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Carmena, Colau e Tsipras: gli astri spenti nella notte elettorale

Erano astri nascenti della sinistra in Europa. Osannati come modelli politici da seguire ovunque per la capacità di attrarre consenso e di innovare le politiche. Ma la notte del voto del 26 maggio li ha trasformati in stelle cadenti. Dalla Grecia alle due città più importanti della Spagna, ci sono tre significative parabole politiche. Il premier greco, Alexis Tsipras, ha infatti subito una sonora sconfitta alle Europee, annunciando subito la convocazione delle elezioni anticipate per il rinnovo del Parlamento. Syriza ha rimediato un distacco di quasi dieci punti dal centrodestra di Nea Dimokratia (23 contro 33). Troppi per far finta di niente.

Per Manuela Carmena, sindaca uscente di Madrid, l’esito è stato ancora più amaro: la sua lista Mas Madrid ha ottenuto quasi il 31% dei voti, davanti a tutti, ma non sono stati sufficienti per eleggere il numero di consiglieri necessari ad avere la maggioranza, al contrario della coalizione di destra che torna alla guida della Capitale spagnola. La prima cittadina di Barcellona, Ada Colau, ha invece mancato la rielezione per 5mila voti: il suo successo è l’indipendentista Ernest Maragall. La perdita del 5% dei consensi, dal 25 al 20%, è stata decisiva.

Si tratta di tre vicende distinte, ma pure accomunate da un elemento: le difficoltà di gestire il potere e risolvere le questioni concrete e complesse, tenendo conto del contesto in cui ci si muove. Non sono bastate le iniziative popolari sui beni comuni e sull’abbattimento delle emissioni inquinanti, come il progetto Madrid Central portato avanti da Carmena, o come le politiche sull’edilizia popolare di Colau, incentrate sul diritto alla casa in contrasto con la speculazione. Lo stesso vale per Tsipras: l’obiettivo di coniugare diritti e tagli era troppo complicato per essere percepito dall’elettorato greco.

C’era una volta l’Altra Europa con Tsipras

Tsipras è arrivato come un ciclone sulla politica europea, tanto che in Italia – come avviene spesso – è diventato un esempio. E alle Europee 2014 la sinistra radicale si è presentata con una lista ribattezzata proprio l’Altra Europa con Tsipras, prendendo in prestito il brand carismatico del leader greco. Il suo impatto “rivoluzionario”, con un eloquio fresco e intenzionato a rovesciare alcuni paradigmi dell’Unione europea, sembrava destinato a lasciare una traccia storica nella storia, non solo della sinistra.

L’avanzata in Grecia a quelle Europee è stata lo step decisivo per il successo nel gennaio 2015, prima, e nel settembre, poi, dopo il voto sul referendum per la bocciatura del memorandum imposto dalla troika del 5 luglio dello stesso anno. Vittorie incredibili per Tsipras, che tuttavia ha dovuto fare i conti con la disastrosa situazione economica del Paese, varando tagli e le misure di austerità richieste dalle Istituzioni internazionali. La lunga fase di risanamento è terminata di recente con una risalita del Pil. Ma nel frattempo l’astro Alexis ha perso smalto: gli elettori hanno punito il suo operato, valutando un premier molto più pragmatico che rivoluzionario. 

Le sindache Carmena e Colau in crollo

Manuela Carmena e Ada Colau hanno pagato, seppure per motivi diversi, le difficoltà di Podemos, il movimento guidato da Iglesias e Irene Montero.  La sindaca uscente di Madrid è stata sostenuta da Iiñigo Errejón, ex numero due di Podemos entrato in rotta con la coppia di leader tanto da aver avviato un percorso autonomo. Non senza polemiche. Il suo sostegno a Carmena ha generato così nuove lacerazioni a sinistra e il 31% dei voti non è stato sufficienti a ottenere il controllo del consiglio comunale. 

Ada Colau, invece, era espressione diretta di un’alleanza civica a Barcellona di cui Podemos era capofila. La sconfitta del 26 maggio è stata bruciante per lo scarto minimo, ma il calo più sensibile si è registrato nei quartieri considerati storicamente di sinistra, mentre il suo avversario ha conseguito un consenso abbastanza omogeneo. Le politiche di Colau, pure orientate all’inclusione, non hanno convinto quelle fasce elettorali a cui erano principalmente interessato. Così, dal testa a testa dello scrutinio, è spuntato il successo di Maragall. Con gli indipendentisti di nuovo trionfatori e la stella di Colau oscurata. 

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