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Città sostenibili: il modello dei 15 minuti

La città in 15 minuti? Cos’è un nuovo modo di vistare i luoghi d’arte? No, è un’idea che già da tempo circolava tra urbanisti di tutto il mondo per ripensare le nostre città che lo smart working imposto dalla pandemia ha riportato a galla in modo molto importante. Il teorico di questa nuova filosofia di vivere la città è l’architetto colombiano Carlos Moreno, Professore Associato presso l’Università di Parigi Panthén Sorbonne – IAF Paris dove è direttore scientifico e co-fondatore della cattedra ETI – Entrepreneuriat, Territoire – Innovation.

Vivere in città significa accettare un certo livello di disfunzione: lunghi spostamenti, strade rumorose, spazi sottoutilizzati. Il mio impegno è la causa della “città dei 15 minuti”, dove gli abitanti hanno accesso a tutti i servizi di cui hanno bisogno per vivere, imparare e prosperare nelle loro immediate vicinanze – e condivide idee per rendere le aree urbane adatte agli esseri umani, non il contrario“.

La trasformazione delle città sostenibili

Trasformare le città in un’ottica sostenibile richiederà anche un cambiamento nella progettazione urbana, per diminuire il bisogno dei cittadini di spostarsi. Si tratta di un modello di sviluppo urbanistico in cui tutti i servizi di cui il cittadino ha bisogno sono alla distanza massima di 15 minuti a piedi o in bici.

In questo modo i quartieri si trasformano in cellule complete di vita urbana, dove il cittadino ha a disposizione tutto quello di cui ha bisogno: servizi, intrattenimento, lavoro e molto altro. Un modello che permette di valorizzare il territorio in un’ottica di sostenibilità ambientale e sociale, permettendo la creazione di nuovi legami all’interno del tessuto cittadino.

I primi esperimenti di 15-minutes cities sono presenti anche in Italia, a Milano (i quartieri Isola e Porta Romana), Napoli, Roma con il progetto sul quartiere di San Basilio,  e Venezia, dove sono stati avviati progetti di riqualificazione di alcuni quartieri. La proposta come abbiamo detto -nasce negli anni Venti del secolo scorso in Usa. In Italia è in vigore un decreto ministeriale del 1968: la costruzione di alloggi dev’essere accompagnata dalla realizzazione di un certo numero di servizi come verde, sport, uffici, eccetera. Poi le cose sono andate in un altro modo e la pandemia ci ha convinti e costretti a riaprire i cassetti delle buone idee. In questo video il Prof. Moreno spiega la sua idea.

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