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Chi sarà il futuro Presidente del Parlamento europeo

Jean-Claude Juncker, politico lussemburghese di lungo corso, dal 2014 è presidente della Commissione europea, e la sua attività è stata spesso contraddistinta da momenti contradditori anche se nessuno può mettere in dubbio il suo grande attaccamento all’Unione Europeo, progetto al quale ha lavorato per tutta la vita. Con le elezioni europee di maggio lascerà il suo incarico e c’è già una lista di figure di rilievo pronte a prenderne il posto. I raggruppamenti politici al Parlamento europeo hanno nominato il loro candidato principale alla poltrona di Juncker ma prima….

Cosa fa il Presidente della Commissione europea?

L’articolo 17, comma 6 del Trattato sull’Unione europea chiarisce i compiti: “Il presidente della Commissione: definisce gli orientamenti nel cui quadro la Commissione esercita i suoi compiti; decide l’organizzazione interna della Commissione per assicurare la coerenza, l’efficacia e la collegialità della sua azione; nomina i vicepresidenti, fatta eccezione per l’alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, tra i membri della Commissione. Un membro della Commissione rassegna le dimissioni se il presidente glielo chiede.”

Insomma è un ruolo di particolare importanza, uno dei più importanti. La Commissione si muove secondo orientamenti del suo presidente e lui ne controlla l’agenda politica.

Il presidente ha potere nella ripartizione delle competenze e l’assegnazione dei portafogli ai vari commissari e può costringere – come abbiamo visto – i singoli commissari alle dimissioni.

Dal presidente dipendono il Segretariato generale della Commissione e il Servizio giuridico.

Il presidente rappresenta la Commissione e quindi partecipa alle riunioni del Consiglio europeo e ai principali dibattiti del Parlamento europeo e del Consiglio dei ministri dell’Unione europea. Può capitare che rappresenti l’UE anche nelle relazioni esterne, come fanno il presidente del Consiglio europeo e l’Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza.

I candidati

Partito popolare europeo (PPE)

Manfred Weber è noto come un moderato a Bruxelles e ha iniziato la sua carriera politica all’età di 29 anni quando divenne il più giovane membro parlamentare della Baviera nel 2003.

E’ stato eletto leader del PPE nel 2014. Weber è noto per la sua forte posizione nei confronti della migrazione, ma si è schierato contro i populisti anti-immigrati europei.

Partito dei socialisti europei (PSE)

Il Partito dei socialisti europei ha dato il via alla campagna elettorale europea a febbraio annunciando Frans Timmermans come candidato.

Timmermans è un politico olandese che è attualmente il secondo in comando presso la Commissione europea.

La sua nomina è stata annunciata al congresso socialista di Lisbona alla fine dello scorso anno, nel quale ha affermato che le elezioni europee di maggio arrivano in un momento critico per il continente.

“Queste elezioni a maggio, amici miei, non sono elezioni ordinarie”, ha detto. “Queste sono le elezioni con la maggior posta in gioco da quando nel 1979 sono state introdotte elezioni dirette al Parlamento europeo. Queste elezioni riguardano l’anima dell’Europa”.

Timmermans ha affermato che solo una “vittoria socialdemocratica” alle elezioni europee “garantirebbe una società libera, equa e sostenibile per le persone in tutta Europa”.

Alleanza di conservatori e riformisti (ACRE)

Il presidente dell‘ACRE Jan Zahradil è stato eletto per rappresentare il partito alle elezioni europee. Zahradil è un politico ceco per il Partito democratico civico (ODS) e un deputato al PE da quando la Repubblica ceca è entrata nell’UE nel 2004.

Zahradil sostiene le riforme per de-centralizzare l’UE da Bruxelles e dare più potere agli stati membri. Nel suo discorso di nomina dello scorso anno, Zahradil ha promesso – se dovesse vincere –  un’Europa “ridimensionata, flessibile e decentralizzata”.

Il politico ceco è stato descritto come uno scettico sul clima, cosa che lui nega, anche se si oppone a quella che definisce una “ideologia verde”, che può danneggiare economicamente l’Europa senza avere un impatto positivo sull’ambiente.

Il programma di Zahradil richiede un’Unione europea a più valute, maggiori poteri per i parlamenti nazionali e maggiore attenzione al libero scambio.

Alleanza dei liberali e dei democratici in Europa (ALDE)

A marzo, ALDE ha annunciato che avrebbe adottato un approccio alternativo alla nomina della presidenza della Commissione europea.

Il gruppo liberale europeo ha annunciato sette candidati, tra cui il leader del gruppo ALDE Guy Verhofstadt e il commissario europeo per la concorrenza Margrethe Vestager. Hanno chiamato il loro pool di candidati “Team Europe”.

L’addetto stampa del partito Didrik de Schaetzen ha spiegato la scelta:”La nostra campagna è, prima di tutto, aumentare la consapevolezza del nostro progetto, la distribuzione dei posti di lavoro arriverà più tardi. Abbiamo sette candidati per difendere i nostri valori, non vogliamo entrare in una logica solo per il lavoro , noi voglio difendere le nostre idee. ”

Green Party (EGP)

Il Partito dei Verdi europei ha eletto la coppia di deputati tedeschi Ska Keller e l’eurodeputato olandese Bas Eickhout come spitzenkandidaten.

Nel suo discorso di nomina a novembre, Keller ha messo in guardia contro “l’attacco dei partiti di estrema destra che vogliono tornare al nazionalismo e frenare le libertà civili e la democrazia”.

Keller ha aggiunto che vuole un’Europa più “ecologica, sociale e democratica”; Eickhout ha detto che l’Europa ha bisogno di agire contro il cambiamento climatico.

“Per troppo tempo l’Europa è stata in preda alle multinazionali che cercano il profitto, la crescita e la concorrenza sopra ogni altra cosa. Questo è stato a scapito di un’Europa sociale, che investe nelle persone e accoglie la partecipazione di tutti. È tempo di cambiare, tempo per un’Europa dove tutti contano. Un’Europa che si prende cura delle persone, non delle multinazionali “.

Sinistra Europea (EL)

Il Partito della sinistra europea ha scelto il membro del parlamento sloveno dal partito Levica Violeta Tomič e il sindacalista Nico Cue come candidati alle elezioni europee.

Il leader del partito, Gregor Gysi, ha affermato che con la nomina di Tomič hanno scelto un “rappresentante di un partito dell’Europa orientale di un paese attraversato da un difficile periodo di trasformazione”, aggiungendo che l’Europa orientale stava vivendo una riduzione della libertà e dei diritti civili.

Gysi ha descritto Cue come una “voce combattiva per lavoratori e sindacati” e lo ha definito “uno dei sindacalisti più importanti in Belgio e in Europa”.

La sinistra ha messo la redistribuzione della ricchezza e l’azione per il clima al centro della loro campagna.

European Free Alliance (EFA)

Oriol Junqueras

Il leader politico catalano imprigionato Oriol Junqueras rappresenterà l’EFA nelle elezioni.

“La decisione, presa all’unanimità dall’assemblea generale EFA, è una prova dell’impegno di EFA per il diritto all’autodeterminazione, in quanto è l’unico partito politico pro-europeo che si schiera chiaramente per questo diritto fondamentale”, è scritto in una dichiarazione del gruppo.

Junqueras, ex vicepresidente del governo catalano e membro dell’EFA / Greens del Parlamento europeo di Esquerra Republicana de Catalunya (ERC) non è stato in grado di partecipare alla sua nomina perché rimane in carcere accusato di ribellione, sedizione e uso improprio di fondi pubblici per aver organizzato un referendum per l’autodeterminazione della Catalogna nel 2017.

Il suo processo alla Corte Suprema di Madrid è ancora in corso.

L’EFA è un gruppo pro-regionalista che difende il diritto all’autodeterminazione ed ha circa una dozzina di deputati in diversi gruppi politici che promuovono diritti più forti per regioni come le Fiandre in Belgio e la Corsica in Francia.

Eduardo Lubrano

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