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Coronavirus mappa interattiva John Hopkins

Coronavirus: dalla mortalità ai sintomi, le informazioni sul Covid-19

Un tasso di mortalità compreso tra il 2 e il 3,5%. Con l’80% dei casi che si risolve con “sintomi lievi”, senza complicazioni. E un indice di persone uccise molto alto soprattuto tra gli over 65. Sono questi i numeri più importanti che stanno emergendo sul Covid-19, la forma di Coronavirus che sta creando grande preoccupazione in tutto il mondo. In particolare in Italia che, stando alla mappa interattiva della John Hopkins University, è nettamente il primo Paese europeo per numero di contagi (219 fino alle ore 12 di lunedì 24 febbraio, e 5 vittime), ed è davanti anche al Giappone. Addirittura in Iran, considerato altro Paese a rischio epidemia, i casi sono 43 (un quarto di quelli italiani), anche se in questo caso le persone morte sono 8.

Il fattore età e la mortalità del Coronavirus

Tasso mortalità età Coronavirus

Il grafico del Ccdc weekly (ultimo aggiornamento 11 febbraio)

La percentuale sulla mortalità del Coronavirus è più attendibile per la Cina, particolarmente colpita e quindi con una casistica maggiore da esaminare. Sul totale dei 79.360 casi accertati, le persone uccise dalla malattia sono 2.619, circa il 3,5% del totale. L’età, secondo le statistiche del Chinese Journal of Epidemiology, è un fattore fondamentale (come si evince dalla foto qui sopra): le vittime sopra gli 80 anni sono il 14,8%, nel range 70-79 il tasso di mortalità è dell’8%. Tra i 60 a i 69 anni si conta il 3,6% delle vittime, dato che scende all’1,3% per la fascia 50-59. A questo punto si scende sotto l’1% per i più giovani. Colpisce un elemento: finora tra i bambini da 0 a 9 anni non ci sono state vittime.

L’80% delle persone contrae in forma lieve il Coronavirus?

I sintomi del Covid-19 variano da persona a persona. E chiaramente nemmeno i più giovani e sani sono esenti da rischi. Il Cnr ha diffuso una nota, nei giorni scorsi, riportando le informazioni scientifiche finora raccolte: “L’infezione, dai dati epidemiologici oggi disponibili su decine di migliaia di casi, causa sintomi lievi/moderati (una specie di  influenza) nell’80-90% dei casi. Nel 10-15% può svilupparsi una  polmonite, il cui decorso è però benigno in assoluta maggioranza. Si calcola che solo il 4% dei pazienti richieda ricovero in terapia intensiva”. Dati che erano stati messi in evidenza dal direttore per l’Europa dell’Oms, Hans Kluge. Proprio nelle ultime ore il virologo Roberto Burioni, in un articolo su Medical Facts, spiegava che il 20% delle persone colpite in Italia è rianimazione. Di contro l’80% è colpito da una forma lieve. L’esempio più incoraggiante è quello della persona ricoverata alla Cecchignola: ha avuto la congiuntivite come sintomo più “grave”.

La mortalità del Covid-19 in confronto ad altri virus

Un altro spunto interessante è stato fornito da Emanuele Capobianco, direttore salute e cure della Federazione Internazionale della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa, in un articolo pubblicato su Gli Stati Generali. La letalità di questo nuovo Coronavirus è “molto minore rispetto alla Sars (10%), alla Mers (35%) e all’ebola (>50%). È però venti volte superiore rispetto a quello dell’influenza stagionale (0.1%), che ogni anno uccide circa 400.000 persone nel mondo”.

E allora perché spaventa il nuovo Coronavirus?

Ma di fronte a un’incidenza di mortalità non allarmistica, cosa preoccupa principalmente? La questione è legata all’elevata trasmissibilità del virus: nessun organismo riesce a respingerlo perché è nuovo, sconosciuto agli anticorpi umani. Quindi in caso di contatto la contrazione è altamente probabile. Spiega ancora Capobianco: “È chiaro che il potenziale impatto del coronavirus a livello globale potrebbe essere significativo. Da un punto di vista di sanità pubblica, questa del coronavirus è quindi un’emergenza globale”. 

Oltre 2.500 vittime nella provincia di Hubei

La provincia di Hubei, dove è situata la città di Wuhan primo focolaio dell’epidemia, è l’area maggiormente flagellata dal Coronavirus: circa 2.500 persone sono morte su un totale di 2.619. Secondo gli esperti la causa è da rinvenire nella scarsa reattività iniziale rispetto alla diffusione della malattia, con la conseguente crisi del sistema sanitario della zona. La strategia del governo cinese è stata, poi, quella di circoscrivere la diffusione del Covid-19, evitando che potesse allargarsi a tutte le altre aree del Paese. In una metropoli come Pechino, infatti, ci sono state solo 4 vittime.

Consigli e prevenzione contro il Coronavirus

La domanda più ricorrente è: cosa bisogna fare? “Il cittadino che ritenga di avere avuto contatti con persone attualmente poste sotto sorveglianza o che provenissero dalla Cina, soprattutto se manifesta sintomi influenzali, dovrebbe segnalarlo al 112 o al 1500 per essere preso in carico dagli operatori specializzati. Non serve correre al pronto soccorso né chiudersi in casa. Ricordiamo che al momento parliamo di un gruppo (cluster) di pochi casi localizzati e i cui contatti sono tracciati attivamente”, sottolinea il Cnr. Per quanto riguarda la prevenzione i consigli sono semplici: seguire le basilari regole dell’igiene (lavarsi le mani di frequente, evitare contatto con occhi e bocca dopo essere stati fuori casa), magari ricorrendo a soluzioni disinfettanti, ed evitare di recarsi al Pronto soccorso di fronte alla comparsa di qualche linea di febbre. Uno dei rischi è quello di intasare le strutture sanitarie, mandandole in tile.

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