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Artico clima scioglimento ghiacciai

Clima: le parole di Greta e la disobbedienza civile, le reazioni al rapporto Ipcc

Una situazione allarmante. Ma che di fatto conferma quanto già noto. Il rapporto dell’Ipcc (qui l’articolo per leggere la sintesi) sull’emergenza clima, in fondo, non aggiunge altro rispetto a quanto noto: senza un intervento deciso sulle emissioni inquinanti, l’emergenza climatica è destinata ad aggravarsi. Greta Thunberg, con grande lucidità, lo ha sottolineato nei suoi primi commenti: “Il nuovo rapporto dell’Ipcc non contiene vere sorprese. Conferma ciò che già sappiamo da migliaia di studi e rapporti precedenti: siamo in una situazione di emergenza. È un solido (ma cauto) riassunto della migliore scienza attualmente disponibile”.

La giovane attivista svedese fa poi un passo in più, denunciando le mancanze dello studio: “Non ci dice cosa fare. Sta a noi essere coraggiosi e prendere decisioni basate sulle prove scientifiche fornite in questi rapporti. Possiamo ancora evitare le peggiori conseguenze, ma non se continuiamo come oggi” e quindi iniziando a trattare “la crisi come una crisi”. Osservazioni lapidarie che trovano unanime consenso, seppure con sfumature diverse, tra tutte le organizzazioni ambientaliste.  

La disobbedienza civile a Londra

Il rapporto dell’Ipcc ha spinto gli attivisti britannici di Extinction Rebellion a lanciare una nuova mobilitazione, con due settimane di disobbedienza civile, a partire dal 23 agosto. Lo scenario è quello della Capitale, Londra: l’obiettivo è quello di protestare contro il finanziamento della attività che impiegano combustibili fossili.

Siamo nel mezzo di un atto collettivo di male sociale globale, senza precedenti in tutta la storia. Passiamo più tempo a misurarlo che a cercare di fermarlo, questo è di per sé un crimine”, ha affermato Clare Farrell, co-fondatrice di Extinction Rebellion, motivando l’azione. “Non abbiamo bisogno di altri dati per dirci quanto è grave la situazione. Il momento di lavorare insieme è adesso, i movimenti di massa possono creare rapidi cambiamenti e siamo in aperta ribellione finché non vediamo un’azione reale”, ha rilanciato Farrell.

Edf: Sul clima non c’è tempo da perdere

L’organizzazione non governativa Environmental defense fund (Edf) ha ribadito che la transizione ecologica può avvenire in maniera meno indolore rispetto a una certa narrazione. “Il rapporto mette a tacere ogni residuo dibattito sull’urgente necessità di combattere l’inquinamento da metano specialmente nei settori, come il petrolio e il gas, dove sono possibili delle riduzioni più veloci ed economiche”, ha osservato Fred Krupp, presidente di Edf. “Quando si tratta del nostro pianeta che si surriscalda ogni frazione di grado conta – e non c’è un modo più facile e realizzabile per rallentare il tasso di riscaldamento se non tagliare le emissioni di metano causate dall’uomo”, ha sottolineato.

Le richieste al governo italiano

Anche in Italia è arrivata l’eco del rapporto E Legambiente ha avanzato una precisa richiesta al governo. “Chiediamo di varare al più presto un Piano Nazionale Integrato Energia e Clima (Pniec) più ambizioso e in linea con la soglia critica di 1.5°C, che per il nostro paese significa una riduzione delle emissioni climalteranti di almeno il 65% entro il 2030, e di approvare in tempi rapidi il piano per l’adattamento climatico”, ha commentato Stefano Ciafani, presidente dell’associazione ambientalista. “La nostra Penisola – ha concluso il numero uno di Legambiente – continua ad essere l’unico grande Paese europeo a non averlo, rincorrendo così le emergenze senza una strategia chiara di prevenzione”.

 

Anche da Greenpeace Italia è giunta una precisa presa di posizione. “Continuare a promuovere energie inquinanti come il gas, insieme a false soluzioni come l’idrogeno blu ricavato da fonti fossili, significa restare dalla parte sbagliata della storia”, ha dichiarato Luca Iacoboni, responsabile Energia e Clima di Greenpeace Italia. “Soluzioni alternative esistono – ha argomentato – e sono anche economicamente convenienti. Il solare e l’eolico, ad esempio, sono oggi il modo più economico per produrre nuova energia in gran parte del mondo, la mobilità a zero emissioni è una realtà, e perfino la finanza sta facendo passi avanti per abbandonare il carbone e le altre fonti fossili”. Insomma, per Greenpeace “un mondo libero dai combustibili fossili è possibile, a mancare finora è stata solo la volontà politica”.

Anche per Wwf Italia “non possiamo permetterci che il futuro di miliardi di persone sia preso in ostaggio dall’ottuso interesse di pochi”, come ha affermato Mariagrazia Midulla, responsabile Clima ed Energia in Italia per l’associazione. “Vorremmo vedere finalmente capacità di guidare il cambiamento a livello globale e a livello nazionale, la salvaguardia del clima e degli ecosistemi da cui dipendono moltissime specie”, ha concluso.

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