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Spreco di cibo

C’è relazione tra spreco di cibo e clima?

C’è relazione tra spreco di cibo e clima? Pare proprio di sì. Ma iniziamo col dire che lo spreco di cibo è purtroppo un argomento sul quale Impakter Italia è costretto a tornare con una frequenza eccessiva. Perchè buttare via “il mangiare” è veramente un peccato che oggi non possiamo permetterci. Non se crediamo che gli obiettivi dell’Agenda Onu 2030 – ed in particolare il numero 1.Sconfiggere la povertà ed il numero 2. Obiettivo fame zero – abbiano un senso.

Sono usciti i dati del Food Waste Index Report 2021 del Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente (Unep). Si riferiscono al 2019 e sono inquietanti: 931 mila tonnellate di cibo sono passate dall’essere utilizzabili a rifiuti di famiglie, rivenditori, ristoranti e altri servizi alimentari. Il 17% del cibo disponibile al consumo.

La ricerca è stata condotta in 54 paesi diversi e 152 punti di spreco ed ha rilevato che sono le famiglie che sprecano di più il cibo ( l’11%), seguite da servizi e punti vendita al dettaglio, rispettivamente il 5% e il 2%.

Ognuno di noi nel mondo butta via 121 chilogrammi l’anno, ed ogni famiglia ne getta 74 chili. Un bel quadretto non c’è che dire. In Italia l’80% di alimenti viene buttato dai consumatori, il restante 20% è composto dagli scarti del processo di produzione e di trasporto.

spreco di cibo

C’è relazione tra spreco di cibo e clima? – CC0, public domain, royalty free

La relazione con il clima

Ridurre i rifiuti in generale sappiamo –  da tempo –  che ha importanti conseguenze sulle emissioni di gas serra. Alejandro Gastón Jantus Lordi de Sobremonte, presidente e segretario generale della World Organization for International Relations specifica: ” Lo spreco di cibo —oltre alle questioni etiche ed all’ingente danno economico— porta anche ad un irreparabile danno ambientale. A livello globale, lo spreco alimentare è infatti responsabile di 4,8 miliardi di tonnellate di gas serra emesso nell’atmosfera e di un consumo di acqua pari a 180 miliardi di metri cubi. 

Certo l’umanità ha fatto grandi progressi nella riduzione della fame. Rispetto ai primi degli Anni Novanta —seppure vi sia stato l’aumento di quasi 2 miliardi della popolazione mondiale— sono ben 300 milioni le persone che non soffrono più la fame. Ma ancora oggi si contano 850 milioni di uomini, donne e bambini che soffrono di denutrizione in ben 55 Paesi. Stiamo parlando di 150 milioni di persone che soffrono di insicurezza alimentare acuta e —nonostante gli sforzi— di 700 milioni le persone che vanno a letto quasi sempre a stomaco vuoto”.

In termini di impatto ambientale lo spreco di cibo rappresenta un’impressionante spreco (è il caso di ripetere questa parola) delle risorse: in primo luogo quelle usate per la produzione — energia, acqua, terra— e poi quelle necessarie allo smaltimento dei rifiuti, con emissioni che contribuiscono in modo determinante al cambiamento climatico.

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