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Con le telecamere nella casa delle api

Api: che siano uno degli elementi cardine della vita sulla Terra abbiamo imparato a riconoscerlo. Non fosse altro per quanto ne abbiamo scritto qui, su Impakter Italia. E da quanto ne scrivono e si impegnano in ogni parte del mondo a studiarne la vita.

Dell’importanza delle api e della necessità di salvarle dalla distruzione, Impakter Italia ha fatto un suo cavallo di battaglia. A maggior ragione adesso che una ricerca dell’Alma Mater Università di Bologna, BEE-REER, con cui abbiamo una lunga storia di collaborazione ha scoperto grazie ad un nuovo sistema di analisi. Bastano poche gocce di miele per capire quali e quanti insetti abitano il territorio in cui quel miele è stato prodotto. Questo equivale a uno strumento che può rivelarsi molto utile, sia per monitorare la biodiversità degli ecosistemi che per identificare possibili frodi alimentari.
Le api non producono solo miele, ma giocano un ruolo essenziale negli ecosistemi. Secondo gli scienziati, se le api scomparissero, ci sarebbero conseguenze incalcolabili su biodiversità e alimentazione.Un terzo del nostro cibo dipende dall’opera di impollinazione di queste piccole creature: solo in Europa, oltre 4.000 specie vegetali! Se le api sparissero, le conseguenze sulla produzione alimentare sarebbero devastanti. Le api continuano a morire e questo non è “solo” un problema ambientale… la nostra vita dipende anche dalla loro.

In Germania, alla Goethe-Universität, il professor Paul Siefert ed il suo team hanno creato degli alveari speciali per poter osservare la vita delle api all’interno degli stessi. Hanno realizzato piccoli telai  in vetro, all’interno dei quali hanno introdotto una popolazione di sole 3mila api tra operaie e regina. Il team ha potuto così riprendere con delle particolari mini camere la vita all’interno delle celle tagliate ed orientate in modo da permettere una buona visione. Ecco il risultato.

Quel che si vede è davvero affascinante: la deposizione delle uova della regina, la schiusa, la nascita e la crescita delle larve e come le operaie portano loro il nutrimento; l’ispezione delle celle e l’uso delle scaglie di cera per sistemarle, la deposizione e la conserva di polline e nettare e le pratiche igieniche come il cannibalismo, la pulizia delle superfici. E la pulizia delle celle. Come ha spiegato proprio Paul Siefert:”Al minuto 0:09 un’ape operaia ispeziona la cella con movimenti decisi delle antenne molto probabilmente, nel tentativo di pulire la cella solleva diverse volte la proboscide ma non aspira fluidi. Usa invece le sue mandibole per afferrare la giovane larva e cannibalizzarla, al minuto 0:45″.

 

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