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Siria Guerra edificio distrutto

Come Covid-19 favorisce le guerre

L’erosione della credibilità delle Istituzioni e la destabilizzazione dei percorsi di pace, laddove sono stati avviati. Con la possibilità di veder esplodere nuovi conflitti. Tra gli effetti collaterali della pandemia di Covid-19 c’è anche questo elemento: l’impatto sociale e politico sul lavoro diplomatico contro le guerre. Il virus ha infatti potenziato i problemi, in riferimento ai negoziati di pace. Perché ha colpito l’economia e accresciuto il senso di insicurezza generale delle persone.

Rosemary DiCarlo, Sottosegretario generale per gli affari politici e di consolidamento della pace dell’Onu, ha messo in evidenza che il crollo della fiducia pubblica è maggiore in Paesi laddove c’e la percezione dell’assunzione di inadeguate misure anti-Coronavirus. “La pandemia potrebbe far deragliare i fragili processi di pace e le iniziative di prevenzione dei conflitti”, evidenziano dalle Nazioni Unite. Proprio perché è in fase decrescente la fiducia nelle Istituzioni, comprese quelle internazionali.

Contrastare il Covid-19 per favorire la pace

Jean-Pierre Lacroix, sottosegretario generale per le operazioni di pace, ha spiegato: “Aiutare a prevenire e contenere la diffusione del virus dove vengono dispiegate le operazioni di mantenimento della pace è, quindi, non solo un imperativo morale, ma anche una priorità politica oltre che un’esigenza operativa”. DiCarlo ha sottolineato la relazione tra risposta sanitaria e impegno sul fronte diplomatico, soprattutto per quanto riguarda le missioni sul territorio. “Migliore è la risposta globale alla pandemia, migliori sono le nostre prospettive per la prevenzione, la gestione e la risoluzione dei conflitti in tutto il mondo”, ha scandito.

Coronavirus grafico

Image by iXimus from Pixabay

Lacroix ha individuato alcuni esempi pratici per cui c’è stato un impatto sui negoziati a causa della diffusione del Covid-19. “La pandemia ha indubbiamente avuto un impatto significativo sulla condotta delle nostre operazioni di mantenimento della pace”, ha detto, citando i colloqui di pace di Juba sul Sudan, i cui percorsi negoziali sono stati spostati online e alla fine hanno portato a un accordo di pace tra le autorità di transizione e gruppi armati partecipanti.

Le conseguenze sociali del Covid-19

Un punto fermo è stato indicato anche dal sottosegretario generale per gli affari umanitari e coordinatore dei soccorsi di emergenza, Mark Lowcock. “Ciò che è ormai certo – oltre ogni ragionevole dubbio – è che le conseguenze indirette della pandemia nei paesi più fragili stanno facendo impallidire l’impatto del virus stesso”.

“Il principale tra questi – ha aggiunto Lowcock – è l’impatto economico, poiché la contrazione globale ha fatto diminuire i prezzi delle materie prime e ha interrotto gli scambi. Gli stessi blocchi stanno rendendo più difficile la possibilità di lavorare per vivere”. Perciò, da parte sua, è stata richiesta “un’azione economica e politica deplorevolmente inadeguata porterà a maggiori instabilità e conflitti nei prossimi anni”.

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