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Civita di Bagnoregio, la rinascita della “città morente”

Civita di Bagnoregio, un borgo fantasma da secoli in lotta con la natura per non scomparire, e che oggi attrae ogni anno centinaia di migliaia di turisti da tutto il mondo.

Cività di Bagnoregio, la “città che muore”

Civita di Bagnoregio è una piccola località dell’alto Lazio, situata nel viterbese, al confine con l’Umbria. Si trova a 443 metri di altitudine, adagiata su un colle della bellissima Valle dei Calanchi. Il borgo, arroccato su un colle che sovrasta la valle Rio Chiaro e quella del Rio Torbido, deve la sua particolarità alla natura argillosa e instabile della rupe si cui è stato costruito. Nei secoli, le acque piovani e quelle dei torrenti hanno eroso gran parte del terreno, trascinando a valle parte dell’abitato. I crolli dovuti ai continui smottamenti si sono aggiunti alle frane e ai terremoti che non hanno mai lasciato respiro alla popolazione. Da questo deriva la denominazione di “città che muore”.

Un’espressione che riassume il triste destino e che al contempo gli conferisce quel fascino struggente che ogni anno attira centinaia di migliaia di visitatori, a dispetto dei soli 16 residenti rimasti. L’antico abitato è di origine medievale. Ma la pericolosità del sito ha indotto gli abitanti a spostarsi progressivamente nei centri più vicini, in particolare a Bagnoregio, di cui Civita è una frazione. Già nel XIX secolo era quasi un borgo fantasma.

Una vista mozzafiato sulla Valle dei Calanchi

Il fascino del sito colpisce immediatamente il visitatore. Particolarissima, infatti, è la stessa via di accesso, l’unica esistente: un ponte di 200 metri, percorribile solo a piedi, che si diparte dalla collina adiacente e che proietta il visitatore fino al centro storico.

Percorrendo la singolare struttura il visitatore può godere di una vista mozzafiato sulla sterminata sequenza di valli scavate nei millenni dall’azione dell’acqua.

Cosa visitare

All’ingresso del borgo i visitatori sono accolti dalla Porta Santa Maria, l’unico via d’ingresso all’abitato. Questa è decorata con figure di leoni che schiacciano esseri umani. L’ingresso è a pagamento: 5 euro. Nel centro storico si possono visitare stupendi palazzi nobiliari di epoca rinascimentale, tra cui quello dei Colesanti, dei Bocca e degli Alemanni. Di grande interesse la chiesa situata nella piazza centrale, eretta sopra le rovine di un tempio etrusco.

Foto: Luca Aless

La rinascita del borgo

A dispetto del suo nome, “la città che muore”, e del numero residuale degli abitanti che vi resistono, Civita di Bagnoregio sta vivendo in realtà una seconda vita. Il borgo infatti è meta ogni anno di un flusso turistico da record, proveniente anche dall’estero, soprattutto dal Giappone. Nel 2015 è stato toccato il tetto delle 630mila presenze. Niente male per un fantasma!

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