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Coronavirus Covid 19

Coronavirus: la prevenzione unica arma contro il Covid-19

Il Coronavirus, denominato Covid-19 dall’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms), è l’allarme globale del momento. Il bilancio di oltre mille morti e più di 14mila contagi è alquanto pesante, soprattutto a Wuhan, la città cinese in cui l’epidemia si è diffusa inizialmente. Le misure eccezionali assunte per limitare i contagi sono l’indicatore di una situazione che va monitorata con rigore: senza allarmismi, per non generare pericolose psicosi, ma con un giusto livello di attenzione rispetto alle minacce per la salute pubblica.

Proprio l’Oms, del resto, ha parlato del virus come un “nemico numero uno” capace di produrre danni peggiori del terrorismo, non solo per la salute pubblica ma anche per quanto riguarda l’economia. Un impatto su numerosi punti dell’agenda fissata per Obiettivi di sviluppo sostenibile. La cancellazione di evento come il Mobile World Congress di Barcellona e del Gran premio di Formula 1 in Cina è una conferma di quanto sia necessaria la cautela, ma anche dell’impatto sul Pil globale.

Le informazioni fornite dall’Iss

Piccole misure contro il Covid-19

Ma cosa si può fare contro il Coronavirus? Gli esperti sono stati chiari: il contagio, molto più della Sars, è veloce e non esistono farmaci adeguati a combattere il virus, né tantomeno esiste un vaccino. Le ultime notizie in merito parlano di un’attesa di almeno 18 mesi, tra ricerca, sperimentazione e messa in commercio. Peraltro è ancora da verificare il periodo reale di incubazione (in alcuni casi si parla di 24 giorni, in altri di due settimane). In questo quadro, la prevenzione è affidata ad alcune piccole attenzioni quotidiane. Che non sono così piccole, visto che sono consigliate dagli esperti.

L’Istituto superiore di sanità (Iss) ha predisposto un vademecum fin dalla diffusione del Coronavirus. Il contagio avviene come per una semplice influenza: con la saliva, tossendo e starnutendo, attraverso contatti diretti personali le mani, oppure toccando con le mani contaminate (non ancora lavate) bocca, naso o occhi. Dunque, l’Iss suggerisce di lavarsi spesso le mani, specie dopo aver tossito o starnutito o dopo aver assistito un malato.

Le informazioni fornite dall’Iss

La pulizia è fondamentale prima durante e dopo la preparazione di cibo, prima di mangiare, dopo essere andati in bagno, dopo aver toccato animali o più in generale quando le mani sono sporche in qualunque modo. “Non è raccomandato l’utilizzo generalizzato di mascherine chirurgiche in assenza di sintomi”, ribadisce l’Istituto, smontando una delle leggende diffuse sul tema che ha visto la corsa alla mascherina nelle ultime settimane. È consigliata, ovviamente, di fronte a evidenze di malattie respiratorie.

Il tasso di mortalità del Coronavirus

La minaccia del Coronavirus, insomma, non va sottovalutata. Proprio la leggerezza iniziale, nella città di Wuhan, ha favorito la trasmissione: chi aveva lanciato l’allarme, come il medico Li Wenliang, è stato ignorato e addirittura accusato di creare situazioni di panico. Tuttavia, pur prendendo con prudenza i dati (che probabilmente sono parziali), il tasso di mortalità del virus non è superiore ad altri virus, anzi in alcuni casi è di gran lunga inferiore: stando alle cifre fornite, il 2% delle persone colpite sono morte. I dati, per esempio, dicono che lo scorso anno l’influenza in Italia ha provocato la morte di 198 persone in seguito a complicazioni su un totale di circa 800 casi ritenuti gravi. Al momento nella penisola la situazione è sotto controllo, grazie anche a provvedimenti speciali messi in atto.

Non drammatizzare il virus

Le informazioni fornite dall’Iss

In percentuale la meningite fa più paura: “Ogni anno in Italia oltre 1000 persone contraggono la meningite e circa una persona ogni due viene colpita da meningite meningococcica. In particolare, i sierogruppi B e C sono particolarmente diffusi nel nostro Paese. Secondo i dati epidemiologici dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS), la meningite meningococcica provoca il decesso nell’8-14% dei pazienti colpiti.

In assenza di cure adeguate, il tasso di mortalità sale addirittura al 50%”, spiega il sito liberidellameningite. Su scala mondiale, invece, la situazione è di circa 500mila casi di meningite meningococcica con una stima di 50mila persone uccise. “Il 5-10% – si legge ancora sul sito dedicato alla malattia – delle persone che contraggono l’infezione muore nonostante la malattia venga diagnosticata in tempo e si riceva un trattamento appropriato”. Tuttavia, in questo caso – per la meningite – esiste un vaccino, mentre per Covid-19 non ancora.

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