Back
Annalisa Corrado

Corrado: “Basta cerchiobottismo sull’ecologia, necessaria svolta verso Verdi Europei”

Uno sforzo politico per costituire una forza ecologista, in grado di rifarsi ai Verdi Europei. Un progetto che deve partire fin dalle Amministrative del 2021. E ancora: una maggiore attenzione del governo sulle rinnovabili, con meno promesse e più fatti del governo Conte. La co-portavoce dell’associazione Green Italia, Annalisa Corrado, indica a Impakter Italia le priorità per un cambiamento green dell’Italia. Già candidata alle Europee con la lista di Europa Verde, Corrado è uno dei profili più preparati dell’ambientalismo in Italia (ben rappresentato anche dai Fridays for future). E di recente ha anche pubblicato, con People, il libro Le Ragazze salveranno il mondo.

A che punto siamo sullo sviluppo sostenibile?
Innanzitutto va preso con soddisfazione che il Recovery fund abbia messo al centro la transizione e anche la digitalizzazione, dedicando lo strumento alle “future generazioni”. Il piano del governo ha parole chiavi interessanti. Sono stati scelti obiettivi che vanno nella giusta direzione. Il problema è che la realizzazione di questi obiettivi è tutta da verificare. Spesso, infatti, si fa il contrario rispetto a quanto annunciato. Penso al decreto Semplificazioni, che costituisce un’ulteriore complicazione per l’affermazione delle energie rinnovabili e della riqualificazione urbana. In generale, sulla politica industriale continua a esserci un certo cerchiobottismo. Insomma, si dicono delle cose, a parole, ma nei fatti non ci sono riscontri adeguati e seri. Anche sulla mobilità e sui trasporti c’è sempre un’ambiguità che rende evidente la mancanza di visione, perché si dice di puntare sulle ferrovie e alla fine si propongono nuove autostrade. Mentre ci si dovrebbe concentrare, semmai, sulla manutenzione delle autostrade esistenti e in pessime condizioni.

La copertina de Le ragazze salveranno il mondo di Annalisa Corrado

L’ambientalismo viene spesso raccontato come un freno alla crescita economica. Come si può proporre una nuova visione più pragmatica?
Ci sono tante statistiche consolidate che dicono chiaramente quanto convenga investire sui lavori verdi rispetto alle energie fossili. Le aziende che hanno investito strutturalmente su rinnovabili, efficienza e sostenibilità su sono più resilienti, hanno meno costi per l’energia, per le materie prime e per la gestione degli scarti-rifiuti, sono più competitive e fanno più fatturato. La green economy risponde meglio alle crisi economiche. Del resto ormai persino alcune delle aziende “colosso” del settore energetico stanno puntando sulla conversione energetica. Penso a Enel che ha cambiato sensibilmente rotta, diventando tra i leader a livello internazionale di questo settore.

E come bisogna comunicare questo ambientalismo che favorisce lo sviluppo, peraltro sostenibile?
Chi dice che la green economy va avanti solo con gli incentivi, afferma qualcosa di evidentemente falso, un po’ come una moneta di tre euro. I dati dicono che ci sono 19 miliardi di sussidi per attività dannose all’ambiente contro i 15 di sostegno alle attività della green economy. E quei 19 miliardi vanno ristrutturati, rimodulati e spostati sulla transizione il più velocemente possibile. La comunicazione ha un ruolo importante, perché può far comprendere i vantaggi sistemici degli investimenti su sostenibilità a 360 gradi, nell’ottica dell’agenda 2030 dell’Onu.

Spostiamo lo sguardo all’Europa. C’è un impegno effettivo sul Green New Deal o si tende a parlare di investimenti sulle rinnovabili solo perché è di moda?
Un deficit esiste, certo. Ma il tema green è molto più forte di prima e il discorso di Von Der Leyen apre scenari molto importanti e sfidanti, nella giusta direzione. Ci sono Paesi che sono in una condizione migliore rispetto all’Italia. Questo accade dove la tematica ecologista ha permeato da tempo il dibattito culturale e politico dei grandi partiti e dove i Verdi sono partiti realmente determinanti, penso alla Germania e alla Francia. Ma ci sono anche altre realtà che tirano terribilmente all’indietro, come la Polonia e, in generale, il blocco di Visegrad. Nel complesso, comunque, nei Paesi con economie più solide ci sono programmi di decarbonizzazione seri fatti di numeri e strumenti da mettere in campo, a differenza dell’Italia, purtroppo, dove siamo ancora all’enunciazione dei principi.

Fridays For Future, la vignetta di Jaime

L’importanza di un partito ecologista è evidente. Come mai in Italia non ci sia una forza del genere, nonostante sia cresciuta l’attenzione verso i temi ambientali?
Nel nostro Paese manca una cultura ecologista nei grandi partiti. Il Pd ha tradito le promesse. Con Renzi questo è avvenuto in maniera clamorosa. Lo spalma-incentivi e lo Sblocca Italia sono stati una tragedia per gli investimenti green. Ma già prima nel Pd la transizione green era vista come un grazioso suppellettile, mai davvero come un asse strategico di azione. Il Movimento 5 Stelle, invece, si è intestato alcune battaglie, all’inizio, sposando però troppo spesso un comodo “comitatismo del no”, più che un vero ambientalismo scientifico propositivo. Anche in questo caso parliamo di un fiasco clamoroso. Lo vediamo nelle città amministrate dai 5 Stelle, l’esempio su tutti è Roma: una città allo sbando che retrocede sui rifiuti, sulla mobilità. Peggio ancora se guardiamo alla destra, visto che alcuni seguono un negazionismo climatico alla Trump.

E i Verdi in Italia?
Hanno una lunga storia e tradizione, per cui ho grande rispetto. Riescono di tanto in tanto ad eleggere persone nelle Istituzioni, ma non hanno da troppo tempo la forza adeguata per smuovere davvero le politiche. Sono rimasti un partito molto piccolo. Allo stesso modo anche la sinistra più radicale ha tradito più e più volte gli obiettivi dell’ecologia, in una assurda contrapposizione ideologica con l’ambientalismo, e troppo residuali sono rimaste le esperienze più interessanti che hanno tentato una sintesi.

Il manifesto dei Verdi europei sul cambiamento climatico

È immaginabile la prospettiva di un soggetto italiano in grado di rifarsi alle posizioni dei Verdi europei?
Immaginabile o meno, una svolta è assolutamente necessaria. In diversi ci struggiamo da tempo sul tema. Esistono tanti, troppi identitarismi e atteggiamenti muscolari che non consentono una vera fase di costruzione ampia e inclusiva. Umanamente comprendo tanto l’attaccamento alla propria storia, quanto la rivendicazione dell’aver tenuto accesa una fiamma in tempi difficilissimi. Ma in questo momento ci vorrebbe uno sforzo diverso. C’è bisogno di un salto generoso e coraggioso in avanti affinché si arrivi a una situazione diversa. Ci sono molte figure di riferimento nazionale, come Rossella Muroni e Elly Schlein, come Lorenzo Fioramonti. Di recente citati dal capogruppo dei Verdi europei Lambert, che guarda con interesse al loro lavoro. Ma penso anche moltissime donne e molti uomini e sì, soprattutto donne, dentro e fuori dalle Istituzioni, dentro e fuori singoli partiti, nelle piazze, che stanno facendo un lavoro prezioso, anche di tessitura di reti sane e di vera partecipazione. Persone che incarnano l’ecologismo e l’innovazione sociale in maniera moderna e lungimirante.

Nell’immediato cosa bisogna fare per approdare a questo punto?
Uno scenario interessante è senza dubbio quello delle Amministrative della primavera del 2021. Sono necessarie alleanze sui territori per evitare fusioni a freddo e per recuperare  un rapporto con la società civile, i cittadini, gli elettori. Abbiamo visto, negli anni, che le fusioni tentate dall’alto delle stanze del potere non funzionano. Bisogna uscire dai palazzi e mettersi pancia a terra sul territorio, ascoltare, proporre, costruire. Un progetto ampio e visionario per le città, dall’impronta civica ed ecologista, potrebbe fare la differenza, a partire da Roma, Torino, Milano, Bologna, Napoli… Può essere, questa sì, una buona scuola per fare qualcosa di diverso. Di più verde in politica, persino da noi.

Questo progetto web utilizza la tecnologia 'cookies' per migliorare l'esperienza generale del Sito. I Cookies sono piccoli file testuali mantenuti sul proprio computer o dispositivo. Ci permettono di assicurarti la miglior esperienza di navigazione possibile e di capire come utilizzi il nostro sito. Questo messaggio di avviso ti viene proposto in base alle nuove normative sui diritti utenti nelle comunicazioni e servizi web, sui dati personali e la protezione della privacy. Privacy policy

Questo progetto web utilizza la tecnologia 'cookies' per migliorare l'esperienza generale del Sito. I Cookies sono piccoli file testuali mantenuti sul proprio computer o dispositivo. Ci permettono di assicurarti la miglior esperienza di navigazione possibile e di capire come utilizzi il nostro sito. Questo messaggio di avviso ti viene proposto in base alle nuove normative sui diritti utenti nelle comunicazioni e servizi web, sui dati personali e la protezione della privacy.

Chiudi Popup