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Città più sostenibili? Questione di mentalità

Città più sostenibili? Si può e si deve fare. Ecco quattro miti da sfatare e alcune soluzioni concrete per rendere più vivibili e meno inquinanti le nostre città.

Cambiare mentalità è il primo passo per avere città più sostenibili

Le nostre città rappresentano attualmente l’80% delle emissioni globali di carbonio. Le rilevazioni ci dicono inoltre che sono in continuo aumento. Il punto è questo: milioni di persone lasciano la campagna ogni anno alla ricerca di lavoro, istruzione e opportunità. E ognuno ha senza dubbio il diritto a una vita migliore. Ma questa corsa verso la città alimenta l’emergenza climatica. Tuttavia è possibile rendere le nostre città più sostenibili attraverso piccole e grandi azioni concrete. Ma paradossalmente gli ostacoli principali provengono da una mentalità refrattaria a questi temi, che nega gli effetti del cambiamento climatico e quando va bene si limita a demonizzare o ridicolizzare le possibili soluzioni concrete, attuabili da parte di amministrazioni locali, governi e semplici cittadini. Ecco quattro miti da sfatare e alcune possibili soluzioni concrete.

Mito uno: l’auto è la regina della strada

Le città del XX secolo sono state progettate più per la comodità dei conducenti di auto piuttosto che per quella dei cittadini. Ma questo approccio ha portato strade intasate e un letale inquinamento atmosferico. Il London Borough of Waltham Forest ha adottato un approccio radicale per potenziare una mobilità green, come ad esempio l’utilizzo della bicicletta.

Chiusure stradali e progettazioni di piste ciclabili, realizzazione di depositi biciclette e campagne di sensibilizzazione hanno migliorato notevolmente la situazione. In sostanza: meno emissioni, più salute. Un’altra possibilità è rappresentato dall’utilizzo di risciò elettrici. In India, ad esempio, si trovano alcune delle città più inquinate della terra e il crescente uso di auto private sta aggravando il problema. SMV Green incoraggia l’uso di risciò elettrici. L’azienda aiuta alcuni dei residenti dei centri urbani più emarginati dell’India, comprese le donne, a guadagnarsi da vivere come conducenti di risciò. Grazie a un sistema di prestito agevolato i conducenti possono acquistare i propri veicoli, diventando quindi lavoratori in proprio. Questo ha aumento anche l’emancipazione delle donne e la loro sicurezza quando circolano per le strade. Inoltre, in tutta l’India, le città stanno vietando o limitando le licenze per i nuovi risciò diesel, mentre il mercato del risciò elettrico dovrebbe crescere del 9% all’anno.

Mito 2: gli alberi sono un lusso

Oltre al crimine e alle violenze, la città colombiana di Medellín deve affrontare una nuova minaccia: l’aumento delle temperature urbane. La risposta dell’amministrazione e della comunità è stata piantare alberi. Aumentare la vegetazione infatti crea un ambiente migliore.

Il progetto Green Corridors è guidato dal dinamico sindaco della città. Ombreggia ciclisti e pedoni, raffredda le aree costruite e pulisce l’aria lungo strade trafficate. Gli operatori dei giardini botanici della città addestrano le persone provenienti da contesti svantaggiati a diventare giardinieri della città e tecnici di piantagione. Inoltre, le ex discariche un tempo territorio prediletto degli spacciatori di droga sono state trasformate in campi da gioco per bambini. Risultato: le temperature sono diminuite dai due ai tre gradi Celsius in diverse zone della metropoli. Ulteriori riduzioni sono previste per il futuro futuro man mano che cresceranno alberi e piante.

Mito tre: i vecchi edifici non possono essere ecologici

Le città cambiano rapidamente, spesso modellate da investitori immobiliari focalizzati solo sul profitto. Troppo spesso, vecchie case, strade e persino interi quartieri sono lasciati a marcire. Alcuni sostengono che il cambiamento nel nome della sostenibilità passi per la distruzione degli edifici inefficienti in favore di nuovi progetti più ecologici. Ma tutto questo avrebbe un enorme impatto in termini di emissioni di CO2. Energiesprong rappresenta un approccio innovativo per migliorare l’edilizia sociale. La strategia consiste nell’efficientare i vecchi edifici da un punto di vista energetico.

Ad esempio, migliorando i sistemi di di isolamento termico o riparando la struttura. Il tutto è stato progettato per minimizzare i disagi degli inquilini durante i lavori di ristrutturazione e recupero degli edifici Il lavoro viene fornito con una garanzia di prestazione energetica di 30 anni – e crea una casa attraente e più calda, a beneficio della loro salute e dell’ambiente. Attualmente, questo progetto è stato realizzato su circa 5.000 abitazioni. Altre 20.000 case ne usufruiranno a breve in Europa e Nord America.

Mito quattro: gli uffici devono essere “deprimenti”

Man mano che le nostre città crescono, sempre più persone affrontano la prospettiva di lavorare in uffici chiusi, caldi o gelidi. Un sistema sbagliato di riscaldamento o di raffreddamento sono dannosi per la nostra salute mentale e fisica. È comprovato che tali inefficienze portano allo spreco di energia e alla riduzione della produttività. Inoltre, l’uso improprio dell’aria condizionata sta contribuendo all’inquinamento dell’atmosferico che causa 4,2 milioni di morti all’anno.

La società di software cinese Equota Energy utilizza l’intelligenza artificiale e la tecnologia dei “big data” per rendere più efficienti dal punto di vista energetico edifici quali enormi centri commerciali e grattacieli. Un sistema “intelligente di riscaldamento e raffreddamento aumentano il benessere e la produttività del personale, riducono le bollette energetiche e l’inquinamento nelle città. Il tutto senza attrezzature invasive o lavori di installazione.

Mauro Pasquini

Articolo e immagini tratti da Impakter.com.

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