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Città sostenibili: un piccolo elenco

Mosca è tra le  città sostenibili. La capitale russa è stata certificata secondo lo standard internazionale ISO 37120-2018 “Città e comunità sostenibili”, che fissa i principali indicatori per la qualità della vita e la fornitura di servizi urbani. Gli esperti hanno valutato 68 indicatori in economia, innovazione, sanità, istruzione, trasporti e sicurezza.

Lo standard ISO 37120 tiene conto della maggior parte degli indicatori che riflettono l’impegno della città per il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile – ed in particolare il numero 11 –  delle Nazioni Unite: gli indicatori sono raggruppati in 19 settori di infrastrutture urbane e gestione urbana. Questi indicatori sono controllati da esperti del World Council on City Data (WCCD) e poi da esperti indipendenti. Che valutano non solo la correttezza e la pertinenza degli indicatori, ma anche la metodologia per il loro calcolo.

Il commento del vice sindaco di Mosca Natalia Sergunina è stato entusiastico:”“Il certificato che abbiamo ricevuto conferma che Mosca rispetta gli elevati standard internazionali di sviluppo sostenibile

Prossimo obiettivo dell’amministrazione moscovita è quello di diventare “Città Resiliente”, una città in grado di adattarsi alle sfide e di reagire in caso di eventi imprevisti, impegnata a mantenere attive le funzioni essenziali. Per costruire la resilienza, le città devono identificare i propri rischi, vulnerabilità e punti di forza, in modo da prendere decisioni informate e valutare le conseguenze delle misure messe in atto.

Ben arrivata dunque a Mosca in questa “classifica”. Ma quali sono altri esempi certificati di “Città sostenibili”. Di alcune abbiamo parlato qui su Impakter Italia come nel caso di Copenhagen, la prima a darsi gli obbiettivi di sostenibilità. Oppure Stoccolma considerata la città più intelligente; o ancora Oslo considerata la capitale verde d’Europa. Ma ce ne sono tante altre, quasi un centinaio nel mondo, tra le quali alcune italiane come Firenze di cui ha scritto qui Mauro Pasquini. Di seguito vogliamo darvi conto di alcune città sosenibili meno note ma altrettanto importanti.

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Bangalore @piqsels.com

Bengaluru (o Bangalore alla occidentale) è la capitale dello stato indiano meridionale di Karnataka. Ed è la zona indiana più assimilabile alla Silicon Valley, è la città comune più congestionata del mondo con i suoi 8,5 milioni di abitanti. Però mentre i pendolari delle aziende tecnologiche contribuiscono al traffico, gli amministratori cittadini stanno creando soluzioni. La società locale di noleggio scooter Bounce, che ha aggiunto 1000 scooter elettrici alla sua flotta, le e-bike Yulu e l’app di car pooling (auto di gruppo) Quickride stanno lavorando per ridurre il traffico in città. Con evidenti vantaggi per la salute di tutti, per esempio.

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Curitiba @piqsels.com

Curitiba, capitale dello stato del Paranà, nel sul del Brasile è chiamata la Capitale Verde del Brasile. La città – poco meno di 2 milioni di abitanti –  ricicla il 70% dei suoi rifiuti in energia o prodotti riutilizzabili. Questa città ecologica ha un robusto sistema di trasporto pubblico che aiuta i pendolari a spostarsi in città senza dipendere dai loro veicoli personali. Curitiba dà anche la massima priorità alla pianificazione urbana con 14 foreste e 16 parchi nell’area urbana. Per mantenere pulita la città, Curitiba impiega un programma di incentivi che scambia oggetti riciclabili e scambiabili con gettoni, snack, dolci e denaro.

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Portland @piqsels.com

Portland, Oregon sulla costa ovest degli Stati Uniti, 650 mila abitanti. Una città adatta a chi ama i grandi spazi aperti. Qui c’è un’urbanistica intelligente con numerosi parchi pubblici e foreste urbane. La città è relativamente pedonale e la sostenibilità è tutta una questione di comunità. Un’abbondanza di negozi dell’usato, Little Free Libraries, biblioteche di strumenti, pop-up a rifiuti zero, ristoranti vegani e laboratori in stile make-and-mend (arragianrsi e riparare) fanno sì che i locali possano facilmente abbracciare il concetto di “Ridurre Riutilizzare Riciclare”.

 

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