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cibo sano e sostenibile

Cibo sano e anche sostenibile ?

Cibo sano e anche sostenibile. La Fondazione Barilla, una delle aziende italiane più attente alle questioni della sostenibilità del cibo in Italia – oltre che una delle più importanti ed antiche –  ha studiato alcuni piatti tipici delle Regioni italiane nelle quali gli italiani hanno deciso quest’anno di trascorrere le loro vacanze: la Puglia (12,4%), Sicilia (11%), Toscana (10,6%), Trentino-Alto Adige (7,2%) e Sardegna (6,5%). Un argomento che ha a che fare con gli obiettivi 7. dell’Agenda ONU 2030. Produrre energia pulita e sostenibile; Obiettivo 12. Introdurre modelli responsabili di produzione e di consumo e obiettivo 13. Intervenire per contrastare i cambiamenti climatici dell’Agenda 2030.

Il cibo e la sua produzione, sono l’attività dell’uomo considerata la più influente rispetto ai cambiamenti climatici con una percentuale del 37% di incidenza, prima del riscaldamento degli edifici (23,6%) e i mezzi di trasporto (18,5%).  Il progetto Su-Eatable Life ha portato nelle mense di alcune università e aziende, in Italia e Regno Unito, dall’inizio di quest’anno, alcuni menù realizzati con ingredienti a basso impatto ambientale: il risparmio è stato calcolato in media di mezzo chilogrammo di CO2 equivalente e 390 litri di acqua (virtuale) a pasto, confrontati con quello che si mangia in casa.

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Cinque piatti per contribuire alla sostenibilità

Lo chef Roberto Bassi propone, nell’ambito del progetto della Fondazione Barila, cinque ricette della tradizione locale: le friselle pugliesi al pomodoro,  “versione originale”.  Condite con pomodoro a chilometro 0, olio extravergine di oliva e sale insieme a verdure tipiche del territorio come i caroselli (un tipo di cetrioli) o le olive. In questo piatto ci sono appena 223 calorie e ha una sostenibilità ambientale molto alta visto che i suoi ingredienti pesano in termini ambientali solo 167 litri di impronta idrica e 64g di CO2 equivalente.

Le sarde alla beccaficosono tipiche della Sicilia.  Hanno un impatto ambientale bassissimo (278 litri di acqua virtuale e 193 g di CO2 equivalente a porzione) e 426 calorie, e sono il piatto che mette insieme le tradizioni culinarie siciliane da un capo all’altro dell’isola. Pinoli, pane grattugiato, uva sultanina, spezie varie ed ovviamente le sarde che rappresentano il valore aggiunto del piatto che apportano proteine ad alto valore biologico e sono ricche di omega 3, importanti nella riduzione della pressione arteriosa e nel prevenire malattie cardiovascolari.

Mangiar sano e sostenibile d’estate si può

In Toscana è la pappa al pomodoro è il piatto che sa mettere insieme l’attenzione alla linea e alla sostenibilità: una porzione contiene 49g di carboidrati (per un totale di 321 calorie), ha un’impronta idrica di soli 228 litri d’acqua e un’emissione di CO2 equivalenti di 155g. Inoltre c’è il licopene, sostanza presente nella buccia e semi dei pomodori, che ha delle spiccate proprietà antiossidanti. La pappa al pomodoro è anche un sistema per combattere lo spreco alimentare perchè può essere preparata con il pane raffermo del giorno precedente.

Dal Nord Italia, in Trentino gli strangolapreti burro e salvia  sono un piatto imperdibile. E’un piatto fatto con ingredienti semplici come farina (carboidrati), spinaci (fibre/verdure) e burro (grassi) per la cui produzione c’è  un emissione di 604g di CO2 equivalente e un’impronta idrica di 640 litri di acqua. La vitamina K e le altre vitamine liposolubili presenti in abbondanza negli spinaci sono assorbite dal nostro organismo grazie ai grassi da condimento presenti nella ricetta rendendo questo piatto oltre che sostenibile anche salutare.

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Fregola con arselle: le famose “briciole” a base di farina di semola ci portano in Sardegna. Le arselle sono le tipiche vongole veraci che si trovano sulle coste dell’isola. I carboidrati della fregola – una tipica pasta della Sardegna –  e le proteine delle arselle fanno di questa ricetta regionale un piatto particolare a cui si può abbinare un contorno di verdure. Una porzione di questo piatto contiene circa 402 calorie e ha una sostenibilità ambientale molto alta: un’impronta idrica di 292 litri di acqua e 226 g di CO2 equivalente.

 

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