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C’è una mappa per denunciare i crimini contro l’ambiente

Arthur Parè è un cacciatore di crimini contro l’ambiente. Dopo aver trascorso l’infanzia sulle spiagge di Costa Rica, immerso nella natura, e dopo una prima carriera nel campo della tecnologia e delle indagini sul riciclaggio di denaro sporco, ha deciso di concentrarsi su ciò che conosceva meglio: prevenire la distruzione del nostro mondo naturale.

Si è trasferito a Parigi e qui con una squadra di avvocati specializzati ha messo in piedi la Géosmine Organisation: un team che si dedica alla denuncia di crimini come il commercio illegale di animali selvatici, l’estrazione di risorse e l’inquinamento. I suoi consulenti tecnici conducono analisi e indagini penali utilizzando l’intelligence economica, umana e informatica. I dati che condividono possono poi essere utilizzati in studi ecologici o dai media per sensibilizzare l’opinione pubblica.

Fra le cose che hanno realizzato c’è Eco Crime Map, uno strumento che permette agli utenti anonimi di segnalare i reati ambientali da qualsiasi parte del mondo. In molti paesi, la paura di ritorsioni politiche impedisce alle vittime e ai testimoni di denunciare i crimini alle autorità. Una mappa che tracci i crimini ambientali in tempo reale potrebbe cambiare il modo in cui viene affrontata la corruzione, attirando l’attenzione sulle rotte commerciali criminali. Finora sono stati condivisi 178 reati.

Una parte della EcoCrime Map della Géosmine Organisation

Il rosso per il bracconaggio; arancione per l’inquinamento( e come si vede riguarda l’Italia); verde per le  estrazioni illegali; blu per il traffico di animali; giallo per i crimini sanitari; viola per il disboscamento illegale.

Quanto può essere utile questa mappa?

Secondo dott.ssa Emanuela Orlando, docente di diritto ambientale all’Università del Sussex, molto. La docente definisce la mappa una “interessante iniziativa, che sarà potenzialmente in grado di affrontare uno dei principali problemi della criminalità ecologica. La maggior parte di questi comportamenti illegali che causano danni all’ambiente spesso non vengono rilevati dalla polizia e dalle altre forze dell’ordine. In effetti, queste attività illegali tendono a colpire i settori più vulnerabili della società, come le donne o le comunità minoritarie nelle regioni più povere“.

Per la dott.ssa Orlando, pur garantendo ai senza voce la tutela dell’anonimato è “benvenuta e dovrebbe essere ampiamente pubblicizzata”, sottolinea che la denuncia è solo il primo passo di molti. “I crimini ambientali sono una questione piuttosto complessa, soprattutto quando sono legati alla criminalità organizzata. Per questo tipo di reati, una strategia efficace deve basarsi su un forte sistema di applicazione della legge e su un quadro istituzionale per affrontare adeguatamente la corruzione.

Traffico illegale di animali

Quanto rendono i crimini contro l’ambiente?

Secondo Europol, l’agenzia dell’Unione Europea per l’applicazione della legge, il valore annuale dei crimini ambientali transnazionali è stimato tra i 63 e i 192 miliardi di euro all’anno. In realtà, i reati ambientali possono essere redditizi quanto il traffico illegale di droga, ma le sanzioni sono molto più basse ed è più difficile da individuare. Questi fattori lo rendono molto attraente per i gruppi della criminalità organizzata.

Géosmine la definisce “l’industria illegale più redditizia ma meno repressa del mondo“. I gruppi sono noti per orchestrare falsi programmi di conservazione, ad esempio, che sprecano milioni di dollari nel processo. E sulla questione Arthur Parè rincara la dose :””Non comprare animali domestici online. Spesso cani e gatti vengono trafficati illegalmente e sono stati usati per la sperimentazione animale. C’è anche un nuovo settore che sta emergendo, il cyber-pratica. Si tratta di un nuovo metodo di contrabbando che si svolge sui social media e sui mercati come Ebay o Amazon, dove si vendono corna d’avorio e di rinoceronte“.

Crimini contro l’ambiente

Quali sono i crimini contro l’ambiente?

Secondo la definizione che ne dà l’UNICRI, l’Organizzazione della Nazioni Unite per la Giustizia e la ricerca dei Crimini Internazionali:

“I reati ambientali comprendono un ampio elenco di attività illecite: commercio illegale di fauna selvatica; contrabbando di sostanze che riducono lo strato di ozono (ODS); commercio illegale di rifiuti pericolosi; pesca illegale, non regolamentata e non dichiarata; disboscamento e commercio illegale di legname. Da un lato, i crimini ambientali incidono sempre più sulla qualità dell’aria, dell’acqua e del suolo, minacciando la sopravvivenza delle specie e causando disastri incontrollabili. Dall’altro, i crimini ambientali impongono anche una minaccia per la sicurezza e l’incolumità di un gran numero di persone e hanno un impatto negativo significativo sullo sviluppo e sullo stato di diritto”.

Nello specifico, in Italia, delitti, contravvenzionie reati ambientali sono:

  • violazioni urbanistiche;
  • gestione di rifiuti;
  • inquinamento atmosferico;
  • tutela delle acque;
  • sostanze pericolose e rischio di incidente rilevante;
  • inquinamento acustico;
  • normativa reach-sostanze chimiche;
  • bonifiche siti contaminati;
  • parchi nazionali, regionali e interregionali;
  • sistri e convenzione di Basilea;
  • beni culturali e paesaggio;
  • inquinamento elettromagnetico;
  • cave, miniere e materiali da scavo;
  • tutela degli animali e caccia;
  • albo gestori ambientali;
  • ATO (Ambito Territoriale Ottimale);
  • sicurezza alimentare;
  • inquinamento nucleare;
  • biotecnologie e nanomateriali;
  • assenza e rinnovo autorizzazioni ambientali;
  • modificazioni genetiche.

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