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Mappa Ucraina

Cosa accade tra Russia e Ucraina: i motivi di una possibile guerra

Una minaccia per la pace, alle porte dell’Europa. La frase è stata ripetuta più volte, ma in questa occasione è particolarmente veritiera. Le mosse del presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, lasciano presagire a un aumento della tensione in Ucraina. La massiccia presenza di truppe russe al confine è vista come il preludio di una possibile invasione ordinata da Vladimir Putin.

Negli ultimi mesi si stima che circa 175mila militari sono giunti al confine con il territorio ucraino e altre decine di migliaia di uomini siano arrivati alla frontiera tra Bielorussia, alleato di ferro di Mosca, e Ucraina. Per questo l’Occidente ha organizzato una contromossa, programmando l’invio dei rinforzi verso i Paesi baltici, Estonia, Lettonia e Lituania, che confinano con la Russia. Gli esperti hanno già analizzato gli scenari di attacco: l’assalto a Kiev potrebbe partire anche dalle basi bielorusse, che sono più vicine alla capitale ucraina.

Perché Putin vuole attaccare l’Ucraina

Vladimir Putin

Vladimir Putin
Foto di Grégory ROOSE da Pixabay

Gli appetiti di Putin nei confronti dell’Ucraina sono di varia natura, dalla geopolitica alla storia, passando per gli interessi economici. Il presidente russo non accetta che la sfera di influenza occidentale possa spostarsi in un territorio confinante al suo Paese. Del resto non sarebbe la prima volta che Kiev diventa oggetto di contesa. Nell’Ucraina orientale, nella regione del Donbass, le città di Donetsk e Lugansk sono controllate da milizie filtrasse, penetrate in quell’area in seguito agli attacchi condotti, dall’aprile del 2014, da milizie filorusse. Le due autoproclamate Repubbliche potrebbero ricevere anche il riconoscimento da parte del Parlamento russo. Un gesto di sfida ulteriore da parte della Russia. Non è da meno la questione economica: la Russia, attraverso l’Ucraina, fa transitare il gas verso l’Europa. È evidente che Putin potrebbe esercitare un controllo totale in materia energetica nei confronti dell’Unione europea. 

Ma c’è anche una ragione “storica” e culturale che spinge Putin a immaginare una nuova annessione dell’Ucraina. In un articolo il numero uno del Cremlino sosteneva che russi e ucraini fosse un popolo che condivideva un “unico spazio storico e spirituale” e che il “muro” degli ultimi anni era qualcosa di tragico. La base i questa argomentazione è che, dal 1654, Russia e Ucraina sono state unite da un trattato che prevedeva il controllo dello zar russo. Già in precedenza, per capire, nel IX secolo, Kiev è stata capitale dell’antico Stato russo.

In epoca più recente, insieme alla Bielorussia e Russia, hanno rappresentato il nucleo dell’Unione sovietica. La dissoluzione dell’Urss ha modificato lo scenario e Mosca ha perso il controllo diretto di molti di questi Paesi. Anche della stessa Ucraina, in cui parte della popolazione ha un legame, anche linguistico, con i russi. Insomma, un insieme di fattore spinge Putin a rivendicare l’attacco al governo di Kiev. 

La risposta di Zelensky e della Nato

L’Ucraina è attualmente guidata dal presidente Volodimir Zelensky, l’ex attore comico che nel 2019 ha vinto le elezioni con una propaganda fortemente populista. Nei mesi scorsi aveva denunciato la possibilità di un colpo di Stato da parte di Putin, alimentando le tensioni. Nella giornata di ieri, comunque, ha trasmesso messaggi distensivi parlando di “situazione sotto controllo”. Le parole, tuttavia, non sono bastate a tranquillizzare l’Occidente.

Lo spostamento di truppe di Mosca ha causato una risposta da parte della Nato, “come deterrente”, è la linea ufficiale. “La Danimarca sta inviando una fregata nel Mar Baltico ed è pronta a schierare quattro caccia F-16 in Lituania a sostegno della missione di polizia aerea di lunga data della Nato nella regione. La Spagna sta inviando navi per unirsi alle forze navali della Nato e sta valutando l’invio di caccia in Bulgaria. La Francia ha espresso la sua disponibilità a inviare truppe in Romania sotto il comando della Nato”, si legge nel comunicato. E ancora: “I Paesi Bassi invieranno due aerei da combattimento F-35 in Bulgaria da aprile per supportare le attività di polizia aerea della Nato nella regione e stanno mettendo una nave e unità terrestri in attesa per la Forza di risposta della Nato. Gli Stati Uniti hanno anche chiarito che stanno valutando la possibilità di aumentare la propria presenza militare nella parte orientale dell’Alleanza”. Non proprio venti di pace.