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Chiesa di Santa Barbara, bellezza “recente” e abbandonata

Chiesa di Santa Barbara. A pochi minuti dalle spiagge del Gargano si trova una chiesa abbandonata. Una bellezza “recente”, che l’armistizio dell’8 settembre 1943 ha reso un fantasma.

Chiesa di Santa Barbara: l’abbandono di una bellezza “recente”

Non solo borghi antichi, gravidi di secoli di storia. La bellezza abbandonata d’Italia è fatta anche di cose relativamente recenti. Come ad esempio la chiesa di Santa Barbara di Cagnano Varano, comune in provincia di Foggia. Il FAI l’ha inclusa nell’elenco dei Luoghi del Cuore. La chiesa di Santa Barbara, situata a circa 10 chilometri dal centro abitato. Siamo nel nord del Gargano, a poche centinaia di metri dal lago Varano e a meno di 4 chilometri dal mare. La chiesa, adagiata su una collina dal profilo dolce, è circondata dalla tipica vegetazione della macchia mediterranea. La proprietà della chiesa è del Comune di Cagnano Varano. I centri più vicini sono San giovanni Rotondo, San Nicandro Garganico e Apricena. La chiesa è raggiungibile percorrendo la strada provinciale 42.

Un po’ di storia

La chiesa di Santa Barbara è stata costruita tra il 1915 e il 1920 ad opera del Ministero dell’Aviazione Militare. Lo scopo era consentire le celebrazioni del culto dei civili e degli ufficiali che dimoravano nell’idroscalo, ubicato a circa duecento metri di distanza, adiacente alla sponda del lago Varano. Ma in seguito l’armistizio del 8 settembre 1943 l’idroscalo fu evacuato e la chiesa abbandonata.

L’edificio, mura intatte ma tetti crollati

L’edificio presenta una lunghezza di circa 30 metri, una larghezza di 17 e un’altezza di 10, per una superficie complessiva di 510 metri quadrati. La struttura è a croce latina, con 3 navate, divise in 6 colonne a base quadrangolare. Costruita in mattoni, l’esterno presenta invece un rivestimento di mattoncini di argilla gialla. Dispone di due colonne circolari recanti un capitello corinzio e un portale che occupa quasi un terzo della facciata. Sul portale vi è un’epigrafe in cui è un’iscrizione in latino, “S.Barbarae aer.aec. classium patronae”, che indica il ruolo di Santa Barbara di protettrice delle forze armate aeree e navali.

Nel complesso la struttura presenta con le mura perimetrali ancora intatte. I tetti invece sono crollati e la vegetazione ha ampiamente invaso l’interno. 

Il ruolo del FAI e degli appassionati del luogo

Oltre al ruolo del FAI nel tentare di trovare fondi per il recupero della struttra, da segnalare l’azione instancabile da parte di appassionati del luogo, volta a sensibilizzare istituzioni e realtà attive nel turismo verso la chiesa di Santa Barbara. Negli vi sono state diverse iniziative in tal senso. La speranza, in verità piuttosto fievole, è trovare i fondi necessari per intervenire entro l’anno prossimo. Il 2020 sarà infatti il centenario dell’edificazione.

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