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Copernicus, la sentinella del cambiamento climatico

Copernicus fotografa il cambiamento climatico. Ecco le drammatiche immagini provenienti dal satellite europeo. Ghiacci, foreste, oceani. Nulla sfugge agli effetti negativi del riscaldamento globale e dell’inquinamento.

Il programma Copernicus

Il programma Copernicus è gestito dall’Unione Europea in collaborazione con gli Stati membri, l’Agenzia spaziale europea (ESA), l’Organizzazione europea per l’utilizzazione dei satelliti meteorologici (EUMETSAT), il Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio raggio (ECMWF), le agenzie dell’UE e Mercator Océan.

Ghiacciai

Nell’immagine di copertina, puoi vedere il ghiacciaio Neumayer, uno dei più grandi ghiacciai nella Georgia del Sud. I ghiacciai come il Neumayer, che sfocia nel mare, sono molto sensibili ai cambiamenti climatici. Se l’oceano diventa anche leggermente più caldo, il ghiacciaio vedrà aumentare notevolmente la velocità del suo scioglimento. L’immagine mostra gli effetti del cambiamento climatico confrontando l’attuale estensione del ghiacciaio con quella che risulta in un’altra immagine satellitare acquisita nell’aprile 2005. Il ghiacciaio risulta ridotto di oltre 8 km in 16 anni.

Foreste

Le foreste svolgono un ruolo fondamentale nelle nostre vite. Poiché assorbono il carbonio, il loro ruolo è fondamentale per combattere il cambiamento climatico. Con l’espressione “fronti di deforestazione” il WWF definisce i luoghi del mondo in cui la deforestazione è cresciuta in modo esponenziale.

Su questi fronti, 43 milioni di ettari di foreste sono già andati persi tra il 2004 e il 2017. 43 milioni di ettari sono quasi le dimensioni della California o il doppio delle dimensioni del Regno Unito . Questa immagine mostra la parte settentrionale del “fronte della foresta Maya”, nella parte settentrionale dello Stato dello Yucatán, in Messico.

Mare del Nord

La parte settentrionale dell’Oceano Artico al largo, della costa siberiana orientale della Russia, è sempre stata considerata uno dei luoghi più difficili da raggiungere sulla terra, soprattutto in inverno. Questa parte della rotta del Mare del Nord era impossibile da navigare senza la scorta di una nave rompighiaccio.

Tuttavia, nella notte dell’11 gennaio 2021, due trasportatori di gas naturale liquefatto (GNL) rompighiaccio, Christophe de Margerie e Nikolay Zubov, si sono incrociati nell’Oceano Artico settentrionale, approfittando del ridotto spessore del ghiaccio, dovuto al riscaldamento globale. Questa immagine, mostra il percorso di una delle due navi metaniere. Per la prima volta due petroliere navigano sulla rotta del Mare del Nord, senza una nave rompighiaccio che le scorta nel mese di gennaio.

Siccità

La regione meridionale del Madagascar ha sofferto per tre anni consecutivi di grave siccità. Questo e la recessione causata dalla pandemia COVID-19 lasceranno un terzo della popolazione nel Madagascar meridionale senza cibo a sufficienza. Inoltre, più di 135.000 bambini soffriranno di malnutrizione acuta. Questa immagine mostra la Regione Atsimo Andrefana, una delle zone più colpite dalla siccità degli ultimi anni.

Inquinamento degli oceani

Le particelle di plastica sono considerate contaminanti globali in quanto possono raggiungere anche le aree più remote del pianeta, compreso l’Oceano Artico. Il 92% dell’inquinamento da microplastica trovato nell’acqua di mare campionata attraverso l’Artico è costituito da fibre sintetiche. Ci sono prove evidenti che dimostrano come l’utilizzo domestico delle lavatrici, in Europa e Nord America, stia causando questa forma di inquinamento, attraverso gli impianti di trattamento delle acque.

Questa immagine a falsi colori SAR (Synthetic Aperture Radar) mostra due isole dell’arcipelago delle Svalbard in Norvegia. I campioni di acqua di mare raccolti al largo della costa orientale delle Svalbard contengono alcuni dei più alti valori di concentrazione di microplastiche tra tutti i siti artici.

Articolo tratto da Impakter.com.

Tutte le immagini e le informazioni provengono dal programma Copernicus.

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