Back
Clima tempeste

Clima: inondazioni e siccità, il tempo sta per scadere

Le temperature della terra cresce e ogni possono verificarsi eventi estremi, tra siccità e inondazioni, che prima si vedevano una volta ogni secolo. Con un disastro totale per la sopravvivenza della specie umana. Tutto questo accade mentre il tempo stringe: ci sono meno di nove anni per frenare sull’inquinamento atmosferico, connesso alle emissioni di gas serra. Il Gruppo Intergovernativo sul Cambiamento Climatico (Ipcc) delle Nazioni Unite ha lanciato un nuovo avvertimento sul clima, nel rapporto presentato, proprio nelle ultime ore. Il corposo dossier è stato elaborato da 234 scienziati provenienti da 66 diversi Paesi con 14mila citazioni scientifiche. 

Il messaggio lanciato è chiaro: serve un drastico taglio alle emissioni inquinanti, entro il 2030, per contenere il surriscaldamento globale, e poi impegnarsi per raggiungere l’obiettivo della neutralità per il 2050. Altrimenti la catastrofe sarà inevitabile. Secondo gli esperti, infatti, il livello medio dell’innalzamento del mare, fra il 1901 e il 2020, è stato di 20 cm. Una crescita media di 1,35 mm/anno, nel periodo tra il 1901 e il 1990, e una crescita accelerata di 3,7 mm/anno, compresa fra il 2006 e il 2018. Così l’acidificazione delle acque dei mari sta andando  a una velocità mai vista negli ultimi 26mila anni.

Temperature in aumento

Le aree costiere dovranno prepararsi, comunque, ad affrontare un periodo difficile, proprio a causa del continuano innalzamento del livello delle acque per tutto il 21° secolo, anche nel caso di un immediato intervento sulle emissioni. Questo contribuisce a un maggior numero di inondazioni sulle città marittime e delle aree sulle coste. Certo, delle “riduzioni forti e sostenute delle emissioni di anidride carbonica e altri gas serra potrebbero migliorare rapidamente la qualità dell’aria e in 20-30 anni le temperature globali potrebbero stabilizzarsi”.

I numeri attuali sono insomma impietosi. Nel 2019, le concentrazioni di CO2 atmosferica sono state più alte che in qualsiasi momento in almeno 2 milioni di anni. Inoltre, le concentrazioni di metano e protossido di azoto sono state più alte negli ultimi 800mila anni. “La temperatura globale è aumentata più velocemente dal 1970 rispetto a.qualsiasi altro periodo di 50 anni negli ultimi duemila anni”, sottolinea l’Ipcc. Tanto per fare un esempio: le temperature durante l’ultimo decennio (2011-2020) superano quelle del più recente periodo caldo plurisecolare, risalente a circa 6.500 anni fa. 

Clima, siamo al codice rosso

“Siamo a rischio imminente di raggiungere 1,5 gradi nel breve termine”, denuncia il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, parla di “codice rosso per l’umanità. I ​​campanelli d’allarme sono assordanti e le prove sono inconfutabili”. “L’unico modo per evitare di superare questa soglia è urgentemente intensificando i nostri sforzi e proseguendo la strada più ambiziosa”, aggiunge il numero uno delle Nazioni Unite. Il tempo, insomma, sta per scadere. “È chiaro da decenni che il clima della Terra sta cambiando e il ruolo dell’influenza umana sul sistema climatico è indiscusso”, spiega la co-presidente del gruppo di lavoro numero uno dell’Ipcc, Valérie Masson-Delmotte. L’impatto è sotto gli occhi di tutti: ci sono più eventi estremi come “ondate di calore, forti precipitazioni, siccità e cicloni tropicali”. E la conseguenza è “la riduzione del ghiaccio marino artico, del manto nevoso e del permafrost”. 

“La stabilizzazione del clima richiederà riduzioni forti, rapide e sostenute delle emissioni di gas serra e il raggiungimento di emissioni nette di CO2 pari a zero. Limitare altri gas serra e inquinanti atmosferici, in particolare il metano, potrebbe avere benefici sia per la salute che per il clima”, afferma Panmao Zhai, copresidente del gruppo di lavoro I dell’Ipcc. Gli scienziati dell’Ipcc indicano, infine, che “diduzioni forti, rapide e sostenute delle emissioni di metano limiterebbero anche l’effetto di riscaldamento derivante dal calo dell’inquinamento da aerosol”.

E inevitabilmente il rapporto ha provocato delle reazioni. “La protezione e il ripristino della natura possono fornire grandi benefici”, dice Fred Krupp, presidente di Environmental defense fund (Edf), che sottolinea: “Le soluzioni naturali per il clima fornite dalle foreste, dalle praterie e dalle zone umide non solo assorbono il carbonio e lo immagazzinano nel sottosuolo”. Infatti, conclude Krupp, “aiutano anche a pulire l’aria e l’acqua e a proteggere le comunità dall’aumento di tempeste, inondazioni e siccità. Soprattutto, le soluzioni naturali per il clima sono già a disposizione e hanno il potenziale per fornire una parte significativa della mitigazione del clima di cui abbiamo bisogno da qui al 2030”

Questo progetto web utilizza la tecnologia 'cookies' per migliorare l'esperienza generale del Sito. I Cookies sono piccoli file testuali mantenuti sul proprio computer o dispositivo. Ci permettono di assicurarti la miglior esperienza di navigazione possibile e di capire come utilizzi il nostro sito. Questo messaggio di avviso ti viene proposto in base alle nuove normative sui diritti utenti nelle comunicazioni e servizi web, sui dati personali e la protezione della privacy. Privacy policy

Questo progetto web utilizza la tecnologia 'cookies' per migliorare l'esperienza generale del Sito. I Cookies sono piccoli file testuali mantenuti sul proprio computer o dispositivo. Ci permettono di assicurarti la miglior esperienza di navigazione possibile e di capire come utilizzi il nostro sito. Questo messaggio di avviso ti viene proposto in base alle nuove normative sui diritti utenti nelle comunicazioni e servizi web, sui dati personali e la protezione della privacy.

Chiudi Popup