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Che fine ha fatto l’acqua pubblica ?

Non solo Tav. Non solo reddito di cittadinanza. Non solo  flat tax e non solo Salva Roma. C’è un altro tema che alimenta lo stato di tensione permanente tra la Lega e il Movimento 5stelle: l’acqua. Da otto anni gli italiani aspettano un governo che rispetti il risultato del referendum del 12 e 13 giugno 2011 che con 27 milioni di sì chiedeva il ritorno all’acqua pubblica. Con l’arrivo a Palazzo Chigi della coalizione gialloverde sembrava arrivato finalmente il momento giusto. Una speranza alimentata da un passaggio del contratto di governo, che prometteva agli elettori la legge sull’acqua pubblica per dare sostanza al principio dell’accesso all’acqua garantito a tutti in quanto bene comune. Ma anche questo tema rischia di rimanere lettera morta a causa dei soliti veti incrociati tra Salvini e Di Maio. A marzo, la legge a firma della deputata grillina Federica Daga che prevede “una gestione pubblica partecipativa e trasparente del bene comune costituito dall’acqua”, si è arenata in Commissione Ambiente della Camera a causa del  “fuoco amico” a colpi di emendamenti, oltre 250, molti a firma Lega.

Beppe Grillo sul suo blog aveva definito questa legge “una battaglia di civiltà” ed il presidente del Senato Roberto Fico era andato oltre, fino a dire “Lego la mia presidenza all’approvazione da parte del Parlamento di una legge sull’acqua pubblica che difenda questo bene essenziale e faccia rispettare la volontà popolare espressa dagli italiani col referendum del 2011”. Ma le promesse e i buoni propositi dei pentastellati sono andati a sbattere contro le truppe leghiste in Commissione Ambiente, che stanno tentando di colpire al cuore la proposta dei cinque stelle. Da un lato i grillini  vorrebbero un ritorno al pubblico di tutte le aziende private che gestiscono l’acqua grazie a quote del Ministero Ambiente, interrompendo al 31 dicembre 2020 tutte le concessioni esistenti. Dall’altro la Lega che sostiene le ragioni dei “privatizzatori”, che sanno bene come la gestione dell’acqua sia un business molto redditizio. In Italia il giro di affari annuo si aggira intorno ai 10 miliardi di euro.

In mezzo il Ministro dell’Ambiente Costa che prova a spegnere le polemiche: “Con la Lega non c’è scontro ma confronto”, ha spiegato qualche giorno fa, ricordando però che il contratto di governo parla chiaro sposando il progetto dell’acqua pubblica.

Ma quanto costerebbe la gestione pubblica e partecipata dell’acqua? Circa 7 miliardi di euro all’anno di oneri ricorrenti, cui si aggiungono altri 16 miliardi di euro per l’indennizzo degli attuali gestori. Troppo? A leggere i dati pubblicati dal Forum dei movimenti per l’acqua, che ha spulciato i bilanci (dal 2010 al 2016) delle “quattro grandi sorelle” quotate in Borsa che gestiscono privatamente l’acqua HERA, ACEA, IREN e A2A, sembrerebbe di no. Nei sette anni indicati, in termini cumulati, le quattro aziende hanno realizzato utili per 3,257 miliardi di euro e distribuito dividendi per 2,983 miliardi di euro ai soci pubblici e privati, pari al 91 per cento degli utili.

Ma la scommessa più grande sarebbe quella di restituire ai cittadini una rete di infrastrutture idriche degne di questo nome attraverso il rinnovo della rete idrica dove serve, la bonifica delle tubazioni dalla presenza di amianto e piombo e la riduzione al minimo delle perdite in modo da garantire acqua pulita e di qualità in tutti i comuni italiani.

Tuttavia la legge per tornare all’acqua pubblica dopo decenni di privatizzazioni, più o meno selvagge, rimane in ostaggio della guerra in corso tra Lega e Cinque stelle. Inutile dire che fuori dai nostri confini le cose vanno in modo molto diverso: ben 37 Paesi e tante città e comunità, circa 130 solo in Europa, stanno tornando indietro di fronte al fallimento delle gestioni monopolistiche private, mentre in Italia il governo continua a fare “acqua” da tutte le parti.

Ezio Tamilia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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