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Cannabis e polemiche. Verità e bugie

Canapa. Coltivazione e commercio. Di cosa stiamo parlando? Impakter Italia ha sentito Claudia Unisoni, imprenditrice titolare di Campo di canapa, negozio specializzato a Firenze. Una testimonianza diretta per sapere davvero di cosa si tratta e per fare una seria riflessione sulle polemiche politiche di questi giorni. Ecco che cosa ci ha detto.

1) Facciamo chiarezza. Cosa commercializzate esattamente?

Il nostro canapaio esiste da più di vent’anni. Rappresenta la dimostrazione di ciò che si può fare effettivamente con la coltivazione della canapa. Ad esempio, abbiamo un ampio assortimento di abbigliamento, borse, cosmetici e alimenti. Il nostro esercizio rientra in una tipologia di negozi presente ormai in quasi tutto il mondo. Nell’offerta è inclusa anche l’opportunità di rivendita di prodotti a base di cannabis da parte delle tante aziende agricole italiane che in questi anni, in gran numero, si sono riconvertite alla coltura industriale della canapa.
Non vendiamo niente che sia minimamente psicoattivo e tutti i nostri prodotti sono perfettamente legali. In questi 20 anni abbiamo avuto controlli di tutti i genere e tutto è sempre risultato in regola. La polemica di Salvini non ha ragione d’essere. È completamente assurda.

2) Da operatrice del settore, quali sono secondo lei le opportunità?

La coltura della cannabis rappresenta una grandissima opportunità economica per l’Italia. Agli inizi del ‘900 il nostro Paese era leader nella produzione di canapa. Ma non solo, essa rappresenta anche un importantissimo strumento per combattere l’inquinamento ambientale. La coltivazione è infatti ecocompatibile per eccellenza. Cresce velocissima. Inoltre, essendo molto robusta e resistente, non necessita di diserbanti e prodotti chimici. Con la canapa si può fare un’ottima carta, materiale per l’edilizia, pitture e vernici, tessuti, combustibili, bioplastiche, alimenti altamente proteici…..senza dimenticare il potere curativo di alcuni suoi principi attivi. Oltre a tutto questo, la canapa ha la capacità di ripulire i terreni inquinati. È stata usata anche nei terreni di Chernobyl. Per tutte queste ragioni c’è chi sostiene che “la canapa salverà il mondo”.

3) Cosa ne pensa della polemica politica in corso?

In italia abbiamo assistito a un vero boom della coltivazione della canapa. I terreni coltivati  sono aumentati di dieci volte in soli 5 anni. In tutto il mondo stiamo andando nella direzione della liberalizzazione della pianta di cannabis, dopo quasi cento anni di proibizionismo. Voler ostacolare questo processo è anacronistico. Pone l’italia fuori da una grandissima opportunità economica, di difesa ambientale e di tutela della libertà personali. La polemica sulla cannabis, che viene tirata fuori regolarmente in modo opportunistico alla scadenza di ogni tornata elettorale, sa molto di una tattica di distrazione di massa, ossia distogliere l’attenzione dell’elettorato da problemi più seri.

Polemiche sulla canapa per fuggire dal dibattito politico

Al di là di questa testimonianza, la polemica sollevata dal Ministro dell’Interno appare fuori dal mondo. Nei tempi e nei toni. La minaccia di chiudere i negozi, a cui ha risposto il Ministro della Sanità Grillo, sembra una strategia di fuga dal vero dibattito politico. In effetti, di cosa potrebbe voler parlare Matteo Salvini? Della flat tax, osteggiata in primis da gran parte di quel mondo imprenditoriale a cui era espressamente “dedicata”? Dei porti chiusi, che al di fuori della grancassa della propaganda sono in realtà (menomale) aperti? Dell’inesistente emergenza immigrati? Della difesa degli interessi nazionali? Proprio su questo terreno, presunto faro illuminante della politica leghista, il fallimento di Salvini, in veste di statista, si manifesta in tutta la sua desolante ampiezza. I suoi amici in Europa sono infatti quei leader che più di tutti chiedono che l’Italia venga “sculacciata” per il debito e la spesa pubblica. Ma non solo. I sovranisti d’Europa rifiutano ogni tipo di aiuto all’Italia nella condivisione dell’accoglienza ai migranti. Cosa serve ancora per dimostrare che il sovranismo rappresenta la politica più antinazionale che esista?

Insomma, chi al posto di Salvini non parlerebbe di tutto pur di non parlare di niente?

Mauro Pasquini

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