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Azzurra Cancelleri Movimento 5 Stelle

“Avanti il dialogo con forze ecologiste, Conte rivoluzioni il Movimento 5 Stelle”

Dialogo con tutti gli ecologisti, prestando attenzione alle politiche per il Mezzogiorno. In attesa della ‘rivoluzione-Conte’ nel Movimento 5 Stelle, che dovrà cambiare “struttura e programmi”. La deputata e segretaria di presidenza alla Camera del M5S, Azzurra Cancelleri, parla con Impakter Italia delle priorità da affrontare sullo sviluppo sostenibile. Con l’attenzione posta prima di tutto al Recovery Plan e alla strategia del governo Draghi. A cui la fiducia non è incondizionata, ma va “via via mantenuta”.

Transizione ecologica è la parola chiave di questo governo. Quali sono le azioni da intraprendere, affinché il progetto diventi realtà?
La transizione ecologica non deve essere solo la parola chiave di questo governo, ma anche dei prossimi. E soprattutto dobbiamo avere la forza e la determinazione per far diventare il tema della tutela dell’ambiente e dell’ecologia un concetto alla base di ogni scelta politica. Quando si parla di transizione ecologica, magari non si comprende bene di cosa si stia parlando.

energie rinnovabili

Foto: Michael Schwarzenberger da Pixabay

Ecco, cosa si intende…
Lo sviluppo economico degli ultimi decenni si è formato sullo sfruttamento delle risorse naturali e su metodi di produzione poco, o per nulla, rispettosi dell’ambiente, spesso gli stessi beni prodotti risultano altamente distruttivi dal punto di vista ambientale. Questo modello di sviluppo ha anche creato delle enormi disuguaglianze e povertà. La transizione ecologica mira proprio a ribaltare il modello di sviluppo economico e a giungere a un sistema che tuteli l’ambiente e garantisca un futuro migliore, sia qualitativamente che in termini di equità, per le tutte le persone. Per questo bisogna intraprendere un’azione orizzontale che riguarda tutti i ministeri. 

Il Ministero della Transizione ecologica rischia di rivelarsi una sola operazione di mediatica?
Per quanto riguarda noi del Movimento 5 Stelle, posso decisamente dire che non lo è. Siamo stati addirittura criticati per aver indicato come tema prioritario da sottoporre a Draghi, in sede di consultazioni, la richiesta di istituzione del nuovo ministero della Transizione ecologica, ritenuto un argomento non così centrale ed importante. Era una condizione basilare: dobbiamo fermare l’arretratezza del nostro Paese sul tema ed iniziare a spendere meglio e in maniera più proficua i fondi, puntando sulla transizione ecologica. 

Roberto Cingolani

Il ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani (Foto Niccolò Carranti – license creative commons)

Cosa pensa della nomina di Cingolani?
Colgo l’occasione per augurare buon lavoro al ministro Roberto Cingolani, eccellente fisico e tecnologo e ottimo organizzatore di grandi consorzi che è stato chiamato a capo del Mite. Confido nella sua capacità di ridisegnare i sistemi di produzione in una chiave innovativa e sostenibile.  Sicuramente saranno fondamentali le risorse del Recovery Fund, in parte vincolate dall’Europa all’adozione di piani di politica economica che contribuiscano alla “transizione ambientale, alla resilienza e sostenibilità ambientale, alla transizione digitale, innovazione e sostenibilità”. Si riuscirà in questa che sembra un’“impresa”? Adesso è troppo presto per dirlo ma sono decisamente ottimista. De Andrè diceva che “dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior”. 

Il Movimento 5 Stelle si batte da tempo per lo sviluppo sostenibile. Dopo tre anni al governo qual è il suo bilancio?
Il Movimento ha sempre avuto una particolare attenzione per l’ambiente grazie anche al nostro Beppe Grillo che da sempre denuncia l’arretratezza del nostro Paese rispetto agli altri Paesi europei in tema di politiche ambientali, fornendo sempre spunti di riflessione interessanti. In questi anni però degli ottimi risultati sono stati raggiunti grazie a noi e all’ex ministro Costa: dalla lotta ai roghi tossici e il riavvio delle bonifiche all’attenzione verso la mobilità sostenibile alla tutela degli animali. E ancora: dalla battaglia alla plastica monouso alla legge che consente ai pescatori di riportare a terra i rifiuti pescati in mare, fino ai 6,5 miliardi di euro messi a disposizione per la tutela del territorio contro il dissesto idrogeologico. 

Certo, ma non si può negare che dal Movimento ci si attendesse di più…
Si può sempre fare di più e pensare il contrario è già un errore. Tre anni sono tanti ma, politicamente parlando, non sono molti. Se poi si parla di un tema che prima di tutto implica una rivoluzione “mentale”, culturale… tre anni sono davvero pochi. Anche per questo motivo il mio giudizio sul ministro Costa è positivo e non sono la sola visto che è stato definito come il miglior ministro dell’Ambiente degli ultimi 10 anni.

È immaginabile un dialogo del M5S con altre forze ecologiste presenti nel panorama politico italiano?
Assolutamente sì. Il tema ambientale da sempre è stato il perno del nostro programma e il Movimento negli anni è cambiato molto, in un certo senso si è anche evoluto, passando da forza di opposizione a partito di maggioranza a sostegno del governo. Ci siamo sempre più resi conto che bisogna essere aperti al dialogo e alla cooperazione, soprattutto con chi condivide le nostre stesse idee. E a maggior ragione quando si parla di ecologia non serve farne una battaglia di bandiere, ma puntare all’obiettivo per il bene comune.

Azzurra Cancelleri Movimento 5 Stelle

Azzurra Cancelleri, deputata del Movimento 5 Stelle

Lei è una parlamentare del Sud, molto attenta al rilancio del Mezzogiorno. La questione meridionale non nasce certo oggi, ma cosa serve per accelerare sul rilancio del Sud, soprattutto oggi con il Recovery Plan da scrivere?
Occorre mettere in campo una strategia innovativa per lo sviluppo del Mezzogiorno, ponendo l’attenzione ai centri minori, dando visibilità e dignità a territori troppo spesso bistrattati. Bisogna mettere a frutto la grande vitalità e capacità di innovazione che hanno le forze sociali e imprenditoriali del Sud, attraverso azioni concrete dobbiamo garantire loro adeguato sostegno. Investire al Sud e nelle isole oggi significa anche pensare all’Italia di domani, con un investimento nel capitale umano. Penso a una maggiore inclusione sociale, attraverso nuove infrastrutture e servizi per rompere l’isolamento, con la realizzazione e il completamento di opere, con una rigenerazione dei contesti urbani.

Eppure la composizione del governo, molto spostata al Nord, non sembra un buon viatico.
È evidente a tutti che la squadra dei ministri presenti squilibri e disparità. La prima impressione che ho avuto il giorno in cui è stata resa nota la formazione del nuovo esecutivo non è stata del tutto positiva, in riferimento alle difficoltà del Mezzogiorno. A queste evidenti lacune il premier tecnico Draghi ha inteso porre rimedio, anche su impulso della componente politica di cui faccio parte, con la collocazione in diversi ministeri chiave di sottosegretari espressione di quei territori che sapranno rappresentare quello spirito e quel bisogno di riscatto che il Mezzogiorno ha. Dopo il lavoro straordinario condotto dal premier Conte, le aspettative nei confronti di Draghi restano alte; per questo ritengo che la fiducia conferitagli lo scorso 18 febbraio, scevra da qualsiasi pregiudizio, dovrà via via essere mantenuta. 

Il Movimento va verso un forte rinnovamento. Conte rappresenta la svolta attesa?
Credo proprio di sì. L’adesione di Giuseppe Conte al progetto di rilancio del M5S è gradita agli italiani. I sondaggi rivelano un balzo di oltre 6 punti in una settimana ma, al di là delle analisi e dei rilevamenti politici, il merito indiscusso di Conte è stato quello di intercettare le esigenze del Paese e di essere un presidente “pop”, in una fase così difficile e delicata come quella che ci stiamo via via lasciando alle spalle. Quello che mi aspetto dal presidente Conte è l’elaborazione di un progetto che rivoluzioni il Movimento 5 Stelle nella struttura, nei programmi e nelle regole di “democrazia interna” stesso, ma che lasci intatti i valori di trasparenza, etica e partecipazione che ci hanno caratterizzato dagli altri partiti e che rappresentano la vera identità del M5S. Conte non sarà solo una svolta attesa per il Movimento, ma una personalità di spessore che cambierà sensibilmente gli attuali equilibri politici.

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