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Come e perché Donald Trump deve essere rimosso

Donald Trump deve essere rimosso dalla carica di presidente degli Stati Uniti. Soprattutto adesso che il Congresso ha ratificato ufficialmente la vittoria di Joe Biden nelle elezioni dello scorso novembre Anche se la sua carica dura ancora per meno di due settimane. Dopo i fatti di mercoledì 6 gennaio, in America una larga parte dell’opinione pubblica è spaventata dall’utilizzo del potere che Trump ha fatto.

Oggi, giovedì 7 gennaio sul Washington Post, il quotidiano della capitale americana, il board della redazione spiega come e perchè sarebbe possibile – ed urgente – la rimozione secondo criteri democratici e di sicurezza nazionale di Trump senza aspettare le 12 del 20 gennaio quando Biden si insedierà ufficialmente alla Casa Bianca. “Il presidente non è idoneo a rimanere in carica per i prossimi 14 giorni. Ogni secondo in cui mantiene i vasti poteri della presidenza è una minaccia per l’ordine pubblico e la sicurezza nazionale. Il vicepresidente Pence, che ha dovuto essere sbattuto fuori dal Senato per la sua stessa protezione, dovrebbe immediatamente riunire il Gabinetto per invocare il 25° Emendamento, dichiarando che il signor Trump è “incapace di adempiere ai poteri e ai doveri del suo ufficio

Donal Trump

Come e perché Donald Trump deve essere rimosso – CC0, public domain, royalty free Public Domain

Ancora dall’editoriale del quotidiano di Washington

Il Congresso, che sarebbe tenuto a ratificare l’azione se il signor Trump opponesse resistenza, dovrebbe farlo. Il signor Pence dovrebbe rimanere in carica fino all’inaugurazione del Presidente eletto Joe Biden il 20 gennaio.

In caso contrario, i Repubblicani anziani devono trattenere il presidente. L’insurrezione è arrivata proprio come molti alti Repubblicani, incluso il leader della maggioranza del Senato Mitch McConnell (Ky.), stavano finalmente denunciando la campagna antidemocratica del signor Trump per ribaltare i risultati delle elezioni. Un numero deprimente di legislatori del GOP – come il Senatore Josh Hawley, il Senatore Ted Cruz, il leader della Camera Kevin McCarthy e Steve Scalise  – erano pronti a sostenere lo sforzo di Trump, alimentando la rabbia di coloro che il presidente ha ingannato facendogli credere che l’elezione fosse stata rubata.

Il signor McConnell, a suo duraturo merito, non lo è stato. “Il presidente Trump sostiene che l’elezione è stata rubata”, ha detto. Ma “nulla davanti a noi prova l’illegalità di un’entità così massiccia, così massiccia, che avrebbe fatto perdere di vista l’intera elezione”. . . . Se queste elezioni fossero state rovesciate da mere accuse da parte dei perdenti, la nostra democrazia sarebbe entrata in una spirale di morte”. E ha aggiunto: “Non fingerò che un tale voto sarebbe un innocuo gesto di protesta, pur contando sul fatto che gli altri facciano la cosa giusta”. Come se per dimostrare il suo punto di vista, la folla di Trump si arrampicherà presto sulle mura del Campidoglio, e il signor McConnell e i suoi colleghi cercheranno rifugio in luoghi sicuri……..

……Il caos ha confermato ancora una volta la saggezza degli elettori nel respingere il signor Trump a favore di Joe Biden. Il presidente eletto si è alzato al momento. “Invito questa folla, ora, a ritirarsi e a permettere che il lavoro della democrazia vada avanti”, ha detto Biden. “Non è una protesta. E’ un’insurrezione”. Ha concluso: “Oggi è un ricordo, un ricordo doloroso, che la democrazia è fragile”.

Il signor Biden ha ragione. Regole, norme, leggi, persino la Costituzione stessa valgono qualcosa solo se la gente ci crede. Gli americani si mettono la cintura di sicurezza, seguono le leggi sul traffico, pagano le tasse e votano per la fede in un sistema – e questa fede lo fa funzionare. La voce più alta del paese ha incitato la gente a rompere questa fede, non solo nei tweet, ma anche nell’incitamento all’azione. Il signor Trump è una minaccia, e finché rimarrà alla Casa Bianca, il Paese sarà in pericolo”.

Qui l’articolo completo del Washington Post

 

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