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Nuovo Coronavirus numeri

Un Coronavirus infetta il dialogo governo-Regioni

Un caos politico e istituzionale si aggiunge alla preoccupazione per la salute pubblica. Sul Coronavirus (qui tutte le informazioni su sintomi e mortalità), causa della malattia denominata Covid-19, è andato in onda un brutto spettacolo di improvvisazione degli Enti locali, soprattutto le Regioni. Tanto che il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha minacciato di avocare a sé i poteri delle giunte regionali in questa fase di emergenza. L’evocazione dell’extrema ratio è stata necessaria per cercare di riportare ordine in un quadro che sembrava dipinto da Picasso. Così, inalmente, è arrivato un accordo per avere una linea uniforme nelle decisioni.

Lite Palazzo Chigi-Milano sul Coronavirus

Il battibecco tra Palazzo Chigi e la giunta della Regione Lombardia è esploso nella serata di ieri, lunedì 24 febbraio, quando Conte ha criticato la gestione della prima emergenza a Codogno: a suo giudizio non è stato rispettato il protocollo. Da lì, secondo il presidente del Consiglio, è iniziata l’epidemia che sta spaventando l’Italia. La risposta dell’assessore alla Sanità lombarda, Giulio Gallera, è stata veemente con l’accusa di “incapacità” rivolta al governo con cui si stava portando avanti un’attenta collaborazione. La rottura è stata sfiorata durante la cabina di regia. Il governatore della Lombardia, Attilio Fontana, ha attaccato l’esecutivo reo di “attaccare medici e infermieri”.

Ischia anti lombardo-veneta

Ma il primo caso di incomprensione, per così dire, si è verificato qualche giorno fa. Nel maldestro tentativo di contenere la diffusione del Coronavirus, domenica scorsa il sindaco di Ischia, Enzo Ferrandino, ha annunciato un’ordinanza per chiudere l’accesso all’isola napoletana ai cittadini di Lombardia e Veneto. Una notizia che ha fatto sobbalzare dalla sedia tutto il Paese. Il Prefetto di Napoli ha però immediatamente cancellato l’ordinanza palesemente discriminatoria, tanto da apparire più una boutade alquanto risparmiabile in una fase tanto delicata.

Coronavirus Covid 19

Siam lucani, niente nordisti

Un’altra ordinanza, firmata dal presidente della Regione Basilicata Vito Bardi, è stata prontamente modificata per gli echi discriminatori. Inizialmente la prescrizione prevedeva la quarantena per tutti i cittadini provenienti dalla zona rossa, ossia quella del focolaio individuata nei giorni scorsi nel Consiglio dei ministri. Le pressioni politiche hanno costretto a una revisione dell’ordinanza, indirizzata ora solo alla platea di studenti universitari lucani provenienti dalle aree più colpite dal Coronavirus.

Calabria e Marche: scuole chiuse, anzi no

Un altro momento imbarazzante ha visto protagonista il governatore delle Marche, Luca Ceriscioli: mentre stava annunciando la sua decisione di chiudere le scuole, è arrivata l’intervento “in diretta” di Palazzo Chigi. Il governo, dietro la richiesta del ministro della Salute Roberto Speranza, ha indicato un imminente coordinamento sul piano nazionale. E poi nella serata di ieri c’è stata un’ulteriore forzatura sulla chiusura delle scuole, decisione che rischia di essere impugnata dal governo. Una presa di posizione che ha stoppato la tentazione della neo presidente della Regione Calabria, Jole Santelli, di imporre la chiusura delle scuole, senza un confronto con l’esecutivo.

Il bilancio aggiornato sul Coronavirus in Italia

In tutta questa confusione, è importante tornare ai numeri sul Coronavirus: i contagi sono 320 in tutta Italia (per la maggior parte in Lombardia e in Veneto), con un bilancio di 11 vittime e un solo guarito ufficiale. L’aggiornamento del 26 febbraio, alle ore 8, conferma così il trend dei primi giorni di allerta: le persone che vengono uccise da Covid-19 sono principalmente over 75 con pregressi problemi di salute. Ma le cattive notizie giungono da Liguria, Toscana e Sicilia che registrano i primi casi di persone infettate dal virus.

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