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antonio lubrano

Chi brucia la Sardegna?

Succede ogni anno. D’estate per giunta, quando l’isola è invasa dai turisti che amano le sue spiagge, il suo mare, il suo verde  sconfinato: al nord della Sardegna, al centro o al sud, scoppia un incendio che incenerisce ettari ed ettari di bosco, mette a rischio i centri abitati vicini e blocca le attività produttive della zona. Il disastro più recente risale a qualche settimana fa nell’ Oristanese, a Montiferru: ventimila ettari distrutti da un incendio che è durato un giorno intero.Ovviamente la Forestale ha aperto una indagine per stabilire le cause vere di quello che è stato definito un inferno. E individuare, perchè no, anche i diavoli che lo hanno provocato.

Le ipotesi, come è comprensibile, sono tante. In questa estate 2021 c’è chi ha indicato nel sovvertimento climatico che sta mettendo il mondo a dura prova il responsabile delle fiamme. E c’è chi sostiene che le alte temperature registrate in questi giorni sono alla base del fuoco. Se poi si aggiunge il vento che soffia violento in certe notti e in certi giorni, il mistero degli incendi estivi in Sardegna sembrerebbe dissolto. Ma queste ipotesi di colpevolezza non ci convincono. E’ l’assiduità degli incendi che lascia perplessi e sospettosi.

Per molto tempo si è pensato che ad appiccare il fuoco fossero individui interessati alla creazione di zone edificabili e l’idea  sembrava avvalorata dal fatto che gl’incendi scoppiassero in zone panoramiche, di grande attrazione turistica. Ma questa ipotesi non ha più concretezza dal momento che sui boschi distrutti è vietato costruire per precise disposizioni di legge. Sicchè oggi le ipotesi più frequenti hanno per protagonisti gli incoscienti, i criminali per vocazione. Su “La nuova Sardegna”, il quotidiano più diffuso dell’isola, Gianni Bazzoni dice che alla base della devastazione ci sono “sicuramente interessi speculativi, l’azione di una criminalità che non si pone problemi nel generare una condizione di rischio e mette in ginocchio l’economia delle campagne, oscura la vetrina turistica”.

Dobbiamo immaginare che gli incendiari odiano la loro stessa terra? E che sono anche autolesionisti?

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