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Combustibile liquido dall’aria? Ecco l’idea

Combustibile liquido dall’aria? Ecco l’idea, apparentemente utopica ma in realtà possibile, di alcuni ricercatori tedeschi.  “È la stessa cosa che fanno le piante con la fotosintesi”, afferma Roland Dittmeyer, direttore dell’Institute for Micro Process Engineering presso KIT. e del progetto di ricerca che potrebbe rivoluzionare per sempre il concetto di carburante. Con benefici inestimabili in termini di sostenibilità ambientale.

Il progetto

Il progetto si chiama P2X. Costituisce una parte del più ampio contesto rappresentato dal maxi Progetto Copernicus. Quest’ultimo è un’iniziativa europea volta a preparare il mondo a un’economia a emissioni zero entro il 2050. Per la fase dimostrativa sono stati stanziati 40 milioni di dollari. Tra gli sponsor vi sono 18 istituti di ricerca e 27 aziende industriali, tra cui Siemens, Volkswagen, Shell, e ThyssenKrupp.

In primis si ha un modulo, costruito da Climeworks of Switzerland, che estrae l’anidride carbonica dall’aria ambiente. Il dispositivo soffia aria su un filtro che assorbe CO2 e quindi rilascia il gas in forma concentrata, una volta riscaldato. Un secondo modulo, adiacente al primo, produce idrogeno scindendo le molecole d’acqua attraverso elettrolisi ad alta temperatura. Nel terzo modulo, si ha la fusione di carbonio e idrogeno per produrre idrocarburi. Ovvero le stesse catene di carbonio alla base di benzina, cherosene, carbone e gas naturale.

L’opinione dei ricercatori

Sempre Roland Dittmayer ritiene possibile che la produzione di questi moduli possa essere velocemente incrementata. Sottolineando come questa dipenda soprattutto dalla volontà di investire tempo ed energie finanziarie. “Abbiamo proposto di costruire un impianto da 100 megawatt. Una tale struttura renderebbe dalle 35 a 40.000 tonnellate all’anno. L’auspicio è quello di riuscirci entro circa 5 anni”. Dunque, dicono i responsabili del progetto, un’implementazione su larga scala delle tecnologie P2X è prevista solo per i prossimi anni. Di conseguenza, i bambini e i giovani di oggi saranno quelli che saranno influenzati in modo sostenibile dagli sviluppi della svolta energetica e in particolare dall’uso delle tecnologie P2X. 

Una rivoluzione sostenibile

La crescita del consumo energetico globale ha causato un aumento delle emissioni di CO2 e GHG, causando a sua volta un aumento delle temperature medie globali. L’utilizzo massiccio di combustibili fossili, tra cui carbone, petrolio e gas naturale, è stato determinante in questa deriva non sostenibile.

Tutto questo ha provocato, come reazione, una spinta verso la ricerca e produzione di combustibili alternativi non fossili, che possono aiutare a ridurre le emissioni e mitigare i cambiamenti climatici. Se questa tecnologia verrà resa disponibile su larga scala, saremo davanti a un’autentica rivoluzione.

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