dedicata al contratto dell’Hiv e dell’Aids. Uno dei problemi rilevati riguarda il mancato rispetto degli obiettivi fissati entro il 2020: la strategia aveva  pianificato una spesa di 26 miliardi di dollari nella risposta all’Hiv entro il 2020. Le risorse nei Paesi a reddito medio e basso hanno raggiunto il picco nel 2017, ma sono già calate nel 2018. Quindi il fallimento dei target individuati ha avuto un tragico costo in termini di vite umane: altri 3 milioni e mezzo di persone sono state infettate dall’Hiv e altre 820mila persone sono morte per malattie legate all’Aids tra il 2015 e il 2020.

Aids: prevenzione e investimenti

Aids strategia per sconfiggerla

Aids, la strategia per sconfiggerla secondo l’Unaids

Un nuovo rapporto pubblicato dall’Unaids ha dimostrato che investire 29 miliardi di dollari, entro il 2025, può favorire la sconfitta dell’Hiv nel prossimo decennio. Con un mondo Aids free nel 2030, appunto. Gli esperti delle Nazioni Unite hanno individuato alcuni tre pilastri nel contrasto alla malattia. Su tutti lo sforzo per massimizzare un accesso equo e paritario a servizi completi per l’Hiv e abbattere le barriere legali e sociali. Inoltre, viene chiesto l’impegnò di risorse in maniera capillare per garantire adeguate risposte alla diffusione dell’Hiv e integrare nei sistemi per la salute, la protezione sociale e le strutture umanitarie.

Particolare attenzione è dedicato all’attività di informazione e prevenzione. “Un punto chiave della strategia è l’invito ai paesi a utilizzare il pieno potenziale degli strumenti di prevenzione, in particolare per le ragazze adolescenti e le giovani donne nell’Africa sub-sahariana, le lavoratrici del sesso, le persone che si iniettano droghe, e le persone che intrattengono rapporti sessuali con transgender e persone in ambienti carcerari”, si legge nel documento dell’Agenzia. L’appello è in tal senso chiaro. “Non dobbiamo ripetere gli errori del passato”, ha affermato Jose Izazola, consigliere speciale di Unaids per le informazioni strategiche e la valutazione. “Il momento di investire è adesso”.

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